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Dichiarazione rispondenza

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[11] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteNinoAL » 25 lug 2012, 18:24

Quando fai una DiCo o una DiRi sopra ci devi scrivere l'indirizzo.
Se limmobile non è accatastato non esiste, se non esiste che indirzzo ci metti? Una generica descrizione dell'ubicazione?

Se l'immobile è solitario su un terreno come indirizzo ci puoi scrivere ; fabbricato su particella catastale n. 231; al foglio di mappa 22,ecc...ecc...
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[12] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteMike » 25 lug 2012, 18:42

NinoAL ha scritto:
l'impianto elettrico inizia nel punto di consegna dell'energia.

Non proprio.

Invece è proprio così, senza dubbio alcuno...

la definizione è contenuta nella CEI 64-8

"art. 21.2 Origine di un impianto utilizzatore

Punto di consegna dell'energia elettrica all'impianto utilizzatore."
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[13] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 25 lug 2012, 18:53

Foto UtenteNinoAL se l'edificio non è accatastato e privo di agibilità ecc.. l'installatore non dovrebbe nemmeno eseguirlo l'impianto!
la DICO, appunto, non potrebbe rilasciarla!

il nostro amico Foto Utentebubu79 penso volesse dire anche che l'edificio a questo punto sarà accatastato...
dopo l'accatastamento lui farà la sua parte..

In ogni caso quando non è disponibile un numero civico, per un motivo o per l'altro, ho sempre visto indicare soltanto la VIA sulla DICO ma mai riferimenti catastali (anche perché il modello non lo prevede) e non ho mai sentito parlare di contestazioni riguardanti ciò...
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[14] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteNinoAL » 25 lug 2012, 18:55

La DiCo o la DiRI si riferisce al montante di linea e relativa protezione, dal contatore all'immobile ma non si riferisce al locale contatore. al condominio,....qui il clinete può successivamente agganciarsi al suo contatore, rubare l'energia ad un altro utente, mettersi in società..
Esempio? L'elettrecista torna quando il cliente lo chiama e gli dice: agganciami a questo contatore!
Il problema non è quindi che attualmente preleva energia da un contatore comune posto al di fuori di ciò che deve dichiarare....ma l'indirizzo di questa parte di immobile non accatastato.
Domanda brevissima: che indirizzo scrivi sulla DiRi se la casa non è accatastata?
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[15] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteNinoAL » 25 lug 2012, 19:04

Per favore non tiriamo in ballo ciò che si sente dire.
Nel mio comune all'Uffico di igiene e sanità accettano anche la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui l'utente dichiara di essere stato in possesso della DiCo, di averla smarrita e che nel frattempo non sono state fatte modifiche.

Il modello non lo prevede e neppure io ho mai fatto qualcosa del genere ma ho visto contratti ENEL riferiti ad " immobili insistenti su fondo agricolo particella catastale n....al foglio di mappa n..." e se mi dicono fammi un impianto elettrico a regola d 'arte e rilascimi dichiarazione di conformità alla regola d'arte in quel casolare di campagna io lo faccio chiedendo al cliente che indirizzo usare e proponendo questa soluzione.

Agibilità. la legge prevede norme severissime per gli impianti igienici ma nessuna legge impone che un cittadino debba per forza avere la fornitura elettrica. Sono libero di vivere da asceta a lume di candela. Controdomanda: in quale articolo di legge si subordina l'abitabilità alla fornitura elettrica?
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[16] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteMike » 26 lug 2012, 0:19

Danielex ha scritto:Foto UtenteNinoAL se l'edificio non è accatastato e privo di agibilità ecc.. l'installatore non dovrebbe nemmeno eseguirlo l'impianto!
la DICO, appunto, non potrebbe rilasciarla!


E' vero proprio il contrario, è grazie alla DICO che viene data l'agibilità ;-)


Danielex ha scritto:In ogni caso quando non è disponibile un numero civico, per un motivo o per l'altro, ho sempre visto indicare soltanto la VIA sulla DICO ma mai riferimenti catastali (anche perché il modello non lo prevede) e non ho mai sentito parlare di contestazioni riguardanti ciò...


Si, è sufficiente l'indicazione della via e numero civico possibilmente, l'identificazione precisa è tutto a beneficio dell'installatore e del cliente ma al comune frega nulla anche perché è un allegato al fascicolo di agibilità del fabbricato e quindi è già ben identificato.
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[17] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteMike » 26 lug 2012, 0:22

NinoAL ha scritto:Per favore non tiriamo in ballo ciò che si sente dire.
Nel mio comune all'Uffico di igiene e sanità accettano anche la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui l'utente dichiara di essere stato in possesso della DiCo, di averla smarrita e che nel frattempo non sono state fatte modifiche.


Questo lo potevano fare fino al 28 marzo 2008, adesso l'unico titolo con valore legale è la DICO per gli impianti realizzati dal 28 marzo 2008 in poi e la DIRI per quelli esistenti al 28 marzo 2008.
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[18] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 26 lug 2012, 10:21

Mike ha scritto:E' vero proprio il contrario, è grazie alla DICO che viene data l'agibilità ;-)


giusto, mi sono lasciato trasportare.... :oops:

però è vero che se l'immobile è "abusivo" torniamo sul discorso che si faceva in questo topic:

http://www.electroyou.it/phpBB2/viewtopic.php?f=3&t=35863&p=309370&hilit=responsabilit%C3%A0#p309370
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[19] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteMike » 26 lug 2012, 10:25

Danielex ha scritto:però è vero che se l'immobile è "abusivo" torniamo sul discorso che si faceva in questo topic:

http://www.electroyou.it/phpBB2/viewtopic.php?f=3&t=35863&p=309370&hilit=responsabilit%C3%A0#p309370


Su quello non ci piove! :mrgreen:
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[20] Re: Dichiarazione rispondenza

Messaggioda Foto UtenteNinoAL » 27 lug 2012, 15:58

Avete confuso agibilità con abitatabilità
Il primo è competenza del Genio Civile ed in casi eccezionali del Sindaco con atto motivato, che è poi sempre quello: edificio pericolante , il secondo è comptenza esclusiva dell'Uffico di Igiene e Sanità. Nessuna legge impone l'obbligo di avere l'energia elettrica o il gas in casa ma molte leggi e norme impongono i servizi igienici.

Per la casa abusiva la questione è un poco delicata. Se è in fase di costruzione non è un cantiere perché se è abusiva non può avere le autorizzazioni e quindi se un ispettore trova un elettrecista in un cantiere che cantiere non è...beh..diciamo che sono dolori...

Se la casa è abitata...ci sono tatnte case che sono abusive in attesa dell'immancabile condono, ovviamente l'elettrecista non può saperlo.

Ma in definitva a cosa serve la DiCo? Prima serviva all'ENEL ma ora l'ENEL è una società privata
il cui interesse è quello di firmare contratti. L'Uffico di Igiene e sanità non ha poteri di controllo nelle civili abitazioni se non quello dei servizi igienici..non può cioè dire che l'impianto elettrico se non c'è l'hai va bene ma se c'è l'hai deve essere fatto con criterio.
Tutela il cliente? Tutela l'elettrecista?
mah...a fondo pagina c'è scritto che l'elettrecista declina ogni responsabilità.
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