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La CNA boccia il patto in deroga

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[31] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 19 nov 2012, 12:12

6367 ha scritto:Curioso questo "neppure" (come se i condomini fossero una parte irrilevante delle abitazioni).


Intendo che questa prassi di realizzare impianti standard e fotocopia, senza possibilità di varianti mi sembra assurda, e "forse" la posso capire nei condomini.....ma di basso pregio!

Per curiosità succede spesso oppure raramente?

Ma, ripeto, chi acquista una nuova abitazione o appartamento, ha TUTTO il diritto di farsi fare l'impianto elettrico come meglio crede, almeno io la penso così, e lavoro in questo modo!

Se poi in certe situazioni è di prassi il contrario, allora ben vengano le dotazioni minime!!!!
Per non trovarsi impianti ridotti all'osso, ciabatte sotto ai mobili della cucina, e piattine inchiodate ai muri per aggiungere prese!
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[32] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2012, 13:07

Per curiosità succede spesso oppure raramente?



Direi molto spesso nei condomini. Tieni anche conto che chi acquista una casa, anche se nuova, spesso è già terminata. Ma anche quando non lo è, le varianti sono solo quelle previste.

Un altro mio amico, per altro per una appartamento nuovo abbastanza di prestigio, aveva chiesto circuiti separati per i vari locali, luci, prese ecc, con differenziale separato (ovviamente pagando tutto l'extra necessario). Assolutamente no, gli è stato risposto: non era previsto. Però, se voleva, dopo la consegna poteva farselo modificare.

Ripeto: parliamo di clienti "esperti", con certe competenze che sanno cosa vogliono e cosa chiedere. Figurati la signora Maria che non sa nulla di circuiti e di selettività.
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[33] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteCGIUSEPPE61 » 19 nov 2012, 14:00

Salve , i lavori da me realizzati in immobili ad uso residenziale anni addietro venivano così realizzati:
Appartamento tipo con realizzazione degli impianti sia elettrici che idrici ecc. tutti uguali ( il costruttore doveva completare i lavori anche se gli appartamenti erano non venduti ). Nel momento in cui un appartamento veniva venduto è questo era sia in corso d'opera o già realizzato, il cliente stesso aveva diretto contatto con me per i lavori che risultassero , o exstra capitolato o di modifiche.

Saluti
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[34] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 19 nov 2012, 19:08

Foto Utente6367 ha scritto:Assolutamente no, gli è stato risposto: non era previsto.

:shock:
Anch'io la penso come Foto UtenteGiuliano58, mi sembra assurdo...
L'unica spiegazione che mi do, è che o l'impresario non ha idea di cosa potrebbe comportare la modifica, oppure ha tirato il collo alla ditta di elettricisti e teme che le variazioni, costino troppo anche a lui. Altro non posso pensare.. La cosa mi sembra quasi inverosimile (anche se ti credo che sia successa davvero).
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[35] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2012, 19:45

Non dimentichiamoci di chi entra in una casa, nuova o usata, comunque già completata.

Se gli va bene ha un impianto "a norma", ma di certo non può scegliere le funzionalità dell'impianto elettrico che preferisce. L'impianto elettrico se lo prende come lo trova. Lo ha deciso per lui il precedente proprietario, l'elettricista, l'impresario edile, l'architetto.... Al massimo, se l'impianto fosse povero o mal fatto, potrebbe tirare sul prezzo (che è ben poca cosa sul prezzo globale della casa) ma è di magra consolazione.

Non si acquista un impianto elettrico da solo nel qual caso, ognuno, farebbe la sua scelta sulla base delle caratteristiche dell'impianto elettrico e al suo prezzo.
Esso è una piccolissima parte di un pacchetto che comprende: i muri, la zona, gli infissi, gli altri impianti,...

Ne consegue che ben difficilmente si rinuncia all'acquisto (o all'affitto) di una casa perché l'impianto elettrico non soddisfa ai propri requisiti, né si può ottenere sconti sostanziali per questo (Anzi, casomai, si viene convinti che l'impianto fatto così è meglio).

Del resto vedo così tante case, nuove di zecca, con impianti minimi (in alcuni casi proprio "sbagliati"),
solo l'aspetto estetico degli interruttori sembra essere importante. E poi sentire la signora Maria di turno lamentarsi, perché non le hanno messo prese lì, perché ha scatti intempestivi ad ogni temporale, perché deve scendere in cantina a riarmare, ecc
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[36] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 19 nov 2012, 20:16

Foto Utente6367 ha scritto:Non dimentichiamoci di chi entra in una casa, nuova o usata, comunque già completata.

Se gli va bene ha un impianto "a norma", ma di certo non può scegliere le funzionalità dell'impianto elettrico che preferisce. L'impianto elettrico se lo prende come lo trova. Lo ha deciso per lui il precedente proprietario, l'elettricista, l'impresario edile, l'architetto....


Però perdonami, questo avviene per tutto. Anche se compro una macchina usata, avrò gli optional che il precedente proprietario si è scelto; sempre che a sua volta, il precedente proprietario non abbia comprato l'automobile (intendo la versione con gli optional) disponibile in quel momento, nel concessionario...

Foto Utente6367 ha scritto:Del resto vedo così tante case, nuove di zecca, con impianti minimi (in alcuni casi proprio "sbagliati"),
solo l'aspetto estetico degli interruttori sembra essere importante. E poi sentire la signora Maria di turno lamentarsi, perché non le hanno messo prese lì, perché ha scatti intempestivi ad ogni temporale, perché deve scendere in cantina a riarmare, ecc


Su questo mi trovi perfettamente d'accordo. Però anche l'esempio che avevi riportato prima
Foto Utente6367 ha scritto:fui chiamato come "esperto" da alcuni proprietari dubbiosi sulla qualità degli impianti elettrici, era il differenziale unico, da 30 mA, messo subito a valle del contatore. Ovviamente l'elettricista aqbilitato e qualificato non era assolutamente d'accordo nel metterlo nel cantralino di casa (almeno non si deve scendere in pigiama di notte a riarmarlo). Dove lo metteva lui era "a norma" e guai a metterlo nel centralino.
secondo me ricade dapprima nella regola d'arte, ovvero fare le cose con criterio, che poi la norma tecnica proponga un criterio valido è una gran cosa, facilta il pensare a come fare un impianto decente. Io mi auguro che venga seguita, anche per quel che riguarda i criteri prestazionali. Ma come ho detto, ritengo pure che ci siano delle eccezioni.
Comunque l'elettricista di cui sopra, immagino sarebbe stato ben felice di mettere un selettivo a monte, se la committenza avesse sborsato i soldi per farlo, o no?
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[37] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettro » 19 nov 2012, 20:33

Al di là di tutto...io esprimo la mia opinione...

Sarebbe ragionevole, fare approvare un emendamento a favore di una variante degli impianti a favore del tipo 0
Un impianto con un centralino con almeno due circuiti separati e due differenziali...non vedo controindicazioni...poi, chi desidera i livelli superiori in termini di prese e punti TV, è libero di farlo...il valore dell'impianto aumenta...e anche dell'immobile..

Ma, a dire il vero, nelle compravendite, nessuno paga l'impianto elettrico, non è mai considerato...semmai, quando non è certificato, l'acquirente vanta una pretesa: un forte sconto sul prezzo...

Io credo che, prima di tutto, la norma debba favorire la sicurezza ed un minimo di selettività in caso di guasto...il resto deve essere una opzione...
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[38] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2012, 22:39

Però perdonami, questo avviene per tutto.


Certamente, ma questo non giustifica gli impianti elettrici minimali, proprio perché:

a dire il vero, nelle compravendite, nessuno paga l'impianto elettrico, non è mai considerato
che è il nocciolo della questione

e tanto più che un edificio dura decenni e decenni, un veicolo non sempre.


immagino sarebbe stato ben felice di mettere un selettivo a monte, se la committenza avesse sborsato i soldi per farlo, o no?


Penso di no (lo sai quanti elettricisti non sanno dell'esistenza dei selettivi, oppure sanno che esistono ma che sono rigorosamente vietati in casa?).


fare approvare un emendamento a favore di una variante degli impianti a favore del tipo 0
Un impianto con un centralino con almeno due circuiti separati e due differenziali


Il tuo tipo 0 non è tanto diverso dal livello 1 della norma, almeno per gli impianti più piccoli.

Comunque il punto non è avere un livello un po' più basso o un po' più alto, ma se sia necessario o meno avere un livello minimo prestazionale oppure no.
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[39] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 19 nov 2012, 23:35

6367 ha scritto:lo sai quanti elettricisti non sanno dell'esistenza dei selettivi, oppure sanno che esistono ma che sono rigorosamente vietati in casa?

Onestamente no, so che qualcuno mette a monte un normalissimo tipo AC con Id 0.3 A, perché costa meno del selettivo. Ma puntualmente quando scatta, scatta tutto. E quando propongo un selettivo non me lo fa mettere nessuno. Non parliamo poi degli immuni agli scatti intempestivi... Forse andrebbero di più gli AFD (gli incendi da ciabatta sono un bello spauracchio, forse più di una folgorazione).
Però non sono un bravo commerciale di me stesso, quindi magari non so proporli bene io. In effetti un obbligo, mi aiuterebbe nel lavoro. :mrgreen:
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[40] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utentesoltec » 20 nov 2012, 0:19

Riflessioni:
LEGGE 186/68
Art. 1
Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte.
Art. 2
I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) si considerano costruiti a regola d'arte.

Prima riflessione:
La legge 186/68 parla di regola dell'arte non specifica se ai fini della sola sicurezza o anche della funzionalità.
Ora è ovvio che la sicurezza sia il fine sicuramente da raggiungere ma non significa che sia il solo.

Regola dell'arte (da wikipedia)
La locuzione regola d'arte indica l'insieme delle tecniche considerate corrette per l'esecuzione di determinate lavorazioni, in genere artigianali, e della realizzazione di manufatti. L'Arte cui si fa riferimento nella locuzione è la categoria professionale cui appartiene il soggetto che all'osservanza della regola è tenuto e la definizione di una regola dell'Arte risale proprio al tempo delle Corporazioni, che disponevano dettagliati regolamenti in genere riguardanti l'utilizzo di determinati materiali, strumenti, procedure e soluzioni realizzative volte a garantire la qualità del prodotto o del servizio finale.

Seconda riflessione:

In riferimento ai requisiti minimi prestazionali e al patto in deroga , chi decide qual è il limite minimo per cui un impianto puo' essere considerato "a regola d'arte" ?
La regola dell'arte è a libera interpretazione di ognuno o deve garantire la qualità del prodotto o del servizio finale?
Ma se non ci sono requisiti minimi a cui deve rispondere come viene valutata?
Il livello 1 minimo prescrive 4 prese in una stanza:
Si puo' derogare? Si? Allora vanno bene anche 3,2,1 oppure 0 prese.
Ma uno potrebbe ribattere ma almeno 1 presa ci vuole!!! E perché 1,? allora devono essere 2,3,4.....

Che ne pensate? ( abbiate pietà è tardi e dopo una giornata di lavoro non so se il cervello è ancora ben connesso...)
Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri,mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi
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