Sicuramente un problema che si fa presente spesso nella nostra professione, ma che ancora nessuno da risposta certa a questa domanda:
L'architetto puo' Progettare un impianto elettrico?
Progetto elettrico Architetto
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elettrosiculo
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Ci sono varie sentenze del consiglio di Stato e del TAR che dicono di no.
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Pierluigi2002
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elettrosiculo ha scritto:Sicuramente un problema che si fa presente spesso nella nostra professione, ma che ancora nessuno da risposta certa a questa domanda:
L'architetto puo' Progettare un impianto elettrico?
Ci sono varie sentenze che dicono di no, altre che dicono che può farlo limitatamente alla disposizione funzionale delle apparecchiature (posizione comandi, prese, ecc.). In ogni caso è molto semplice, l'installatore quando firma la DICO si rende CORRESPONSABILE anche del progetto, per cui se gli è stato fornito un progetto non conforme ha tutto il diritto (e dovere) di segnalarlo al committente e pretendere un progetto secondo le norme CEI, ovvero la guida CEI 0-2 ed elaborato da professionista iscritto all'albo per le competenze specifiche. Se poi l'architetto presenta un progetto conforme e corretto, IMHO, lo accetterei senza problemi.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
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Mike
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Non avevo mai scritto sul forum anche se lo leggo, ma questa volta sono stato punto sul vivo.
Mi permetto anche una piccola ammonizione morale:
quando non conoscono le cose nella loro interezza è meglio astenersi dal dire quello che si suppone basandosi solo sul buon senso o sulla buona volontà.
C'è una sola legge che parla delle competenze degli ingengneri e degli architetti, è un regio decreto del 1925.
Ai sensi dell'art.51 del RD 2537/1925, architetti e ingegneri sugli impianti hanno le stesse competenze tranne che per gli impianti industriali ed i servizi tecnologici urbani.
Ciò emerge dalla lettura del secondo comma dell'art.52 del RD 2537/1925 "la parte tecnica può essere compiuta tanto dall'architetto quanto dall'ingegnere", vedere per credere.
Tutto il resto sono interpretazioni personali, ma tra queste ha valore superiore alla chiacchiera da bar l'interpretazione della Corte di cassazione che con sentenza 8348/93 ha stabilito una sostanziale equivalenza tra le professioni di architetto e di ingegnere, che sono state definite "promiscue ed indifferenziate stante l'equiparazione tra le due categorie e che solo in linea eccezionale sussistono attribuzioni riservate all'una o all'altra professione, quali impianti industriali per gli ingegneri e edilizia civile di rilevante carattere artistico per gli architetti." Inoltre, le argomentazioni contenute nella sentenza confermano il principio che nella legislazione vigente, il titolo di ingegnere quando compaia da solo, deve essere inteso nel suo originario e ampio significato, comprensivo delle categorie degli ingegneri e degli architetti.
Quindi chi ritiene accettabile i progetti firmati da un ingegnere o da un perito e non quelli firmati da un architetto sta dando retta al tennico da bar e non alla legge, può non piacere ma è così.
L'ottica giusta mi pare quella di Mike che io poi ho ripreso scherzosamente nell'ammonizione:
ti devi valutare le responsabilità indotte da quello che dici e fai.
Volendo si può passare a cavillare sulle lauree brevi e sulle nuove lauree specialistiche, ma non ne ho il tempo.
Saludos e buon lavoro a tutti
Mi permetto anche una piccola ammonizione morale:
quando non conoscono le cose nella loro interezza è meglio astenersi dal dire quello che si suppone basandosi solo sul buon senso o sulla buona volontà.
C'è una sola legge che parla delle competenze degli ingengneri e degli architetti, è un regio decreto del 1925.
Ai sensi dell'art.51 del RD 2537/1925, architetti e ingegneri sugli impianti hanno le stesse competenze tranne che per gli impianti industriali ed i servizi tecnologici urbani.
Ciò emerge dalla lettura del secondo comma dell'art.52 del RD 2537/1925 "la parte tecnica può essere compiuta tanto dall'architetto quanto dall'ingegnere", vedere per credere.
Tutto il resto sono interpretazioni personali, ma tra queste ha valore superiore alla chiacchiera da bar l'interpretazione della Corte di cassazione che con sentenza 8348/93 ha stabilito una sostanziale equivalenza tra le professioni di architetto e di ingegnere, che sono state definite "promiscue ed indifferenziate stante l'equiparazione tra le due categorie e che solo in linea eccezionale sussistono attribuzioni riservate all'una o all'altra professione, quali impianti industriali per gli ingegneri e edilizia civile di rilevante carattere artistico per gli architetti." Inoltre, le argomentazioni contenute nella sentenza confermano il principio che nella legislazione vigente, il titolo di ingegnere quando compaia da solo, deve essere inteso nel suo originario e ampio significato, comprensivo delle categorie degli ingegneri e degli architetti.
Quindi chi ritiene accettabile i progetti firmati da un ingegnere o da un perito e non quelli firmati da un architetto sta dando retta al tennico da bar e non alla legge, può non piacere ma è così.
L'ottica giusta mi pare quella di Mike che io poi ho ripreso scherzosamente nell'ammonizione:
ti devi valutare le responsabilità indotte da quello che dici e fai.
Volendo si può passare a cavillare sulle lauree brevi e sulle nuove lauree specialistiche, ma non ne ho il tempo.
Saludos e buon lavoro a tutti
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architetto
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architetto ha scritto:... "promiscue ed indifferenziate stante l'equiparazione tra le due categorie e che solo in linea eccezionale sussistono attribuzioni riservate all'una o all'altra professione, quali impianti industriali per gli ingegneri e edilizia civile di rilevante carattere artistico per gli architetti."
Detta così è più precisa, niente rancore Architetti! Spero di non essere stato frainteso

⋮ƎlectroYou e ne sai di più!
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Ma infatti, io mi riferivo alla competenza specifica non a quella presunta dal titolo di studio... In pratica, se l'architetto sa progettare un impianto elettrico, ben venga, ma deve essere in grado di fornire un progetto conforme ai requisiti previsti, dimostrare conoscenza delle norme e aspetti tecnici correlati, fornire schemi unifilari, funzionali, relazione di calcolo dei coordinamenti, ecc... Se l'installatore si accontenta del pezzo di carta con due schizzi che indicano qualche punto luce, una presa, ma c'è il timbro dell'architetto, beh, diventerà corresponsabile degli eventuali errori progettuali.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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il vero problema e' la qualita' del progetto e dell'esecuzione "uno" deve progettare bene e chi andasse a verificare il progetto stesso non dovrebbe avere alcun dubbio in merito
poi quale sia la sua storia personale puo' essere assolutamente secondario
poi quale sia la sua storia personale puo' essere assolutamente secondario
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architetto
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D'accordissimo in linea di principio, ma andiamo nel pratico... L'installatore che deve realizzare l'impianto di un albergo e si trova il progetto elettrico elaborato dall'architetto... Se questo progetto NON è esecutivo, non è stato elaborato secondo i criteri previsti dalla guida CEI 0-2 (ricordo che le guide CEI assumono il ruolo di obbligo di legge in base al DM 37/08), non contiene tutte le informazioni necessarie, contiene solamente i piani di installazione dei punti presa e degli apparecchi di illuminazione, che cosa deve fare??? Deve dargli esecuzione lo stesso? Assolutamente no, perché si assumerebbe una corresponsabilità, pertanto deve richiedere il progetto con tutti i crismi oppure si arrangia con proprio tecnico; e poi chi paga il tecnico dell'installatore??? Il committente no di sicuro, perché dirà: ma io ho pagato l'architetto per il progetto dell'impianto elettrico (ogni riferimento a fatti reali e a esperienze vissute è del tutto fondato!) e si scopre che la profumata parcella dell'architetto per "progetto esecutivo" dell'impianto elettrico composto da quattro simboli e il disegno degli apparecchi di illuminazione elaborato dal venditore degli stessi e l'unica relazione di calcolo era quella illuminotecnica (sbagliata) fatta sempre dallo stesso venditore...
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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E comunque, filosofeggiando, io la penso come Einaudi:
"Sono vissuto per quasi mezzo secolo nella scuola; ed ho imparato che quei pezzi di carta che si chiamano diplomi di laurea, certificati di licenza valgono meno della carta su cui sono scritti. Per alcuni - vogliamo giungere al 10 per cento dei portatori di diplomi? – il giovane vale assai di più di quel che sta scritto sui pezzo di carta od, almeno, del pregio che l'opinione pubblica vi attribuisce; ma « legalmente » l'un pezzo di carta è simile ad ogni altro e la loro contemplazione non giova a chi deve fare una scelta tra coloro che offrono se stessi agli impieghi ed alle professioni." (Luigi Einaudi)
"Sono vissuto per quasi mezzo secolo nella scuola; ed ho imparato che quei pezzi di carta che si chiamano diplomi di laurea, certificati di licenza valgono meno della carta su cui sono scritti. Per alcuni - vogliamo giungere al 10 per cento dei portatori di diplomi? – il giovane vale assai di più di quel che sta scritto sui pezzo di carta od, almeno, del pregio che l'opinione pubblica vi attribuisce; ma « legalmente » l'un pezzo di carta è simile ad ogni altro e la loro contemplazione non giova a chi deve fare una scelta tra coloro che offrono se stessi agli impieghi ed alle professioni." (Luigi Einaudi)
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Mike
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