Salve
1)La corrente nominale di un interruttore differenziale è quella che può portare ininterrottamente.
2)Un interruttore differenziale è protetto dal sovraccarico quando in serie ha un magnetotermico con corrente nominale inferiore o uguale a quella dell'interruttore differenziale.
Unendo le due affermazioni e ipotizzando la situazione in cui vi sia un interruttore differenziale con corrente nominale da 25 A con in serie un magnetotermico da 25 A, poiché il magnetotermico non si apre sicuramente fino a 28,25 A (1.13 In) potrebbe succedere che il differenziale porti in modo costante per esempio 28 A che sono superiori rispetto a 25 A (la sua corrente nominale).
Come si conciliano le due affermazioni di sopra (1 e 2) ?
Grazie
Interruttore differenziale e sovraccarico
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Mike
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E' una bella domanda. Diciamo che non c'è una risposta univoca.
Normalmente (la maggior parte dei costruttori) ritiene che sia sufficiente la verifica della corrente nominale, e cioè che un sovraccarico permanente <1,45 In sia tollerabile (le cose si complicherebbero usando un fusibile).
Tuttavia una risposta definitiva può essere data solo dai relativi costruttori.
Normalmente (la maggior parte dei costruttori) ritiene che sia sufficiente la verifica della corrente nominale, e cioè che un sovraccarico permanente <1,45 In sia tollerabile (le cose si complicherebbero usando un fusibile).
Tuttavia una risposta definitiva può essere data solo dai relativi costruttori.
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Non è una spiegazione al tuo dubbio, ma nella pratica, nel mio piccolo, faccio così:
se il magnetotermico è da 16A uso un differenziale da 25 A
se il magnetotermico è da 16A uso un differenziale da 25 A
in /dev/null no one can hear you scream
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Il post iniziale parlava di 25A, vale lo stesso discorso con 32A->40A e 40A->63A
Io mi occupo quasi totalmente di residenziale, quindi certe problematiche "particolari" non mi capita di affrontarle, ma mi rendo conto che in certe situazioni non basta (o non è conveniente) "tenersi larghi" così.. a braccio.
Io mi occupo quasi totalmente di residenziale, quindi certe problematiche "particolari" non mi capita di affrontarle, ma mi rendo conto che in certe situazioni non basta (o non è conveniente) "tenersi larghi" così.. a braccio.
in /dev/null no one can hear you scream
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In mancanza di un dato di tolleranza riferito alla corrente nominale dell'interruttore differenziale (domanda : è reperibile questo tipo di dato eventualmente dato dal costruttore ?) , prendendo alla lettera la definizione di corrente nominale di un interruttore differenziale la protezione dal sovraccarico in aso di impiego di magnetotermico sarebbe sicura per 1,45 In (magnetotermico) < In (differenziale), in questo modo il differenziale da 25 A sarebbe protetto dal magnetotermico da 16 A (che si apre sicuramente per 23,2 A). Però, dovendo essere la corrente nominale del magnetotermico superiore o uguale alla corrente di impiego della linea, usando il magnetotermico da 16 A la corrente di impiego della linea dovrebbe essere non superiore a 16 A e questo imporrebbe una limitazione nelle applicazioni perché seguendo il ragionamento di sopra allora se in una linea la corrente di impiego fosse 20 A dovrei usare un magnetotermico almeno da 20 A e un differenziale da 32 A, o ancora, se in una linea la corrente di impiego fosse 25 A, dovrei usare un magnetotermico almeno da 25 A e un differenziale da 40 A. qual è dunque la tolleranza di un interruttore differenziale in relazione alla sua corrente nominale ?
Grazie
Grazie
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2)Un interruttore differenziale è protetto dal sovraccarico quando in serie ha un magnetotermico con corrente nominale inferiore o uguale a quella dell'interruttore differenziale.
Io aggiungerei anche dal cortocircuito. Comunque in generale sono dimensionati per correnti di carico superiori di breve durata.
Questo però ha dei limiti, es picchi di corrente di carico elevati in caso di avviamento diretto di motori un differenziale può essere resistente fino a 6 volte la corrente nominale. E questo comunque dipende dal tipo di norma a cui è riferito.
Normalmente (la maggior parte dei costruttori) ritiene che sia sufficiente la verifica della corrente nominale, e cioè che un sovraccarico permanente <1,45 In sia tollerabile
Va da se se un costruttore ti permette di utilizzzare un magnetotermico con In<= probabilemte sono dimensionati in modo corretto.
Ad esempio per la siemens:
Corrente nominale del Interruttore differenziale Corrente nominale magnetotermico
16 (5SM3..) 16
25 (5SM3..) 25
40 (5SM3..) 40
63 (5SM3..) 63
La corrente nominale dell'interruttore differenziale vale come corrente permanente di esercizio massima ammissibile e che la sua durata non deve essere superata.
Gli organi di protezione indicati per la protezione da sovraccarico termico devono solo servire, in condizioni di impianto non previste e non ammissibili, a proteggere da danni il dispositivo di protezione differenziale.
Quindi per il fatto che comunque è meglio non discostarsi dalla In del differenziale, se pensi di lavorare in prossimità dei 25A non ha molto senso usare uno con una In da 25 ma piuttosto da 40A.
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cippolla02
20 3 - Messaggi: 47
- Iscritto il: 26 gen 2012, 23:59
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Emerald ha scritto:...un interruttore differenziale con corrente nominale da 25 A con in serie un magnetotermico da 25 A, poiché il magnetotermico non si apre sicuramente fino a 28,25 A (1.13 In) potrebbe succedere che il differenziale porti in modo costante per esempio 28 A
Forse ti riferisci alla Inf. Ma in tal caso si intende che "non apre sicuramente entro un 'ora", non che non apre mai.
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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