Restando su questo circuito, c'è però qualcosa che mi sfugge.
- I vari MOS sono controllati dal driver che prende alimentazione da solo lato pannelli FTV.
- Il mosfet Q1 è polarizzato inversamente, non è in grado di interrompere tensione dai pannelli verso la batteria. Compito assolto da Q2. (Su Q1 quindici sarà la c.d.t. relativa al diodo interno, mentre Q2 dovrebbe volere una tensione di gate di qualche volt superiore a quella di source. Insomma Q1 + Q2 si "mangiano" 5 V mal contati, e fin qui mi sembra tutto "ok").
- Se invece la tensione di batteria è superiore a quella del pannello, sarà Q2 a condurrecausa il diodo interno, mentre Q1 sarà per forza di cose sempre aperto, in quanto la tensione di source sarà sempre maggiore a quella di gate.
E fin qui tutto tornerebbe rispetto a quello che è stato detto, dal mero punto di vista "logico" un diodo avrebbe tranquillamente repplicato il transistor Q1.
Però no. Due utenti hanno scritto che questa soluzione interrompe anche la corrente in modo bipolare, (almeno così mi è parso di capire), precisando, qualcuno, che altrimenti un eventuale solo diodo al posto di Q1 non avrebbe interrotto talune correnti:
Se in condizioni di tensione di cella minore di tensione di batteria si fa commutare il driver dei MOS, la potenza torna indietro verso le celle, a parte qualche spike sull'induttore dovuto alla presenza di un possibile dead time fra l'apertura di Q3 e la chiusura di Q1.
Fresa questa, per me, peggio che sibillina.
- Se la tensione di batteria è maggiore a quella dei pannelli, come potrebbero commutare i MOS, visto il punto dove il driver prende alimentazione?
- E se al punsto di Q1 fosse un diodo, quale energia tornerebbe indietro? Per quale strada? (Forse capacità parassite sul diodo?)
Si noti che l'intervento non è affatto polemico, (qualora se ne travisasse lo spunto), ma pura e sola curiosità rispetto ai ragionamenti che riesco a mettere assieme.