Buongiorno,
nel caso di un impianto elettrico di un singolo appartamento civile con differenziale da 30mA la resistenza dell’impianto di terra non deve essere inferiore a
50V/30mA = 1666 ohm
Per soddisfare tale vincolo normalmente basta un semplice picchetto da 1 metro infisso verticalmente nel terreno. La mia domanda è:
qualora se ne abbia la possibilità, migliorare l’impianto l’impianto di terra, aggiungendo ad esempio altri picchetti collegati tra loro, magari con una corda nuda direttamente interrata etc., è una spesa inutile oppure no? Se no, perché? Qual è il vantaggio di diminuire ulteriormente la resistenza di terra?
Grazie
resistenza impianto di terra
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sebago,
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Mike
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Scusate,
ho commesso un errore scrivendo
>............
> la resistenza dell’impianto di terra non deve essere inferiore a
>
>50V/30mA = 1666 ohm
>..............
invece di
>...............
>la resistenza dell’impianto di terra non deve essere superiore a
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>50V/30mA = 1666 ohm
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ho commesso un errore scrivendo
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>50V/30mA = 1666 ohm
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>la resistenza dell’impianto di terra non deve essere superiore a
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>50V/30mA = 1666 ohm
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Teoricamente e normativamente sei a posto se la Rt è inferiore a 1666 ohm. Però devi almeno tener presente che non puoi stare al limite. Se si dovesse misurare proprio tale valore direi che è poco prudente accontentarsi, sia per il possibile errore per difetto nella misura, ma soprattutto perché il valore della resistenza di terra è variabile nel tempo. Quindi potrebbe diventare maggiore pregiudicando la sicurezza. C'è chi sostiene che è bene avere una Rt al massimo di 200 ohm. In proposito puoi leggere la discussione presente nel forum
http://www.electroportal.net/phpBB2/viewtopic.php?f=3&t=4905&hilit=
E' prudente quindi stare convenientemente al di sotto dei 1666 ohm. Un picchetto in un terreno "normale" tra l'altro in genere dà valori di molto inferiori, quindi può essere sufficiente.
http://www.electroportal.net/phpBB2/viewtopic.php?f=3&t=4905&hilit=
E' prudente quindi stare convenientemente al di sotto dei 1666 ohm. Un picchetto in un terreno "normale" tra l'altro in genere dà valori di molto inferiori, quindi può essere sufficiente.
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Grazie per le risposte. Alla fine quindi l'importante è garantire che NEL TEMPO la resistenza di terra sia sempre inferiore a 1666 ohm. Tutto ciò che la rende ancora inferiore è solo spesa inutile.
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Alla fine quindi l'importante è garantire che NEL TEMPO la resistenza di terra sia sempre inferiore a 1666 ohm. Tutto ciò che la rende ancora inferiore è solo spesa inutile.
Direi di no.
Quel valore di 1666 Ohm è "al limite" dell'attuale normativa.
Meglio non andare oltre qualche centinaio di ohm.Comunque.
Non solo vi è l'aspetto di garanzia nel tempo, ma ve ne sono altri.
Per esempio, se ho tanti differenziali in parallelo (nello stesso quadro o in quadri diversi, es condominio), ognuno può disperdere sino a 0.5 Idn (es 15 mA con un differenziale da 30 mA). Queste dipersioni possono per esempio essere causate dai filtri degli elettrodomestici ed essere del tutto fisiologiche. Sommandosi possono mandare in tensione l'impianto di terra.
50 volt sono il limite della pericolosità! ma se ci fossero sarebbero comunque un fastidio inaccettabile per l'utente (si sentono!).
E poi non dimentichiamo l'eventuale guasto di un differenziale. Una terra bassa anche senza differenziale, un pochino protegge (prima che si diffondessero i differenziali si usava il famoso limite dei 20 Ohm: il paracadute per limitare i danni).
Non è escluso che anche in Italia le norme si adeguino e per gli impianti TT soi stabilisca un massimo superiore alla resistenza di terra da non superare in ogni caso, come avviene in tanti altri paesi.
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Come fare per misurare operativamente la resistenza di terra di un impianto ?
grazie
grazie
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IngMax ha scritto:Come fare per misurare operativamente la resistenza di terra di un impianto ?
grazie
Nei sistemi TT è sufficiente il metodo "loop tester" e ci sono vari strumenti già predisposti a questo. Si misura l'impendenza di anello che comprende il PE dell'utilizzatore, la resistenza di terra vera e propria e l'impedenza del trasformatore della cabina del distributore. E' un valore superiore alla reale resistenza di terra ma ai fini dei coordinamenti è a favore della sicurezza. Se da questa misura dovessero risultare dei valori troppo elevati non è detto che non si è coordinati, può essere che la messa a terra del neutro in cabina non è realizzata correttamente o ha valori troppo elevati, in tal caso si ripete la misura utilizzando il metodo volt-ampermetrico che mi fornisce il vero valore di resistenza di terra. QUest'ultimo metodo si utilizza anche per la verifica impianto di terra di utenti con propria cabina di trasformazione.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Il metodo volt-amperometrico nel senso che si pone un generatore tra il paletto di terra e la terra stessa e poi si misura la corrente ? Non so se ho capito bene, non mi e' chiaro come fare per ottenere il collegamento alla terra (necessario per la misura) in modo tale che esso abbia resistenza bassissima rispetto al collegamento di terra vero e proprio da misurare.
Forse non ho capito niente pero' cerco di spiegare con piu' precisione:
Rt= resistenza del collegamento di terra
Rm= resistenza del collegamento di terra di misura.
V=tensione applicata
V/I = Rt + Rm
L'alternativa e' forse quella di realizzare il collegamento alla terra per la misura in modo tale da conoscere Rm ?
Riguardo al "loop tester" me ne sapresti consigliare uno sul mercato?
Grazie mille se vorrai rispondere
Forse non ho capito niente pero' cerco di spiegare con piu' precisione:
Rt= resistenza del collegamento di terra
Rm= resistenza del collegamento di terra di misura.
V=tensione applicata
V/I = Rt + Rm
L'alternativa e' forse quella di realizzare il collegamento alla terra per la misura in modo tale da conoscere Rm ?
Riguardo al "loop tester" me ne sapresti consigliare uno sul mercato?
Grazie mille se vorrai rispondere
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