Parallelo motore sincrono
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Ciao vorrei fare una domanda riguardante la stabilità in parallelo dei motori sincroni trifase; partendo dalla condizione di parallelo alla rete e funzionamento a vuoto, sei il rotore accelera lo sfasamento tra la tensione indotta e quella di rete aumenta e quindi avviene uno scambio di potenza attiva; ma la variazione di velocità angolare del rotore non mi varia anche la pulsazione della tensione indotta? E in questo caso come faccio a utilizzare il circuito equivalente monofase nel caso le due tensioni non siano più isofrequenziali?
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Certo che varia tanto è vero che nascono le cosidette pendolazioni che nella rete italiana hanno un perido che varia dai 600 ai 1000 ms. Il circuito di monofase equivalente usato per l'analisi statica non vale più in quei momenti dovresti usare un circuito adatto all'analisi dinamica che implica la conoscenza delle reattanze sub e transitorie della macchina.
Ciao
Ciao
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Puoi ipotizzare le grandezze a transitorio estinto.
Per tener in considerazione anche il transitorio dovresti utilizzare il modello della macchina sincrona descritto dalla trasformata di Park
Per tener in considerazione anche il transitorio dovresti utilizzare il modello della macchina sincrona descritto dalla trasformata di Park
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Ma nel caso le due grandezze non sono isofrequenziali, lo sfasamento non varia nel tempo?
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Certo, ma a transitorio estinto la macchina torna a ruotare alla velocità nominale quindi lo sfasamento fra le due tensioni è fisso e determina la potenza attiva assorbita dal motore. Comunque spesso si fa l'ipotesi semplificata di macchina collegata a una rete di potenza infinita. Sotto questa ipotesi si assume che la frequenza e il valore efficace della terna di alimentazione siano indipendenti dal regime di funzionamento della macchina.
Ultima modifica di
ildoghy il 2 giu 2012, 16:01, modificato 1 volta in totale.
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Perciò sintetizzando, e scusate se abuso della vostra pazienza
, collegando un motore sincrono privo di coppia resistiva in parallelo alla rete ottengo un funzionamento a vuoto; in seguito applicandogli una coppia resistente, es un carico meccanico, si viene a creare un transitorio in cui la macchina varia la propria velocità angolare, il campo indotto varia la propria intensità e pulsazione; finché non si ritorna in una situazione di regime in cui le due tensioni sono isofreuenziali ma sfasate e si viene a creare una corrente negli avvolgimenti di statore. È giusto?
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In aggiunta a quanto detto, vorrei segnalarti il seguente post che credo potrebbe essere di aiuto 
Emanuele Lorina
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. Mentre aggiungevi l'ultima risposta stavo modificando il mio ultimo post.
sei stato la mia salvezza