Secondo te i disegni FidocaJ postati nel forum di chi sono?
39 messaggi
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Io ho votato 1, nel senso che secondo me quello dovrebbe essere il default, in assenza di un copyright esplicito da parte dell'autore.
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
instead of
(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.-

DirtyDeeds
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0
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Ho votato la prima opzione, non perché non riconosca il lavoro e il tempo impiegato da 'ha postato uno schema, ma perché penso che chi mette in rete qualcosa, qualsiasi cosa, lo fa per condividerla con altri, quindi non vedo perché non poterla usare.
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A prescindere dal fatto che tutto ciò che si mette su internet viene spesso copiato senza autorizzazione, e perseguire chi copia è impresa ardua, la proprietà del lavoro (articoli, schemi, interventi nel forum) è dell'autore, a meno che abbia accettato (generalmente quando si è iscritto) clausole che dicono che tutto ciò che inserirà sul sito è rilasciato con licenza XYZ o diventa proprietà del sito o del signor Pinco Pallino.
Se non lo rilascia esplicitamente con una licenza (a sua scelta), nessuno lo deve copiare, anche se non ha scritto "Copyright NomeAutore Anno - Tutti i diritti riservati".
E' anche possibile rilasciare un lavoro con una licenza a propria scelta (vedi per esempio i miei schemi FidocadJ in questo articolo, o le foto di Wikipedia), magari libera come le CreativeCommons (per opere di creatività) o libera e "virale" come le GPL e LGPL (per il software), o GFDL (per documenti).

Se non lo rilascia esplicitamente con una licenza (a sua scelta), nessuno lo deve copiare, anche se non ha scritto "Copyright NomeAutore Anno - Tutti i diritti riservati".
E' anche possibile rilasciare un lavoro con una licenza a propria scelta (vedi per esempio i miei schemi FidocadJ in questo articolo, o le foto di Wikipedia), magari libera come le CreativeCommons (per opere di creatività) o libera e "virale" come le GPL e LGPL (per il software), o GFDL (per documenti).

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Caratteri utili: À È É Ì Ò Ó Ù α β γ δ ε η θ λ μ π ρ σ τ φ ω Ω º ª ² ³ √ ∛ ∜ ₀ ₁ ₂ ₃ ₄ ₅ ₆ ∃ ∄ ∆ ∈ ∉ ± ∓ ∾ ≃ ≈ ≠ ≤ ≥
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Nel momento in cui li posti diventano di dominio pubblico (sotto relativa licenza) come stabilito accettando il disclaimer.
Il buon senso dice anche di non postare roba che non si vuole divulgare.
Vent' anni fa, quando mi sono registrato per accedere lla rete, ho dovuto dare i miei dati tramite carta d' identità. Una delle clausole era che il materiale pubblicato diventava automaticamente pubblico.
Forse le leggi sono cambiate ma io ho accettato quelle condizioni, quindi non pubblico niente che non possa essere reso pubblico.
Il buon senso dice anche di non postare roba che non si vuole divulgare.
Vent' anni fa, quando mi sono registrato per accedere lla rete, ho dovuto dare i miei dati tramite carta d' identità. Una delle clausole era che il materiale pubblicato diventava automaticamente pubblico.
Forse le leggi sono cambiate ma io ho accettato quelle condizioni, quindi non pubblico niente che non possa essere reso pubblico.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Scusa
TardoFreak, ma leggo nel disclaimer di ElectroYou:
Gestione dei contributi
1. L’utente rimane sempre proprietario del suo contributo.
Ottima e rispettosa scelta di ElectroYou
.
Se qualcuno vuole riprodurre o comunque riutilizzare un contenuto, deve chiedere all'autore che può dare o negare il consenso, o darlo alle sue condizioni.
Poi se un autore vuole basta che scriva in calce all'articolo per esempio "Rilasciato sotto licenza CreativeCommons CC-BY-SA 3.0" ed ecco che altri possono copiare, modificare e riutilizzare il contenuto senza dover chiedere, entro i limiti stabiliti dalla licenza indicata (pensata per consentire il riutilizzo ma anche la riutilizzabilità delle opere derivate).
Anche altri siti lasciano la proprietà all'autore. Alcuni però si assicurano il diritto di usare i contenuti (esempio), almeno finché l'autore non li cancella.
Come altro esempio Wikipedia invece impone di rilasciare tutti i testi sotto una versione di Creative Commons e GFDL, secondo la sua filosofia di enciclopedia libera, e quindi non appena pubblicati automaticamente i testi sono rilasciati sotto quelle licenze.
Rilasciare un'opera nel pubblico dominio vuol dire invece regalarla lasciando a chiunque il diritto di farne ciò che vuole (incluso farne un'opera derivata senza citare la fonte dell'opera originale, e imporre il proprio copyright sull'opera derivata non consentendone un'ulteriore riutilizzazione: per ovviare a questo inconveniente sono nate le CreativeCommons e le altre licenze libere).
Questa almeno è la teoria per come l'ho capita io. Poi su internet succede di tutto e di più. Se uno non vuole che una sua opera sia copiata e non ha la forza e i soldi per trascinare in tribunale eventuali responsabili di violazione, sono d'accordo che è meglio che non la pubblichi. E' un peccato, ma questa è la realtà.
Chi ha la forza e i soldi, su violazioni di copyright e brevetti può guadagnarci e anche parecchio.
Gestione dei contributi
1. L’utente rimane sempre proprietario del suo contributo.
Ottima e rispettosa scelta di ElectroYou
.Se qualcuno vuole riprodurre o comunque riutilizzare un contenuto, deve chiedere all'autore che può dare o negare il consenso, o darlo alle sue condizioni.
Poi se un autore vuole basta che scriva in calce all'articolo per esempio "Rilasciato sotto licenza CreativeCommons CC-BY-SA 3.0" ed ecco che altri possono copiare, modificare e riutilizzare il contenuto senza dover chiedere, entro i limiti stabiliti dalla licenza indicata (pensata per consentire il riutilizzo ma anche la riutilizzabilità delle opere derivate).
Anche altri siti lasciano la proprietà all'autore. Alcuni però si assicurano il diritto di usare i contenuti (esempio), almeno finché l'autore non li cancella.
Come altro esempio Wikipedia invece impone di rilasciare tutti i testi sotto una versione di Creative Commons e GFDL, secondo la sua filosofia di enciclopedia libera, e quindi non appena pubblicati automaticamente i testi sono rilasciati sotto quelle licenze.
Rilasciare un'opera nel pubblico dominio vuol dire invece regalarla lasciando a chiunque il diritto di farne ciò che vuole (incluso farne un'opera derivata senza citare la fonte dell'opera originale, e imporre il proprio copyright sull'opera derivata non consentendone un'ulteriore riutilizzazione: per ovviare a questo inconveniente sono nate le CreativeCommons e le altre licenze libere).
Questa almeno è la teoria per come l'ho capita io. Poi su internet succede di tutto e di più. Se uno non vuole che una sua opera sia copiata e non ha la forza e i soldi per trascinare in tribunale eventuali responsabili di violazione, sono d'accordo che è meglio che non la pubblichi. E' un peccato, ma questa è la realtà.
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E io che c'entro?
Comunque, sono d'accordo con
Follow me on Mastodon: @davbucci@mastodon.sdf.org
-

DarwinNE
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4
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Dal punto di vista strettamente giuridico mi trovo d'accordo con quanto scritto da
GuidoB.
Bisogna peraltro considerare che qualunque cosa "pubblicata" sul web, nella pratica comune diviene immediatamente di "pubblico dominio" e quindi soggetta ad uso, copia,modifica, ripubblicazione ed altro.
D'altra parte chi vuole fruire di particolari diritti, per esempio su un circuito "nuovo" e di "sua esclusiva realizzazione", non ne pubblica certo lo schema ma si premura, se intende poi commercializzarlo, di apporre un brevetto che lo tuteli, dal punto di vista patrimoniale, per i tempi previsti dal Codice Civile.
Inoltre, in quello che noi pubblichiamo, non c'e' quasi mai nulla di nuovo o che gia' non sia stato visto in qualche datasheet o application note, magari modificato a nostro uso e consumo.
Per questi motivi, ho votato 1.
Bisogna peraltro considerare che qualunque cosa "pubblicata" sul web, nella pratica comune diviene immediatamente di "pubblico dominio" e quindi soggetta ad uso, copia,modifica, ripubblicazione ed altro.
D'altra parte chi vuole fruire di particolari diritti, per esempio su un circuito "nuovo" e di "sua esclusiva realizzazione", non ne pubblica certo lo schema ma si premura, se intende poi commercializzarlo, di apporre un brevetto che lo tuteli, dal punto di vista patrimoniale, per i tempi previsti dal Codice Civile.
Inoltre, in quello che noi pubblichiamo, non c'e' quasi mai nulla di nuovo o che gia' non sia stato visto in qualche datasheet o application note, magari modificato a nostro uso e consumo.
Per questi motivi, ho votato 1.
marco
7
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Io credo che il problema non sia limitato ai soli disegni fatti con FIdoCADJ, ma tutti i contributi originali messi in rete. Per questo motivo, proprio perché credo nell'open source, ritengo importante la condivisione dei dati (immagini, schemi e quant'altro) ma ritengo che sia doveroso almeno il riconoscimento di chi questi contributi li ha elaborati, in forma originale. Io sto iniziando ad adottare le Creative Commons che, nelle varie sfaccettature, prevedono diverse modalità di dare in licenza materiale realizzato e reso pubblico.
Ciao.
Paolo.
Ciao.
Paolo.
"Houston, Tranquillity Base here. The Eagle has landed." - Neil A.Armstrong
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PIC Experience - http://www.picexperience.it
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Paolino
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