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La CNA boccia il patto in deroga

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[41] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 20 nov 2012, 0:39

Non ero ancora nato, ma per quanto ne so, la legge è nata proprio per fini di sicurezza. Ricordo l'impianto dove abitavo da bambino e mi chiedo come non mi sia successo niente :D
Evidentemente, nel '68 non si contavano le prese per stanza, ma è chiaro che i tempi son cambiati. Chiaro è anche, che le scelte prestazionali possono essere opinabili. La norma di riferimento è molto utile e secondo il mio parere da seguire. Però sono dell'opinione che si possa eccepire in casi particolari. Me ne viene in mente uno.
L'anno scorso o due anni fa, non ricordo, ho dato una mano ad un collega a rifare un impianto (più d'uno, in vero) in alcuni appartamenti in una cascina. Erano totalmente in piattina. Quindi con canaletta in resina, li abbiamo rifatti completamente, ma sulla falsariga di quello precedente. Le esigenze del cliente erano quelle, i residenti erano abituati e andava bene così per loro. Non ci vedo nulla di male a considerarlo ugualmente a regola d'arte. Se oggi mi si contestasse quel numero di prese o peggio di TV e telefono, lo troverei pressoché ridicolo.
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[42] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 nov 2012, 0:44

Quindi con canaletta in resina, li abbiamo rifatti completamente, ma sulla falsariga di quello precedente.


Canaletta esterna? niente ristrutturazione edile? Il capitolo 37 non si applica. La deroga è già prevista nella norma.
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[43] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 20 nov 2012, 12:44

Farei anche io una riflessione su quanto scritto.......

l'impianto elettrico continua ad essere considerato la "cenerentola" delle varie parti che compongono un'abitazione. Nonostante le apparecchiature elettroniche ed elettriche che ci assistono in casa,sono sempre più numerose, quindi:

1) gli "edili" (costruttori, progettisti, venditori) non mettono mai in risalto l'impianto elettrico, è molto più importante la marca del WC :mrgreen: Di conseguenza quell'ammasso di fili e lampadine, deve costare il meno possibile. A questo punto ben vengano le dotazioni minime!

2) l'utilizzatore dell'impianto se acquistano l'immobile già finito, non può avere nessuna pretesa. Subiscono e basta. :( A questo punto ben vengano le dotazioni minime!!

3) se l'utilizzatore acquista l'immobile in costruzione, e il costruttore gli permette di modificare l'impianto (a quanto pare non è sempre possibile), le modifiche costano carissime. In contrasto con il punto 1, che strano!!! Ma la colpa è dell'elettricsta :mrgreen:

4) spesso l'elettricista aggiunge un paio di prese in cucina, un telefono in camera da letto, e un paio di pulsanti, ma lo fa come "omaggio" al costruttore. Stranamente in contrasto con il punto 3! :mrgreen: Ma l'installatore continua ad essere troppo caro!

5) chi acquista un immobile con un impianto scarso può, se ne è capace, tirare sul prezzo perché non ci sono le dotazioni minime. Inizia una controversia infinita e spesso finisce che la colpa è dell'installatore, perché ha rilasciato la DICO, ma l'impianto non è a regola d'arte!

a voi le conclusioni! :lol:
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[44] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 20 nov 2012, 13:52

6367 ha scritto:Canaletta esterna? niente ristrutturazione edile? Il capitolo 37 non si applica. La deroga è già prevista nella norma.

Hai ragione, ho sbagliato esempio. #-o
Ad ogni modo, ribadisco per l'ultima volta, che sono per l'applicazione della norma.
Ma che non la vedo come obbligatoria.

Sul ragionamento della "contestabilità" della sua mancata applicazione, credo che l'ultima parola ce la possa avere solo un magistrato, in caso appunto, di contestazione. La mia personale interpretazione è che attualmente, non c'è obbligo per legge, di applicare la norma; c'è l'obbligo di fare le cose a regola d'arte; vero è che la norma fissa dei criteri per la regola d'arte anche sul piano "prestazionale", tuttavia questi sono (secondo me) in secondo piano, rispetto alla sicurezza.

Se dovessi scegliere io, farei una legge per far rispettare i requisiti minimi ai costruttori, poiché ritengo che l'impiantista abbia l'obbligo di fare un impianto sicuro, ma che sia la committenza a dettare le regole "prestazionali". (Avrei altre cose da dire, ma mi fermo qui)
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[45] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteMike » 20 nov 2012, 14:03

In Italia si cerca di porre rimedio a dei problemi provocando altri problemi senza mai intervenire sulla FONTE del problema in maniera radicale!!! Se come in altri stati europei, nei condomini l'agibilità fosse data anche senza il completamento degli impianti delle singole unità immobiliari, ovvero al grezzo, si darebbe la possibilità al singolo acquirente di personalizzarlo come meglio crede e completarlo anche con ditte diverse da quelle del costruttore originale, in perfetta concorrenza.
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[46] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 20 nov 2012, 14:19

Forse hai ragione, ma mi chiedo nel caso, come si comporterebbero i nostri impresari edili...

Purtroppo credo che, almeno in Italia, non ci sia cultura impiantistica, c'è solo cultura del mattone. L'impianto, specie quello elettrico, non ha pressoché nessuna importanza, se non quando c'è un guasto, oppure per accedere a dei contributi...
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[47] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGateArray » 20 nov 2012, 20:29

La questione secondo me è semplice...

un impianto fatto "come dio comanda" non deve rispondere ai soli requisiti di sicurezza ma ad un criterio di funzionalità e prestazioni minime.
è come dire che l'unica cosa necessaria su una vettura sono freni, airbag e ABS.

Io a differenza della maggioranza d voi sono contento che il CEI inizi ad identificare una sorta di prescrizioni minime per indicare "lo stato dell'arte" di un impianto... e questo finalmente anche a livello prestazionale.

Senza di questo sarei libero di fare un impianto in un appartamento con un unico magnetotermico diff da 16A e filo del 2,5..... luci incluse.

Il problema è nella definizione prescrittiva di un livello "qualitativo e prestazionale" e quindi della sua obbligatorietà..... se non fosse obbligatorio ognuno farebbe quello che gli pare.... le deroghe si fanno senza nemmeno avere chiaro quale questa sia.
il fatto che sia contenuto in una norma "dovrebbe" obbligare l'installatore almeno a parlarne con il Cliente.

è tempo che la definizione di "impianto a norma" o "impianto a regola d'arte" sia attribuito non soltanto agli impianti SICURI ma anche ad impianti che abbiamo un minimo di funzionalità all'interno.
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[48] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteElectro » 21 nov 2012, 10:37

Ora mi ripeterò perché l'ho scritto da qualche altra parte.
Ad un convegno CEI un referente del CEI di cui non ricordo il nome disse che per come era impostata la norma c'erano livello 1,2,3. Poi ognuno può inventarsi quello che vuole e che si possono seguire anche altre normative,anche estere, l'importante che ci sia la regola dell'arte.
Da quello che mi è sembrato di vedere gli impianti venuti dopo l'allegato A sono rimasti uguali ai precedenti.
E nella maggior parte dei casi è l'imprenditore di turno che chiede il minimo, quando si ha a che fare con il proprietario dell'abitazione può scapparci qualche presa e qualche circuito in più.
Su questo discorso ho notato che in fase di acquisto se l'appartamento è in fase di realizzazione il costruttore è ben felice di accontentare l'acquirente per assicurarsi la vendita(specialmente in questi periodi), in molti casi se il cliente sa tirare le modifiche le ha pure a gratis, altrimenti le paga a doppio. Ho visto spostare prese, interruttori e attacchi di acqua in bagni finiti tutto a gratis.
Concordo comunque con Foto UtenteMike di solito sotto il profilo impiantistico il rapporto diretto tra cliente e impiantista è più costruttivo dei casi in cui c'è qualche terzo.
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