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DIRI di un quadro?

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[11] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteMike » 8 ott 2012, 20:38

Foto UtenteAle863 Che la DIRI non comprenda i prodotti non lo dico io, ma la legge, basta leggere il campo di applicazione del DM 37/08, riguarda gli IMPIANTI, non i prodotti. Di un quadro elettrico potrò dire che è conforme al luogo di installazione ma non divento responsabile del prodotto quadro elettrico, così come non lo divento del prodotto plafoniera o del prodotto blindosbarra. Nella DIRI posso indicare se il quadro è sicuro dal punto di vista dei contatti diretti, indiretti e cortocircuito, se poi il committente mi chiede anche di verificare la conformità del quadro elettrico, allora lascio da parte la CEI 64-8 e prendo in mano la CEI 17-13 e comincio ad analizzare il quadro se risulta conforme o meno e rilascerò un'apposita dichiarazione ai sensi della L. 186/68.
La marcatura CE so benissimo cos'è, si applica ai prodotti immessi nel mercato o prima messa in servizio, su un quadro elettrico esistente non ha alcun senso la marcatura CE, infatti io ne facevo un iperbole per far capire l'assurdità di richiedere una dichiarazione che non ha alcun senso, la DIRI basta e avanza.
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[12] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteJohnny » 9 ott 2012, 11:56

Mike ha scritto:Bene, allora chiariscilo anche ai testoni dell'azienda... Il quadro elettrico è un prodotto e deve essere marcato CE, inoltre deve essere realizzato in conformità alla norma CEI 17/13. Se l'installatore installa un quadro elettrico fatto dal fornaio, privo di marcatura CE e conformità alla norma, con la sua DICO se ne assume implicitamente la responsabilità come se l'avesse costruito con le sue manine, il tutto coperto dalla sua DICO. Così come tutti i prodotti da lui installati, privi di marcatura CE o di riferimento a norme di prodotto.

Sarei d'accordo con Mike se in azienda fossero testoni e se il quadro l'avesse fatto un fornaio.
In questo caso però, come spesso succede, siamo di fronte ad un installatore che ha realizzato un impianto e fornito una Dico che valeva anche per i quadri. Poi, nel corso degli anni, l'azienda fa aggiungere qualche interruttore (pochi per la verità) senza richiedere l'aggiornamento degli schemi e senza farsi rilasciare la Dico per le modifiche introdotte, ritrovandosi così con un quadro un po' diverso da quello certificato inizialmente.
Adesso, stimolati dall'arrivo di un audit interno, vorrebbero rimediare a una loro mancanza (non meravigliamoci, succede a tutti) e questo non mi sembra un comportamento da testoni.
Quello che vorrei fare io, da professionista appena un po' serio quale ritengo di essere, è risolvere in maniera tecnicamente e formalmente corretta la faccenda.
Scartata l'ipotesi Dico, a me preclusa, scartate ipotesi di dichiarazioni generiche che lasciano il tempo che trovano, credo che l'unica strada percorribile resti la Diri.
La Diri comporta sia problemi tecnici (risolvibili) sia un problema formale che mi turba un po': si può rilasciare una Diri per un quadro elettrico?
Ale863 dice di si:
Ale863 ha scritto: -La DIRI per una PARTE di impianto installato, di cui non è più reperibile la documentazione e che consiste in soli quadri elettrici è contemplata: La DIRI attesta e verifica la rispondenza della costruzione e dell'installazione degli impianti elettrici (quadri) e NON sostituisce la marcatura CE

ma a me resta comunque qualche dubbio perché, ad esempio, se si cerca di redigere la Diri con il software di Tuttonormel, il soggetto della Diri resta sempre l'impianto (nuovo, trasformato, ampliato, oggetto di manutenzione straordinaria), non il quadro.
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[13] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteJohnny » 9 ott 2012, 14:33

In una azienda complessa con tante sedi sparse nel territorio ci si può imbattere in tante situazioni fra loro diverse, difficilmente riassumibili in maniera esaustiva nelle poche righe di un post.
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[14] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 10 ott 2012, 8:08

A situazioni strane e complesse NON si risponde con un software rigido ma con uno studio della situazione ed un progetto di intervento.
Vuoi risolvere la situazione? Verifica la rispondenza dei QE alla norma tecnica CEI 17/13 e CERTIFICALI tu conformi a questa!
La certificazione ad una norma tecnica che dà presunzione di conformità ad una legge è il massimo della vita.
Ovvio che se non è conforme, qualcosa di strano c'è e va indagato.
Tutto questo però dimostra che l'oggetto QE è conforme MA NON che l'oggetto QE è ben impiegato. Qui che fai?
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[15] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 10 ott 2012, 8:54

la certificazione ad una norma CEI da parte di un professionista ha certamente valore, però il Dm 37/08 indica solo un'altra strada in sanatoria per gli impianti elettrici, o parti di essi costruiti/modificati in più riprese (situazione diffusissima) dal 1990 al 2008 ed orfani di DICO e relativi allegati obbligatori: la DIRI.
Unico intoppo: impianti non conformi che richiedono lavori di ristrutturazione; in questo caso mi sembra indispensabile un progetto di ristrutturazione parziale con relativa DIRI a fine lavori. Sbaglio?
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[16] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 10 ott 2012, 8:56

Si sbaglio: con relativa DICO a fine lavori. Scusate il lapsus
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[17] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 10 ott 2012, 9:04

Il DM 37/08 parla di impianti elettrici e non di quadri elettrici che sono APPARECCHIATURE e quindi vanno intese come materiale idoneo.
Che scrivi nella DIRI di un QE? che è conforme alla norma tecnica armonizzata tal dei tali, ovvero dichiari (in questo caso) la rispondenza ad una norma oppure, con spirito consono alla DIRI verifiche che quel QE sia idoneo all'impiego che ne viene fatto (ecco il senso della mia precedente affermazione) contestando di fatto al dichiarazione di conformità dell'impresa installatrice che ha dichiarato quel QE come "materiale idoneo" alla realizzazione.
Il bivio è qui dunque.
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[18] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 10 ott 2012, 12:55

E' vero, è un bivio dal punto di vista burocratico ma la sostanza è la stessa: si tratta di dichiarare la rispondenza dell'installazione di un quadro Qx alle normative vigenti (ivi compreso tutti gli accoppiamenti di protezione interruttori/linee).
Consentimi di dire però che con una DIRI sostituisco a norma di legge un DICO, cosa che non è contempata per una dichiarazione ai sensi della L.186...... posso dire che se ho un buco di dichiarazioni di conformità per determinate installazioni con una Dichiarazione di Rispondenza le copro al 100 per 100 senza che nessuno possa aprire bocca

se vuoi è comunque una questione di cosa si scrive nella prima pagina dell'elaborato.....
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[19] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 10 ott 2012, 13:49

Secondo me se hai un buco di dichiarazioni di conformità su installazioni successive al DM 37/08 hai un cliente con qualche grattacapo dal punto di vista della gestione degli impianti elettrici.
La forma è importante perché in questo caso non è un banale pezzo di carta ma la risultanza di una precisa verifica tecnica che, nel caso tuo in particolare, (ribadisco) tendere a mettere in dubbio la conformità dell'impianto elettrico esistente: se l'impianto elettrico esistente non è conforme NON può essere utilizzato ai sensi del T.U 81/08 e smi.
Questa è pura sostanza.
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[20] Re: DIRI di un quadro?

Messaggioda Foto UtenteMike » 10 ott 2012, 20:40

Johnny ha scritto:...Poi, nel corso degli anni, l'azienda fa aggiungere qualche interruttore (pochi per la verità) senza richiedere l'aggiornamento degli schemi e senza farsi rilasciare la Dico per le modifiche introdotte, ritrovandosi così con un quadro un po' diverso da quello certificato inizialmente.


Conosco benissimo la situazione...

Johnny ha scritto:Adesso, stimolati dall'arrivo di un audit interno, vorrebbero rimediare a una loro mancanza (non meravigliamoci, succede a tutti) e questo non mi sembra un comportamento da testoni.


L'importante è che da questo traggano l'insegnamento: prima di fare modifiche, ampliamenti, ecc., sentiamo il progettista di fiducia che ci dice? Se abbiamo fretta e non c'è tempo per un progetto formale almeno che ci dia le corrette indicazioni per svolgere queste modifiche.

Johnny ha scritto:La Diri comporta sia problemi tecnici (risolvibili) sia un problema formale che mi turba un po': si può rilasciare una Diri per un quadro elettrico?


No. La DIRI riguarda esclusivamente l'impianto e non i prodotti/apparecchiature/attrezzature. Nel tuo caso deve essere redatta lo stesso la DIRI (sempre che le modifiche siano antecedenti al 28 marzo 2008) perché le modifiche riguardano l'impianto elettrico: installazione di nuovi circuiti e relativi interruttori. Poi c'è l'aspetto quadro elettrico (prodotto) e su questo tu professionista puoi verificare che gli interruttori inseriti non hanno modificato il regime termico del quadro e che sono stati installati correttamente (per esempio c'erano già le predisposizioni) oppure segnalare che non va bene e far rifare il cablaggio/applicazione a un quadrista/installatore e farti rilasciare apposita dichiarazione (regola dell'arte); se invece il quadro è palesemente non conforme, si chiama a rapporto il costruttore/installatore che lo ha dichiarato conforme e lo si mette di fronte alle sue responsabilità.
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