fin ora non ho progettato mai niente ne con transistor ne con mosfet......
sto imparando adesso e iniziando a conoscere i componenti siccome mi sono ritrovato tra le mani questo mosfet volevo sperimentare su breadboard il suo funzionamento tutto quà
P4NK60ZFP
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[22] Re: P4NK60ZFP
MorK ha scritto:fin ora non ho progettato mai niente ne con transistor ne con mosfet......
sto imparando adesso e iniziando a conoscere i componenti siccome mi sono ritrovato tra le mani questo mosfet volevo sperimentare su breadboard il suo funzionamento tutto quà
Ok, almeno è un punto di partenza su cui si può lavorare. Adesso è un po' tardi per entrare nei dettagli ma comunque, per i tuoi fini, un MOSFET di potenza è prima di tutto... un MOSFET. Se sai già come funzinona, comprendere il funzionamento della sua versione di potenza è soltanto un'estensione di quanto sai già: in sostanzia invece di controllare qualche decina di milliampere ti ritrovi a controllare correnti dell'ordine di alcuni ampere (o anche decine e centinaia di ampere... ma non credo ti faranno mai mettere le mani su un mostro del genere che di solito viene usato per muovere i treni!). Cerca un po' di appunti su come funzooano i MOSFET (la rete ne è piena), riflettici su, e poi DOMANI cominci a porre domande. Per ora....
Buonanotte!
Piercarlo
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[24] Re: P4NK60ZFP
Ho effettuato una ricerca/studio veloce durante questa giornata per quanto riguarda i transistor,non mi ripeto sulle cose che già sono state dette...
i transistor sono a collettore in comune a base in comune e ad emettitore in comune ma come si utilizza nei vari casi non lo so,so che questi sono di tipo bipolare
mentre i mosfet sono, metallo ,ossido, semiconduttore a effetto di campo e a seconda di come è drogato cambia la sua funzione
inoltre ho visto in un'esperimento che sono in grado di percepire le piccole cariche elettriche presenti nel nostro corpo ed amplificarle tanto da accendere un led
i transistor sono a collettore in comune a base in comune e ad emettitore in comune ma come si utilizza nei vari casi non lo so,so che questi sono di tipo bipolare
mentre i mosfet sono, metallo ,ossido, semiconduttore a effetto di campo e a seconda di come è drogato cambia la sua funzione
inoltre ho visto in un'esperimento che sono in grado di percepire le piccole cariche elettriche presenti nel nostro corpo ed amplificarle tanto da accendere un led
Piercarlo ha scritto:MorK ha scritto:fin ora non ho progettato mai niente ne con transistor ne con mosfet......
sto imparando adesso e iniziando a conoscere i componenti siccome mi sono ritrovato tra le mani questo mosfet volevo sperimentare su breadboard il suo funzionamento tutto quà
Ok, almeno è un punto di partenza su cui si può lavorare. Adesso è un po' tardi per entrare nei dettagli ma comunque, per i tuoi fini, un MOSFET di potenza è prima di tutto... un MOSFET. Se sai già come funzinona, comprendere il funzionamento della sua versione di potenza è soltanto un'estensione di quanto sai già: in sostanzia invece di controllare qualche decina di milliampere ti ritrovi a controllare correnti dell'ordine di alcuni ampere (o anche decine e centinaia di ampere... ma non credo ti faranno mai mettere le mani su un mostro del genere che di solito viene usato per muovere i treni!). Cerca un po' di appunti su come funzooano i MOSFET (la rete ne è piena), riflettici su, e poi DOMANI cominci a porre domande. Per ora....
Buonanotte!
Piercarlo
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[25] Re: P4NK60ZFP
bene questo è un inizio, ora una volta che hai capito cosa ci vuoi fare approfondisci. purtroppo non posso aiutarti per i circuiti lineari ma le basi del mosfet on off sono cosi semplici che le ho capite anche io!
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[26] Re: P4NK60ZFP
sembra che funzioni in base alla quantità di carica che gli si trasmette sull'ingresso
adesso quello che non ho capito è che se la quantità di corrente è minore di un certo range in ingresso la risposta in uscita com'è?
comunque continuo a cercare quante più informazioni possibili anche se in rete c'è tutta roba molto teorica e di non semplice comprensione per me...
adesso quello che non ho capito è che se la quantità di corrente è minore di un certo range in ingresso la risposta in uscita com'è?
comunque continuo a cercare quante più informazioni possibili anche se in rete c'è tutta roba molto teorica e di non semplice comprensione per me...
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[27] Re: P4NK60ZFP
bè metti il complemento oggetto alle tue frasi 
se stiamo parlando di mosfet funzionano piu o meno cosi: si distinguono in classi a seconda dalla massima tensione tra Gate e Source. infatti hanno 3 pin :
G = gate
S = source
D = drain
che nel package to220 sono guardando il mosfet di fronte nell ordine GDS,
il gate è dove mandi il segnale di accensione/spegnimento , il drain e il source dove scorre la corrente. Nel funzionamento on off (che è quello che prediligo per le mia applicazioni, non sono tipo da audio hi fi
) per far accendere il mosfet alla minima resistenza bisogna fornire una differenza di potenziale tra gate e source superiore ala tensione Vth cioè alla tensione di soglia che trovi nel DataSheet ma inferiore alla massima tensione (Vgs max) superata la quale non è piu garantita l'integrita del mosfet.
questa tensione va data decisa e impulsiva (un gradino insomma,il fronte di salita di un onda quadra) altrimenti se permani troppo nella regione di funzionamento in amplificazione (non so come si chiama di preciso) il mosfet oppone una resistenza proporzionale al campo elettrico (e quindi alla differenza di potenziale) al suo interno dissipando un'enorme quantità di calore. Ti assicuro che sottoposti ad una corrente intensa, superiore ai limiti di progetto e passando per la zona di amplificazione lo shock termico è enorme e una volta mi esplose anche un mosfet con fragorosa deflagrazione.
una volta acceso il mosfet va tenuto comunque a tensione maggiore di Vth per tutto il tempo in cui desiderli tenerlo acceso. Anche se togli alimentazione al gate il mosfet rimane acceso per via della carica immagazzinata nel condensatore parassita e quindi non si spegne del tutto, anzi solitamente resta vivo e vegeto. Il problema è quando torna (per via della scarica del condensatore) in zona di aplificazione. Per ovviare a questa agonia del mosfet per spegnerlo devi riportare il gate alla tensione del source (Vgs= 0) e di solito si opera mettendo una resistenza da alcuni kiloohm tra gate e source (mi pare si chiami di pull down).
tutto chiaro? ora puoi fare il tuo primo interruttorino in continua per piccoli carichi con un mosfet un segnale di comando adeguato e 1 resistenza (o meglio 2 va, una pure in serie al segnale del gate)
se stiamo parlando di mosfet funzionano piu o meno cosi: si distinguono in classi a seconda dalla massima tensione tra Gate e Source. infatti hanno 3 pin :
G = gate
S = source
D = drain
che nel package to220 sono guardando il mosfet di fronte nell ordine GDS,
il gate è dove mandi il segnale di accensione/spegnimento , il drain e il source dove scorre la corrente. Nel funzionamento on off (che è quello che prediligo per le mia applicazioni, non sono tipo da audio hi fi
questa tensione va data decisa e impulsiva (un gradino insomma,il fronte di salita di un onda quadra) altrimenti se permani troppo nella regione di funzionamento in amplificazione (non so come si chiama di preciso) il mosfet oppone una resistenza proporzionale al campo elettrico (e quindi alla differenza di potenziale) al suo interno dissipando un'enorme quantità di calore. Ti assicuro che sottoposti ad una corrente intensa, superiore ai limiti di progetto e passando per la zona di amplificazione lo shock termico è enorme e una volta mi esplose anche un mosfet con fragorosa deflagrazione.
una volta acceso il mosfet va tenuto comunque a tensione maggiore di Vth per tutto il tempo in cui desiderli tenerlo acceso. Anche se togli alimentazione al gate il mosfet rimane acceso per via della carica immagazzinata nel condensatore parassita e quindi non si spegne del tutto, anzi solitamente resta vivo e vegeto. Il problema è quando torna (per via della scarica del condensatore) in zona di aplificazione. Per ovviare a questa agonia del mosfet per spegnerlo devi riportare il gate alla tensione del source (Vgs= 0) e di solito si opera mettendo una resistenza da alcuni kiloohm tra gate e source (mi pare si chiami di pull down).
tutto chiaro? ora puoi fare il tuo primo interruttorino in continua per piccoli carichi con un mosfet un segnale di comando adeguato e 1 resistenza (o meglio 2 va, una pure in serie al segnale del gate)
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[28] Re: P4NK60ZFP
MorK ha scritto:Ho effettuato una ricerca/studio veloce durante questa giornata per quanto riguarda i transistor,non mi ripeto sulle cose che già sono state dette...
i transistor sono a collettore in comune a base in comune e ad emettitore in comune ma come si utilizza nei vari casi non lo so,so che questi sono di tipo bipolare
mentre i mosfet sono, metallo ,ossido, semiconduttore a effetto di campo e a seconda di come è drogato cambia la sua funzione
Forse la ricerca studio è stata un po' TROPPO veloce e varrebbe la pena di rifarla con più calma: una cosa è studiare come funzionano i due componenti in un circuito (e cioù in modo abbastanza simile visto che, in parallelo alle connessioni a emettitore, base e collettore comune dei bipolari esistono le omologhe source, gate e drain comune per i FET e i MOSFET) e un altro è studiarsi come sono fatti dentro - possibilmente senza fare macelli: il drogaggio di un semiconduttore può cambiare tante cose, anzitutto la polarità del componente.... ma non cambia IN NIENTE la sua funzione. Un transistor rimarrà sempre un transistor in qualunque delle due polarità venga costruito e lo stesso si può dire del MOSFET.
inoltre ho visto in un'esperimento che sono in grado di percepire le piccole cariche elettriche presenti nel nostro corpo ed amplificarle tanto da accendere un led
Questi sono solo gadget per giocare e basta. Non richiedono alcuna facoltà "speciale" ai componenti se non quella di avere un elettrodo di comando ad impedenza sufficientemente elevata da renderli sensibili ai campi elettrostatici.
Ciao
Piercarlo
PS - Rispondo anche all'osservazione che hai postato nel frattempo, che mi pare decisamente più acuta. Sì, la conduzione nei MOSFET (ma pure nei tranistori anche se è meno ovvio ed evidente) è controllata proprio dal campo elettrico delle cariche che si accumulano sul gate che a loro volta generano un campo elettrico... che è poi il vero responsabile nel governare il comportamento del MOSFET.
Qui un aspetto importantissimo da ricordare è che il "canale" conduttivo di un MOSFET esiste SOLTANTO se sul gate viene applicata una tensione superiore a una certa soglia. Se la tensione sul gate (o la carica che genera tale tensione, è insufficiente... il canale non si crea e il MOSFET non cnduce. mentre una volta superata la soglia necessaria a creare il canale essa non fa altro che controllarne la quantità di cariche (e quindi di corrente) che vi possono transitare.
Qualcosa di simile per altro succede anche nei bipolari: finché la tensione diretta tra base ed emettitore non è sufficiente a fare entrare in conduzione questa giunzione il transitor non fa assolutamente nulla...solo dopo che questa giunzione si è attivata il transistor diviene controllabile: prima per il circuito in cui è inserito non è altro che un interruttore aperto.
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[29] Re: P4NK60ZFP
Ragazzi vi ringrazio infinite per le preziose informazioni fornitemi, mi dispiace non aver potuto rispondervi in questi giorni ma sono con la testa su di un altro progetto che sto realizzando che poi mostrerò al forum
comunque ritornerò in questo discorso non appena mi libero la testa anche perché l'intenzione è quella di realizzare un circuito sperimentale ( elementare
) con questo componente.

comunque ritornerò in questo discorso non appena mi libero la testa anche perché l'intenzione è quella di realizzare un circuito sperimentale ( elementare

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