Fino a qualche ora fa nei più intimi e remoti pensieri avevo concepito che il tempo sia un concetto relativo, praticamente inesistente. (Mie personali elucubrazioni).
Oggi meditavo su ricordi di alcune letture e mi è tornato alla mente un concetto. La luce viaggia sempre alla stessa velocità, qualunque sia la velocità dell'osservatore. Quindi ho partorito l'idea che allora anche lo spazio debba essere un concetto relativo.
Immaginavo questa situazione:
Se L è una fonte di luce, l'osservatore 3, immobile, la vede un raggio di luce viaggiare una una determinata velocità. In un primo momento anche 1 e 2 sono osservatori immobili e vedono lo stesso raggio luce, viaggiare alla medesima velocità osservata da 3. Dopo l'istante t, gli osservatori 1 e 2 si allontanano tra loro, sulla retta L-3. 1 si avvicina ad L, mentre 2 si avvicina a 3.
Ora, se appunto il ricordo è corretto, in ogni caso, sia per 1 che per 2, in movimento, ma anche per 3 sempre immobile, la luce viaggia sempre alla medesima velocità. Tuttavia, 1 dovrebbe osservqare una velocità maggiore, 2 dovrebbe osservare una velocità inferiore. Invece no. Allora, per la luce, la distanza tra L, 1, 2 e 3 non muta mai, ovvero, gli osservatori 1 e 2 sono in movimento solo apparente. Per dirla diversamente, non si stanno spostando, ma stanno alterando lo spazio che si interpone tra loro, come se fosse un elastico: lo dilatano tra i punti 1 e 2, mentre lo comprimono tra L-1 e tra 2-3, ma senza, per il vero, mutarlo mai.
E' quasi come dire che lo spazio non esista, ma sia un concetto relativo:vicino e lontano sono solo apparenze...

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che si muove alla velocità della luce
descrivendo una traiettoria parallela all’asse delle ascisse verso la direzione positiva dell’asse stesso. Tale punto in un determinato tempo descriverà un determinato spazio(in particolare nel tempo unitario uno spazio in modulo pari proprio a
) nella stessa direzione e nello stesso verso del punto considerato si noterà che in un determinato tempo(considerato dal sistema di riferimento allo stato di quiete) il punto descriverà uno spazio minore. Ciò è dovuto al fatto che poiché il sistema si muove nella stessa direzione del punto che si muove a sua volta alla velocità della luce, e poiché non esiste una velocità superiore a quella della luce, allora l’effetto sarà che il punto, osservato da un sistema di riferimento esterno a quello in cui trova, e che sia in uno stato di quiete, si muoverà con una velocità minore di quella della luce. Inoltre se questo punto sembrerà muoversi(sempre rispetto all’altro sistema) con una velocità minore, allora esso, per percorrere lo stesso spazio che aveva percorso quando il sistema era in quiete, impiegherà un tempo maggiore. Proprio per questo si parla di 




