La marcatura CE so benissimo cos'è, si applica ai prodotti immessi nel mercato o prima messa in servizio, su un quadro elettrico esistente non ha alcun senso la marcatura CE, infatti io ne facevo un iperbole per far capire l'assurdità di richiedere una dichiarazione che non ha alcun senso, la DIRI basta e avanza.
DIRI di un quadro?
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
39 messaggi
• Pagina 2 di 4 • 1, 2, 3, 4
2
voti
La marcatura CE so benissimo cos'è, si applica ai prodotti immessi nel mercato o prima messa in servizio, su un quadro elettrico esistente non ha alcun senso la marcatura CE, infatti io ne facevo un iperbole per far capire l'assurdità di richiedere una dichiarazione che non ha alcun senso, la DIRI basta e avanza.
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
-

Mike
55,6k 7 10 12 - G.Master EY

- Messaggi: 17005
- Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
- Località: Conegliano (TV)
0
voti
Mike ha scritto:Bene, allora chiariscilo anche ai testoni dell'azienda... Il quadro elettrico è un prodotto e deve essere marcato CE, inoltre deve essere realizzato in conformità alla norma CEI 17/13. Se l'installatore installa un quadro elettrico fatto dal fornaio, privo di marcatura CE e conformità alla norma, con la sua DICO se ne assume implicitamente la responsabilità come se l'avesse costruito con le sue manine, il tutto coperto dalla sua DICO. Così come tutti i prodotti da lui installati, privi di marcatura CE o di riferimento a norme di prodotto.
Sarei d'accordo con Mike se in azienda fossero testoni e se il quadro l'avesse fatto un fornaio.
In questo caso però, come spesso succede, siamo di fronte ad un installatore che ha realizzato un impianto e fornito una Dico che valeva anche per i quadri. Poi, nel corso degli anni, l'azienda fa aggiungere qualche interruttore (pochi per la verità) senza richiedere l'aggiornamento degli schemi e senza farsi rilasciare la Dico per le modifiche introdotte, ritrovandosi così con un quadro un po' diverso da quello certificato inizialmente.
Adesso, stimolati dall'arrivo di un audit interno, vorrebbero rimediare a una loro mancanza (non meravigliamoci, succede a tutti) e questo non mi sembra un comportamento da testoni.
Quello che vorrei fare io, da professionista appena un po' serio quale ritengo di essere, è risolvere in maniera tecnicamente e formalmente corretta la faccenda.
Scartata l'ipotesi Dico, a me preclusa, scartate ipotesi di dichiarazioni generiche che lasciano il tempo che trovano, credo che l'unica strada percorribile resti la Diri.
La Diri comporta sia problemi tecnici (risolvibili) sia un problema formale che mi turba un po': si può rilasciare una Diri per un quadro elettrico?
Ale863 dice di si:
Ale863 ha scritto: -La DIRI per una PARTE di impianto installato, di cui non è più reperibile la documentazione e che consiste in soli quadri elettrici è contemplata: La DIRI attesta e verifica la rispondenza della costruzione e dell'installazione degli impianti elettrici (quadri) e NON sostituisce la marcatura CE
ma a me resta comunque qualche dubbio perché, ad esempio, se si cerca di redigere la Diri con il software di Tuttonormel, il soggetto della Diri resta sempre l'impianto (nuovo, trasformato, ampliato, oggetto di manutenzione straordinaria), non il quadro.
0
voti
In una azienda complessa con tante sedi sparse nel territorio ci si può imbattere in tante situazioni fra loro diverse, difficilmente riassumibili in maniera esaustiva nelle poche righe di un post.
1
voti
A situazioni strane e complesse NON si risponde con un software rigido ma con uno studio della situazione ed un progetto di intervento.
Vuoi risolvere la situazione? Verifica la rispondenza dei QE alla norma tecnica CEI 17/13 e CERTIFICALI tu conformi a questa!
La certificazione ad una norma tecnica che dà presunzione di conformità ad una legge è il massimo della vita.
Ovvio che se non è conforme, qualcosa di strano c'è e va indagato.
Tutto questo però dimostra che l'oggetto QE è conforme MA NON che l'oggetto QE è ben impiegato. Qui che fai?
Vuoi risolvere la situazione? Verifica la rispondenza dei QE alla norma tecnica CEI 17/13 e CERTIFICALI tu conformi a questa!
La certificazione ad una norma tecnica che dà presunzione di conformità ad una legge è il massimo della vita.
Ovvio che se non è conforme, qualcosa di strano c'è e va indagato.
Tutto questo però dimostra che l'oggetto QE è conforme MA NON che l'oggetto QE è ben impiegato. Qui che fai?
0
voti
la certificazione ad una norma CEI da parte di un professionista ha certamente valore, però il Dm 37/08 indica solo un'altra strada in sanatoria per gli impianti elettrici, o parti di essi costruiti/modificati in più riprese (situazione diffusissima) dal 1990 al 2008 ed orfani di DICO e relativi allegati obbligatori: la DIRI.
Unico intoppo: impianti non conformi che richiedono lavori di ristrutturazione; in questo caso mi sembra indispensabile un progetto di ristrutturazione parziale con relativa DIRI a fine lavori. Sbaglio?
Unico intoppo: impianti non conformi che richiedono lavori di ristrutturazione; in questo caso mi sembra indispensabile un progetto di ristrutturazione parziale con relativa DIRI a fine lavori. Sbaglio?
2
voti
Il DM 37/08 parla di impianti elettrici e non di quadri elettrici che sono APPARECCHIATURE e quindi vanno intese come materiale idoneo.
Che scrivi nella DIRI di un QE? che è conforme alla norma tecnica armonizzata tal dei tali, ovvero dichiari (in questo caso) la rispondenza ad una norma oppure, con spirito consono alla DIRI verifiche che quel QE sia idoneo all'impiego che ne viene fatto (ecco il senso della mia precedente affermazione) contestando di fatto al dichiarazione di conformità dell'impresa installatrice che ha dichiarato quel QE come "materiale idoneo" alla realizzazione.
Il bivio è qui dunque.
Che scrivi nella DIRI di un QE? che è conforme alla norma tecnica armonizzata tal dei tali, ovvero dichiari (in questo caso) la rispondenza ad una norma oppure, con spirito consono alla DIRI verifiche che quel QE sia idoneo all'impiego che ne viene fatto (ecco il senso della mia precedente affermazione) contestando di fatto al dichiarazione di conformità dell'impresa installatrice che ha dichiarato quel QE come "materiale idoneo" alla realizzazione.
Il bivio è qui dunque.
0
voti
E' vero, è un bivio dal punto di vista burocratico ma la sostanza è la stessa: si tratta di dichiarare la rispondenza dell'installazione di un quadro Qx alle normative vigenti (ivi compreso tutti gli accoppiamenti di protezione interruttori/linee).
Consentimi di dire però che con una DIRI sostituisco a norma di legge un DICO, cosa che non è contempata per una dichiarazione ai sensi della L.186...... posso dire che se ho un buco di dichiarazioni di conformità per determinate installazioni con una Dichiarazione di Rispondenza le copro al 100 per 100 senza che nessuno possa aprire bocca
se vuoi è comunque una questione di cosa si scrive nella prima pagina dell'elaborato.....
Consentimi di dire però che con una DIRI sostituisco a norma di legge un DICO, cosa che non è contempata per una dichiarazione ai sensi della L.186...... posso dire che se ho un buco di dichiarazioni di conformità per determinate installazioni con una Dichiarazione di Rispondenza le copro al 100 per 100 senza che nessuno possa aprire bocca
se vuoi è comunque una questione di cosa si scrive nella prima pagina dell'elaborato.....
1
voti
Secondo me se hai un buco di dichiarazioni di conformità su installazioni successive al DM 37/08 hai un cliente con qualche grattacapo dal punto di vista della gestione degli impianti elettrici.
La forma è importante perché in questo caso non è un banale pezzo di carta ma la risultanza di una precisa verifica tecnica che, nel caso tuo in particolare, (ribadisco) tendere a mettere in dubbio la conformità dell'impianto elettrico esistente: se l'impianto elettrico esistente non è conforme NON può essere utilizzato ai sensi del T.U 81/08 e smi.
Questa è pura sostanza.
La forma è importante perché in questo caso non è un banale pezzo di carta ma la risultanza di una precisa verifica tecnica che, nel caso tuo in particolare, (ribadisco) tendere a mettere in dubbio la conformità dell'impianto elettrico esistente: se l'impianto elettrico esistente non è conforme NON può essere utilizzato ai sensi del T.U 81/08 e smi.
Questa è pura sostanza.
2
voti
Johnny ha scritto:...Poi, nel corso degli anni, l'azienda fa aggiungere qualche interruttore (pochi per la verità) senza richiedere l'aggiornamento degli schemi e senza farsi rilasciare la Dico per le modifiche introdotte, ritrovandosi così con un quadro un po' diverso da quello certificato inizialmente.
Conosco benissimo la situazione...
Johnny ha scritto:Adesso, stimolati dall'arrivo di un audit interno, vorrebbero rimediare a una loro mancanza (non meravigliamoci, succede a tutti) e questo non mi sembra un comportamento da testoni.
L'importante è che da questo traggano l'insegnamento: prima di fare modifiche, ampliamenti, ecc., sentiamo il progettista di fiducia che ci dice? Se abbiamo fretta e non c'è tempo per un progetto formale almeno che ci dia le corrette indicazioni per svolgere queste modifiche.
Johnny ha scritto:La Diri comporta sia problemi tecnici (risolvibili) sia un problema formale che mi turba un po': si può rilasciare una Diri per un quadro elettrico?
No. La DIRI riguarda esclusivamente l'impianto e non i prodotti/apparecchiature/attrezzature. Nel tuo caso deve essere redatta lo stesso la DIRI (sempre che le modifiche siano antecedenti al 28 marzo 2008) perché le modifiche riguardano l'impianto elettrico: installazione di nuovi circuiti e relativi interruttori. Poi c'è l'aspetto quadro elettrico (prodotto) e su questo tu professionista puoi verificare che gli interruttori inseriti non hanno modificato il regime termico del quadro e che sono stati installati correttamente (per esempio c'erano già le predisposizioni) oppure segnalare che non va bene e far rifare il cablaggio/applicazione a un quadrista/installatore e farti rilasciare apposita dichiarazione (regola dell'arte); se invece il quadro è palesemente non conforme, si chiama a rapporto il costruttore/installatore che lo ha dichiarato conforme e lo si mette di fronte alle sue responsabilità.
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
-

Mike
55,6k 7 10 12 - G.Master EY

- Messaggi: 17005
- Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
- Località: Conegliano (TV)
39 messaggi
• Pagina 2 di 4 • 1, 2, 3, 4
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 38 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


