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aleat91 » 2 nov 2011, 12:19
Provo a risponderti io.
Come sai il trasformatore ideale (senza perdite) ha il compito di ricevere una certa potenza P1 alla porta d'ingresso e restituirne una quantità uguale P2 alla porta d'uscita, facendo però variare i valori di tensione e corrente alle due porte, secondo il rapporto di trasformazione N.
Ora, a seconda delle convenzioni utilizzate e quindi a seconda dei versi di tensione e corrente a primario e secondario avrai una certa equazione del trasformatore ideale, che esprimerà i rapporti che ci sono tra tensione d'ingresso V1 e tensione d'uscita V2 e corrente d'ingresso I1 e corrente d'uscita I2.
Ti faccio un esempio: se supponi di utilizzare la convenzione degli utilizzatori alla porta d'ingresso e la convenzione dei generatori alla porta d'uscita, il trasformatore ideale sarà definito dalle seguenti equazioni:
V1= N*V2
I1= (1/N) I2
Ciò significa che puoi scrivere la tensione d'ingresso in funzione della tensione d'uscita o viceversa, e lo stesso vale per le correnti.
Tale operazione ti consente di "riportare al primario" le tensioni e correnti del secondario: esplicitando rispetto a V2 e rispetto a I2 le due equazioni definite sopra, puoi dire che la V2'=V1/N e che la I2'=I1*N .
Mi spiego meglio: quando si riporta una grandezza dal secondario al primario si pone un segno ' (V2 "primo" oppure I2 "primo") per indicare che la grandezza era appartenente al secondario ma è stata riportata al primario in base a tale operazione.
Siccome riportare solo tensioni e correnti al primario non ha molto senso, facciamo un altro passo avanti.
Alla porta d'uscita del trasformatore avrài sicuramente connesso una rete comunque complessa. Supponiamo per comodità che si tratti solo di elementi dissipativi. Come saprài puoi ottenere un'impedenza equivalente Z che sia rappresentativa di tutta la rete al secondario.
Oltre a poter riportare tensioni e correnti dal secondario al primario (e qui sta la comodità del riporto delle grandezze da un riferimento all'altro) puoi anche riportare impedenze dal secondario al primario. Infatti, in base alle equazioni che definiscono il trasformatore, puoi scrivere che:
Z=V2/I2=(V1/N) / (N*I1)= (1/N²)*(V1/I1) = (1/N²) * Z'
cioè puoi ottenere l'impedenza di carico equivalente sul primario (la Z') moltiplicando l'impedenza di carico Z per un termine (1/N²).
Svolgendo tutte le operazioni di riporto delle grandezze V2, I2, Z otterrài un doppio bipolo tutto sul primario (senza accoppiamenti magnetici ma solo con connessioni elettriche) senza dover pensare all'accoppiamento magnetico tra le due porte.
So che la spiegazione è poco pratica perché è senza disegni (con i disegni sarebbe tutto mooolto più facile), ma spero di averti charito un po' le idee. Se magari unisci ciò che ho scritto con gli appunti e i disegni della lezione, forse riesci a comprendere completamente l'argomento.
Sostanzialmente hai "eliminato" il trasformatore perché ti sei ricondotto ad una rete puramente elettrica perfettamente equivalente, che non ha bisogno di accoppiamenti magnetici.
Attenzione: il riporto delle grandezze da un riferimento a un altro è legato alle equazioni che definiscono il tuo trasformatore ideale: se tu usassi un'altra rappresentazione (per esempio V1=1/N V2 e I1=N*I2) le operazioni da fare per riportare le grandezze da un riferimento a un altro sarebbero completamente diverse, e quelle che ti ho fatto vedere non varrebbero. Però hai visto anche che è facile ricavare le operazioni da fare (basta fare quello che qui ho fatto io, sia per tensioni che per correnti che per impedenze).
Poi quando si parla di trasformatore reale o trasformatore reale linearizzato etc. i modelli matematici (e anche le rappresentazioni grafiche) della macchina sono diversi, ma il concetto di riporto delle grandezze rimane sempre lo stesso.
Spero di essere stato chiaro e di non aver fatto errori :)
Se ho scritto qualche castronerìa e c'è qualcuno che ne sa più di me, vi prego di correggermi!
Buon proseguimento!!