Volevo dire che è messa meglio
"in questo caso" (cioè quello di poter essere pagati con ritenuta d'acconto, senza dover aprire per forza la partita IVA e pagare la quota di autonomo). Per il resto, ci sono cose migliori e peggiori.
Le tasse in Spagna in genere sono un po' più basse (però non tutte). Le leggi sono un po' più generiche, regolano un po' meno, lasciando la porta aperta a "interpretazioni" varie (e gli avvocati ci mangiano, e i furbi e i prepotenti prosperano).
Anche sul lavoro ci sono più cose fumose e lasciate alla discrezione dei capi. A volte sembra che ti concedano un favore quando è un tuo diritto, altre volte provano a negartelo... In Italia non si permettevano di farlo, era tutto molto più chiaro e regolato (però anche con più burocrazia). Ma le cose ormai temo stiano cambiando (in peggio) anche lì da voi. Poi ovviamente dipende dall'esperienza che capita a ciascuno, questa è solo la mia.
Riguardo ai piccoli imprenditori, avevo conosciuto un pizzaiolo molto contento delle regole più elastiche spagnole: poteva rivestire certe superfici in plastica anziché in costoso acciaio inox, non aveva tanti vincoli anche igienici, che secondo lui in Italia erano eccessivi.
Questo però la dice lunga anche sulla protezione dei consumatori spagnoli. L'adeguamento alle direttive europee sembra procedere più a rilento.
D'altra parte, anche se per regolamento comunale questo pizzaiolo poteva mettere dei tavolini sul marciapiede antistante la sua piccola pizzeria, il grosso ristorante vicino glielo occupava coi suoi e faceva orecchie da mercante. Insomma, vantaggi e svantaggi.
Te ne potrei raccontare tante, ma penso che ormai avrai colto un po' di differenze.
Da quello che sento sono d'accordo con te che i piccoli imprenditori in Italia sono più maltrattati e ostacolati dallo Stato rispetto a qui.
Non sono stato abbastanza chiaro a limitare il discorso, non volevo dire che l'Italia è meglio in tutto e state tutti più bene (anche se la nostalgia a volte fa vedere le cose con una prospettiva distorta).
Ciao
