Una caldaia domestica rientra nei luoghi a maggior rischio in caso.
Se si, a quale appartiene e a quale distanza si puo' installare un quadro elettrico?
Mauro
caldaia domestica = luogo a mag. rischio in caso incendio?
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La presenza di una caldaia non significa nulla, bisogna vedere dove è installata, la sua potenzialità ed il tipo di combustibile.
- Se ha una potenzialità termica inferiore a 35 kW ed è installata in ambiente residenziale, non è un luogo a maggior rischio in caso d'incendio e se marcata CE (direttiva gas) non è nemmeno un luogo con pericolo di esplosione e non si applica la direttiva ATEX (D.lgs. 233/03).
- Se ha una potenzialità compresa tra 35 e 115 kW deve essere installata in un apposito locale detto centrale termica e di conseguenza può essere un luogo a maggior rischio in caso d'incendio, come un luogo con pericolo di esplosione (se residenziale non si applica in ogni caso la direttiva ATEX)
- Se ha una potenzialità superiore a 115 kW la centrale termica è soggetta a controllo dei VV.F.
- Se ha una potenzialità termica inferiore a 35 kW ed è installata in ambiente residenziale, non è un luogo a maggior rischio in caso d'incendio e se marcata CE (direttiva gas) non è nemmeno un luogo con pericolo di esplosione e non si applica la direttiva ATEX (D.lgs. 233/03).
- Se ha una potenzialità compresa tra 35 e 115 kW deve essere installata in un apposito locale detto centrale termica e di conseguenza può essere un luogo a maggior rischio in caso d'incendio, come un luogo con pericolo di esplosione (se residenziale non si applica in ogni caso la direttiva ATEX)
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Mike
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Mike ha scritto:La presenza di una caldaia non significa nulla, bisogna vedere dove è installata, la sua potenzialità ed il tipo di combustibile.
- Se ha una potenzialità termica inferiore a 35 kW ed è installata in ambiente residenziale, non è un luogo a maggior rischio in caso d'incendio e se marcata CE (direttiva gas) non è nemmeno un luogo con pericolo di esplosione e non si applica la direttiva ATEX (D.lgs. 233/03).
- Se ha una potenzialità compresa tra 35 e 115 kW deve essere installata in un apposito locale detto centrale termica e di conseguenza può essere un luogo a maggior rischio in caso d'incendio, come un luogo con pericolo di esplosione (se residenziale non si applica in ogni caso la direttiva ATEX)
- Se ha una potenzialità superiore a 115 kW la centrale termica è soggetta a controllo dei VV.F.
Riporto la situazione reale che mi ha fatto sorgere il dubbio.
La caldaia e' a metano, e' di potenzialita' sicuramente inferiore a 35KW ed e' verosimilmente marcata CE. Pero' e' installata in un capannone industriale a circa 20cm dal quadro elettrico generale ( interruttore generale 50A). La caldaia serve per produzione acqua calda per bagni e docce ed e' fuori dagli stessi. L'ambiente dove e' installata e' circa 20mx50m con ventilazione non continua. Nutro qualche dubbio sulla distanza dal quadro. Una fuga di gas, anche piccola potrebbe creare un pericolo di incendio perche', anche in ambiente grande la nuvola di gas sarebbe comunque vicina agli interruttori del quadro (che possono essere manovrati, per esempio per far partire la ventilazione o accendere le insegne esterne).
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mcing ha scritto:Riporto la situazione reale che mi ha fatto sorgere il dubbio.
La caldaia e' a metano, e' di potenzialita' sicuramente inferiore a 35KW ed e' verosimilmente marcata CE. Pero' e' installata in un capannone industriale a circa 20cm dal quadro elettrico generale ( interruttore generale 50A). La caldaia serve per produzione acqua calda per bagni e docce ed e' fuori dagli stessi. L'ambiente dove e' installata e' circa 20mx50m con ventilazione non continua. Nutro qualche dubbio sulla distanza dal quadro. Una fuga di gas, anche piccola potrebbe creare un pericolo di incendio perche', anche in ambiente grande la nuvola di gas sarebbe comunque vicina agli interruttori del quadro (che possono essere manovrati, per esempio per far partire la ventilazione o accendere le insegne esterne).
In questo caso, trattandosi di ambiente di lavoro, il datore di lavoro DEVE aver elaborato il "documento di protezione contro le esplosioni" obbligatorio ai sensi del D.lgs 233/03. In questo documento è riportata la classificazione di tutti i luoghi pericolosi, le modalità utilizzate per ridurre i rischi, la gestione e come intervenire in questi luoghi.
Pertanto non è un "problema" dell'impiantista elettrico. Quindi hai la facoltà di girare il problema al datore di lavoro di quell'azienda, comunqe non ne sei obbligato neanche moralmente.
Comunque per tranquilizzarti ti posso assicurare che il pericolo di fuga di gas è molto basso. In altre realtà con condizioni analoghe si classificano sorgenti di emissione solamente di 2 grado che danno zone pericolose di estensione limitatissima (max qualche centrimetro) e quindi trascurabile.
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