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sostituzione dichiarazione conformità

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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Messaggioda Foto UtenteMike » 28 giu 2007, 18:25

kamikaze ha scritto:Ciao a Tutti,
faccio io una domanda piu' o meno inerente al tema.
Impianto elettrico di un'abitazione, realizzato a regola d'arte e con emissione di regolare dichiarazione di conformita' redatta da uno specialista.
Subisce una "apparentemente piccola" modifica da un'elettricista diverso da quello che ha fatto l'impianto.
In una scatola portafrutti, installa una presa bipasso in piu'.
Come devo considerare la vecchia dichiarazione, ancora valida?

Il succo della mia domanda, quale modifica o di quale entita' annulla la precedente dichiarazione?
E' ammessa un'integrazione?
Ivan



L'installatore che effettua la modifica (manutenzione straordinaria, trasformazione, ampliamento) redige la dichiarazione di conformità e aggiunge nell'apposito spazio il riferimento delle dichiarazione di conformità precedente (sua o di altri installatori), in questo modo rimane lo storico degli interventi ed il tutto è facilmente rintracciabile in caso di contestazioni o infortuni per individuare le responsabilità. Nessuna dichiarazione viene annullata, solo nel caso che l'impianto venga rifatto completamente (nuovo impianto), non si mette il riferimento delle dichiarazioni precedenti.
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Messaggioda Foto UtenteMike » 28 giu 2007, 18:27

conte.gio ha scritto:Di fatto l'elettricista che mette mano su un impianto già realizzato dovrebbe rilasciare una dichiarazione di conformità sulle modifiche da lui eseguite. Quindi in questo caso dovrebbero esserci in teoria due dichiarazioni, una rilasciata da chi ha fatto l'impianto e una seconda da chi ha installato la presa aggiuntiva.

Ovvio è che mi viene da ridere al solo pensiero che qualcuno rilasci una dichiarazione di conformità per l'installazione di una presa.

Non so dirti se è contemplato un minimo di opere sotto il quale non è richiesta dichiarazione di conformità.


Sarà da ridere ma se non lo fai violi la legge. :wink:
La dichiarazione di conformità NON è richiesta solo per interventi di manutenzione ordinaria.
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Messaggioda Foto Utentecordalenta » 28 giu 2007, 18:51

Riporto una comunicazione testuale di Tuttonormel ricevuta via mail:
"Il 26 febbraio 2007 è stata approvata la legge 26 febbraio 2007 n. 17 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Disposizioni di delegazione legislativa" (S.O. n. 48 alla G.U. 26/2/07 n. 47).
Secondo l’art. 3 del DL 300/06, come modificato dalla suddetta legge, a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale recante norme sulla sicurezza degli impianti, di cui all’art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) del DL 30/9/05 n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 2/12/05 n. 248, e comunque non oltre il 31 dicembre 2007, saranno abrogati:
- la legge 46/90, ad eccezione degli articoli 8 (Finanziamento delle attività di normazione), 14 (Verifiche) e 16 (Sanzioni); tali sanzioni sono raddoppiate;
- il DPR 447/91, regolamento di attuazione della legge 46/90;
- gli articoli da 107 a 121 del DPR 380/01, Testo unico sull’edilizia.

In buona sostanza, in virtù della suddetta legge n. 17/07, il Testo unico sull’edilizia non comprenderà più la parte impiantistica, mentre il prossimo decreto del Ministero dello sviluppo economico sostituirà la legge 46/90 e il relativo regolamento di attuazione".

A questo punto rispondo a boiovox rigurdo al quesito originario, che deve essere trattato con la legislazione attuale:
La dichiarazione di conformità può e deve essere obbligatoriamente rilasciata solo dall'installatore dell'impianto.
Se poi ti fai l'impianto da solo e trovi un installaore disposto a dichiarare che lo ha fatto lui (magari dopo opportuna verifica della regola d'arte) il gioco è fatto.
E' capitato a me, che sono un perito e lavoro da venti anni in una azienda che produce energia elettrica (tipo ENEL) che redigo specifiche tecniche per i lavori da appaltare ad Imprese e che guido uno staff che deve vigilare sul loro operato. Ebbene io no ho i requisiti per certificare un mio impianto e me lo sono fatto certificare da un elettricista, che ha i requisiti, perché ha lavorato per due anni con una Impresa il cui titolare aveva i requisiti. Questo ti sembra giusto Mike?

Infine per rispondere a kamikaze e a conte.gio, la dichiarazione di conformità non è richiesta solo per interventi manutentivi all'impianto, tipo una sostituzione di una presa o di un interruttore, ma se viene effettuata una modifica, anche di piccola entità, l'installatore che la effettua deve obbligatoriamente rilasciare la dichiarazione di conformità per le parti di impianto da lui realizzate.
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Messaggioda Foto Utenteboiovox » 28 giu 2007, 23:07

potete confermarmi che un privato non può realizzare l'impianto elettrico di casa sua, non tanto per il fatto che poi non possa fare la DC (può sempre trovare una ditta compiacente, o che si fida del lavoro svolto dal privato), ma perché non abilitato a farlo ?
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Messaggioda Foto Utenteboiovox » 28 giu 2007, 23:34

mi permetto una considerazione riagganciandomi alle parole di cordalenta (...ti sembra giusto mike...)
premesso che la legislazione molte volte cozza con il buon senso, ma deve essere rispettata, a titolo di opinione, io non trovo corretto che un professionista iscritto regolarmente all'ordine, non possa certificare che un impianto, sia conforme alla regola dell'arte ... e che quindi la certificazione o asseverazione o perizia che dir si voglia abbia a tutti gli effetti la stessa valenza di una DC, daltronde il professionista si assume la responsabilità di tutto quello che dichiara e certifica ( e alla fine il tutto nasce per attribuire responsabilità certe), è anche vero, e faccio mia la riflessione di conte.gio, che ci potrebbe essere il problema del lavoro nero, ma aggiungo anche che lo stesso non si può combattere limitando o precludendo ai professionisti di poter fare il proprio lavoro assumendosene le responsabilità.
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Messaggioda Foto UtenteMike » 29 giu 2007, 9:16

La L. 46/90 avrà tanti difetti ma il suo punto di forza è stato proprio quello di ribadire il concetto dell'assunzione di responsabilità (cosa difficile da digerire per la media mentalità italiana).
L'installatore è unico soggetto responsabile di quanto installato, è lui (o la sua organizzazione) che ha realizzato materialmente l'impianto dalla A alla Z e pertanto è l'unico in grado di garantirne la conformità alla regola dell'arte assumendosene la piena responsabilità.

Non ci può e non ci devono essere scappatoie, questo deve essere il principio imprescindibile.

Ci possono essere le eccezioni, ovvero nel caso che l'azienda o l'artigiano fallisca prima della fine dei lavori, oppure perché non vuole fornire la DC (contenzioso), in questii ben delimitati casi ci può essere l'apporto del professionista che certifica al posto dell'installatore e se ne assume la piena titolarità ai fini della corrispondenza dell'impianto realizzato alla regola dell'arte.

Dove bisogna migliorare?

1 - nei requisiti tecnici che non hanno attinenza con la realtà;
2 - nella mancanza della figura del direttore lavori e del collaudatore (dove vige l'obbligo del progetto) perché molte volte il progetto è uno schizzo ed il vero progetto viene fatto in corso d'opera dall'installatore
3 - nella totale mancanza di controlli e verifiche, sia prima (per esempio verificare che l'impresa elettrica in cantiere stia lavorando secondo un progetto esecutivo) che dopo (verifica delle dichiarazioni di conformità emesse).
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Messaggioda Foto Utenteboiovox » 29 giu 2007, 19:24

mike, permettimi ancora una replica alla tua risposta, ed in particolare alle tue parole sotto riportate, poi mi eclisso da questo argomento:

"L'installatore è unico soggetto responsabile di quanto installato, è lui (o la sua organizzazione) che ha realizzato materialmente l'impianto dalla A alla Z e pertanto è l'unico in grado di garantirne la conformità alla regola dell'arte assumendosene la piena responsabilità.

Non ci può e non ci devono essere scappatoie, questo deve essere il principio imprescindibile."

Concordo sul fatto che l'istallatore ha realizzato materialmente l'impianto, ma non concordo (e questo è un discorso che faccio non tenedo conto di cosa mi dice la legge altrimenti non ci sarebbe discussione) che sia l'unico in grado di garantirne la conformità alla regola dell'arte, perché un professionista effettua le verifiche del caso o che ritiene necessarie e proprio perché professionista in quel settore, proprio perché iscritto all'ordine ... dichiara che lo stesso è conforme alla regole dell'arte e con la dichiarazione si assume tutte le responsabilità che la legge giustamente richiede. Quindi l'impianto dalla dichiarazione in poi è conforme alla regola dell'arte perché un professionista si assume la responsabilità della "dichiarazione-certificazione" (un impianto realizzato in conformità alla regola dell'arte in pratica, ma senza DF, non può essere considerato tale perché nessuno si assuime la responsabilità di dichiarare "si ho realizzato l'impianto e l'ho realizzato conforme alla regola dell'arte").
Il professionista che si sostituisce alla ditta nella dichiarazione di conformità, non potrà dichiarare di averlo realizzato, ma dichiarerà che lo stesso è stato realizzato conforme alla regola dell'arte, si assume la responsabilità della dichiarazione, quindi è individuato in modo univoco un soggetto che risponderà in sede civile o penale delle sue dichiarazioni.
E a rafforzare questo, mi sembra di capire dalle tue parole, che in alcuni casi, il profesionista può certificare al posto dell'istallatore, quindi è già riconosciuta al professionista la possibilità di "certificare-dichiarare" la rispondenza alla regola dell'arte.
E concludo, non devo mica essere l'installatore che ha realizzato per capire e certificare il rispetto della regola dell'arte, altrimenti in cosa consisterebbe la mia professionalità con tutti gli annessi e connessi ??

... mi sembra di capire che non sono d'accordo sulla impossibilità di far realizzare a professionisti "certificazioni" che sostituiscano "DF " :D :D :D
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Messaggioda Foto UtenteMike » 30 giu 2007, 9:12

Forse non mi sono spiegato, il professionista è una figura fondamentale per la certificazione (non dichiarazione) di impianti esistenti con o senza dichiarazione di conformità. Ma attualmente questa certificazione non può sostituire la dichiarazione di conformità dell'installatore. In futuro è auspicabile che questa certificazione sostituisca la dichiarazione di conformità solamente in casi ben determinati e limitati. Se così non fosse si creerebbe il mestiere di "certificatore di impianti", che come per gli organismi privati di verifiche DPR 462/01 che verificano cabine elettriche per 50,00 Eur cadauna, ci sarà chi certifica a stock, con il 100mo appartamento in omaggio la certificazione di un centro commerciale...
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Messaggioda Foto UtenteTom » 30 giu 2007, 17:15

Io non ho ancora capito la differenza tra certificazione e dichiarazione.

Mi pare invece di aver capito che un ingegnere non elettrico, o un architetto, per poter rilasciare questa benedetta dc è sufficente che si iscriva alla camera di commercio, giusto? Vale anche per i periti?
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Messaggioda Foto Utentedoremi66 » 30 giu 2007, 19:16

Ciao,

esattamente.

Un ingegnere con laurea specifica breve oppure con laurea normale anche generica, un architetto, e anche al limite un laureato in FISICA (...non educazione :D :D )

per firmare la Dichiarazione di Conformità
devono iscriversi alla CCIAA ( ...non è quella americana :D :D )

come installatori. Per adesso la legge dice questo.
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