Ciao a tutti
In un impianto TT se avviene un corto fase-terra in una presa e il differenziale non funziona correttamente,
l'interruttore magnetotermico Curva C 16 A, per intervenire che resistenza massima di terra deve avere?
20 ohm +0-?
Grazie
corto fase-terra
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Mike
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driano52 ha scritto:20 ohm +0-
Da dove li hai dedotti ?
Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
- Albert Einstein
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Ho commesso un errore volevo scrivere 10 ohm
comunque
I=V/R 230/10=23 A
comunque
I=V/R 230/10=23 A
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Se volessi attuare la protezione dai contatti indiretti, attraverso l'interruzione automatica dell'alimentazione, in sistema TT, con magnetotermico da 16A, stando dentro la curva di sicurezza, dovresti avere una Rt pari a 3 ohm, infatti:

Ma questo sarebbe vero, se l'interruttore magnetotermico, sganciasse istantaneamente al suo valore di
, cosa assolutamente inverosimile. Infatti lo sgancio avviene per effetto joule (termico) sulla deformazione di una lamina bimetallica.
Per norma, i magnetotermici ad uso "civile" devono sicuramente intervenire entro un ora con una corrente di sovraccarico del 145%, nel caso del magnetotermico da 16A vuol dire che questi può intervenire certamente (anche dopo qualche minuto) con una corrente pari a circa 23,2A.
Se nella formula precedente sostituiamo i valori, avremo:

Ma parliamo di intervento non istantaneo, o comunque non garantibile entro i 5s (tempo che se non ricordo male é il massimo previsto per i circuiti di distribuzione) addirittura possibile entro 1 ora!
Il tempo di intervento é prerogativa imprescindibile, gli interruttori differenziali infatti, oltre alla protezione dai contatti indiretti (e diretti a seconda dei casi), aiutano a prevenire fenomeni di innesco di incendio in caso di guasti (soprattutto deboli, ad alta impedenza) verso terra.
Saluti

Ma questo sarebbe vero, se l'interruttore magnetotermico, sganciasse istantaneamente al suo valore di
, cosa assolutamente inverosimile. Infatti lo sgancio avviene per effetto joule (termico) sulla deformazione di una lamina bimetallica.Per norma, i magnetotermici ad uso "civile" devono sicuramente intervenire entro un ora con una corrente di sovraccarico del 145%, nel caso del magnetotermico da 16A vuol dire che questi può intervenire certamente (anche dopo qualche minuto) con una corrente pari a circa 23,2A.
Se nella formula precedente sostituiamo i valori, avremo:

Ma parliamo di intervento non istantaneo, o comunque non garantibile entro i 5s (tempo che se non ricordo male é il massimo previsto per i circuiti di distribuzione) addirittura possibile entro 1 ora!
Il tempo di intervento é prerogativa imprescindibile, gli interruttori differenziali infatti, oltre alla protezione dai contatti indiretti (e diretti a seconda dei casi), aiutano a prevenire fenomeni di innesco di incendio in caso di guasti (soprattutto deboli, ad alta impedenza) verso terra.
Saluti
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trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
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scusami
per la protezione dei contatti indiretti se ho capito bene devo applicare questa formula:
50/23.2
ma se parlo di contatti diretti posso applicare la formula:
230/23.2 ?
e poi scusami ammettiamo che ho una terra che misura 8 ohm
perché non posso applicare la seguente formula:
230/8=28,75 quindi un c16 in almeno un ora deve intervenire giusto?
Grazie
per la protezione dei contatti indiretti se ho capito bene devo applicare questa formula:
50/23.2
ma se parlo di contatti diretti posso applicare la formula:
230/23.2 ?
e poi scusami ammettiamo che ho una terra che misura 8 ohm
perché non posso applicare la seguente formula:
230/8=28,75 quindi un c16 in almeno un ora deve intervenire giusto?
Grazie
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La cosa più saggia e ritengo l' unica è sostituire il differenziale malfunzionante con un nuovo dispositivo.
I calcoli accademici sono fantastici finché rimangono tali ma poi quando si "gioca" con la vita delle persone le regole cambiano e diventano più severe.
Non si può e non si deve omettere dispositivi di sicurezza pensando di avere la soluzione alternativa (soprattutto se tale soluzione non è contemplata)
Poi ovviamente il mio è un consiglio ed ognuno è libero a casa propria di fare ciò che vuole.
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ma io non voglio omettere niente,è solo per capire in che casi scatta anche il magnet
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driano52 ha scritto:per la protezione dei contatti indiretti se ho capito bene devo applicare questa formula:
La formula é quella che tiene conto della massima tensione ammissibile sulle masse,
che nei luoghi ordinari é pari a 50 V.
driano52 ha scritto:ma se parlo di contatti diretti posso applicare la formula
Se parli di contatti diretti, puoi solamente utilizzare dispositivi con corrente differenziale nominale, uguale o inferiore a 30 mA, giammai un interruttore magnetotermico!
driano52 ha scritto:ammettiamo che ho una terra che misura 8 ohm
perché non posso applicare la seguente formula:
perché non ha alcun senso.
driano52 ha scritto:quindi un c16 in almeno un ora deve intervenire giusto?
Si, no, forse. E' probabile che entro quel termine sia già intervenuta un ambulanza o un mezzo dei VV.F.
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[10] Re: corto fase-terra
E' impressione mia o colgo un velo ironico nella tua affermazione?
Nel sistema TT, la protezione dai contatti indiretti la si fa con il rinforzo dell'isolamento o con gli interruttori differenziali.
Nel TN, l'anello di guasto é "metallico", il PE é collegato al neutro (centro stella di cabina), l'impedenza dello stesso é poca cosa e la dispersione verso terra diventa un corto fase/neutro generando normalmente correnti di corto circuito (ovviamente va considerata l'impedenza di guasto e la distanza) che per la maggiorparte dei circuiti possono essere rilevate ed aperte da interruttori magnetotermici. Tuttavia anche nel TN si impiegano i differenziali, proprio perché vanno fatte delle valutazioni specifiche anche in relazione al tipo di circuito da proteggere (distribuzione, terminale, ecc..).
Nel sistema TT, la protezione dai contatti indiretti la si fa con il rinforzo dell'isolamento o con gli interruttori differenziali.
Nel TN, l'anello di guasto é "metallico", il PE é collegato al neutro (centro stella di cabina), l'impedenza dello stesso é poca cosa e la dispersione verso terra diventa un corto fase/neutro generando normalmente correnti di corto circuito (ovviamente va considerata l'impedenza di guasto e la distanza) che per la maggiorparte dei circuiti possono essere rilevate ed aperte da interruttori magnetotermici. Tuttavia anche nel TN si impiegano i differenziali, proprio perché vanno fatte delle valutazioni specifiche anche in relazione al tipo di circuito da proteggere (distribuzione, terminale, ecc..).
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