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Uscita in tensione e non in PWM

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 28 giu 2012, 15:30

Salve, credo che sto iniziando ad odiare Arduino. Tralasciamo il fatto che l'IDE fatto in java va una volta si e dieci no. Il problema è proprio la board. Quando ne comprai la versione mega, ero convinto che ci fossero un buon numero di porte analogiche da usare. Immaginate la mia sopresa quando ho scoperto che solo in input si comportano come tali, mentre in out non sono altro che porte digitali in PWM. Lì per lì non ci ho pensato molto fino a ieri. Non avendo un misuratore di capacità volevo costruirne uno semplice semplice con Arduino. Il concetto base è spero chiaro nel disegno fidocad, campiono i livelli di tensione nel dominio del tempo, e carico il condensatore in prova attraverso una resistenza variabile. Questa è la soluzione ideale per implementare scale multiple, una semplice fotoresistenza ed un led inscatolati semplificano la vita... se non fosse che il PWM è inutilizzabile. Il led funziona impulsivamente e non penso vada molto bene per la fotoresistenza.
Ho letto di una soluzione che prevede l'uso di un filtro passa basso di primo ordine, ma non ho idea di come calcolare i valori R e C in maniera appropiata. Anche perché sarebbe in grado di pilotare un led? O meglio la presenza del led non cambia di fatto le caratteristiche del circuito?
Grazie per l'attenzione :) Spero presto di poter misurare le mie capacità... E di non aver sbagliato tutto XD

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[2] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 28 giu 2012, 16:25

Lascia perdere le fotoresistenze, non sapresti mai di che valore sono. Misura il tempo di carica e fai i conti. Puoi scaricare il condensatore mettendo in output il piedino che va sul C, poi attivi il piedino sulla resistenza e vedi il tempo di salita.

Se vuoi scale multiple puoi usare piu` resistenze su piedini diversi, li lasci in open collectore e solo quello della resistenza che vuoi usare lo mandi a livello alto.
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[3] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 28 giu 2012, 17:00

Quella delle resistenze multiple era la prima strada che avevo preso, solo che così pensavo di evitarmi problemi di scala. Perché dici questo? Sono così poco stabili? Anche se mappo la curva che cambia al variare della corrente che passa per il led e la uso come riferimento nei calcoli?
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[4] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 28 giu 2012, 17:31

Potresti avere problemi di temperatura. Lascia perdere le fotoresistenze :)
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[5] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 28 giu 2012, 17:33

Ed immagino che non esistano modi abbastanza furbi per avere resistenze regolabili facilmente vero? Va beh cambio i miei piani ;)
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[6] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto Utentesolderman » 29 giu 2012, 7:40

Arduino a parte, i LED non dovrebbero essere pilotati in tensione: ad ogni aumento lineare di tensione non corrisponde un aumento lineare di luminosità, quindi non avrai un grande range. I metodi migliori sono il PWM (e lo hai già) o il pilotaggio in corrente.
Se decidi di usare l'analogico ricavato dal PWM, ti consiglio di mettere un'inseguitore di tensione dopo il filtro.
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[7] Re: Uscita in tensione e non in PWM

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 29 giu 2012, 12:02

Questo lo so, con un pmw funziona molto meglio, ma il problema è che se avessi usato il pmw per variare la resistenza di una fotoresistenza avrei ottenuto nella peggiore delle ipotesi un andamento impulsivo della stessa, nella migliore una buona interferenza a livello di segnale...

L'inseguitore l'avevo già messo il problema era il calcolo del filtro che poi ho comunque risolto. Ora ho un led che si accende con il segnale PWM con una "tensione" non so se chiamarla fittizia che va da 0 a 5 volt. Questo led è sempre acceso varia solo la sua luminosità, mentre il secondo led, che funziona in tensione, si accende giustamente raggiunti i 2,2 volt e man mano aumenta la luminosità fino ai 5 volt. Sembra quindi funzionare come aspettato anche se non linearmente, ma la cosa non importa, arduino prima di una misurazione avrebbe dovuto testare tutti i valori per ottenere una tabella di riferimento.

Ad ogni modo avevo abbandonato l'idea di affrontare il problema in questo modo a seguito dell'intervento di isidoroKZ. Per curiosità avevo fatto un test con il phon. Ad una temperatura che direi intorno ai 100 gradi la variazione massima prevista sotto numerose condizioni di luminosità si aggirava sotto il 5%. In realtà sarebbe accettabile, magari lo finirò più per un motivo didattico che altro, ma preferisco procurarmi qualche resistenza ad alta precisione e fare il tutto con più scale.
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