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Messaggioda Foto Utenteadmin » 7 set 2005, 1:21

Una domanda iniziale, apparentemente innocua ha suscitato una serie di vivaci interventi, indubbiamente interessanti ed anche per certi aspetti sorprendenti.
Si è però andati oltre la domanda e qualcuno ha osservato che chi ha aperto il topic non ha ottenuto la risposta desiderata.
In realtà Domenico l'ha fornita: la durata di vita di un interruttore è data dal numero di manovre possibili, non dagli anni di installazione. Cita il catalogo della Simemens dove è riportato il numero di 20000 alla corrente e tensione nominali. Non essendo un cottattore, l’MTD ha, da questo punto di vista una durata illimitata. Forse dovrebbero anche essere conteggiate le manovre conseguenti ad un cortocircuito dove la sollecitazione termica è maggiore, eventi che pure non sono frequentissimi. Dai cataloghi non si rileva nulla; non ho sottomano le norme relative per controllare se dicono qualcosa in proposito.
La domanda era partita anche dalla considerazione sull’affidabilità o meno della prova del differenziale con pulsante predisposto. A questo proposito è bene precisare che il test del differenziale prova unicamente la funzionalità del dispositivo, cioè la sua capacità di intervenire per il prefissato valore di corrente differenziale. Se il test funziona, il differenziale è a posto. Questo però non significa che sia coordinato con l’impianto di terra in quanto il test non manda a terra alcuna corrente. Quindi, da questo punto di vista, il test non è un controllo della funzionalità dell’impianto di terra, indipendentemente dal fatto che sia nuovo o vecchio. Chi dice che il test è inaffidabile probabilmente si riferisce al fatto che non si tratta del controllo decisivo per quanto concerne la sicurezza.
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Messaggioda Foto Utente6367 » 9 set 2005, 0:06

Il dispositivo di prova sul differenziale, serve solo a verificare che non sia "morto".
In realtà ha un'altra funzione ancora più importante: serve a tenerlo "allenato" ed evitare fenomeni di "incollamento".
Per questo è necessario manutenere il prorio differenziale pigiando spesso quel pulsantino.
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Messaggioda Foto UtenteMike » 9 set 2005, 12:41

6367 ha scritto:Il dispositivo di prova sul differenziale, serve solo a verificare che non sia "morto".
In realtà ha un'altra funzione ancora più importante: serve a tenerlo "allenato" ed evitare fenomeni di "incollamento".
Per questo è necessario manutenere il prorio differenziale pigiando spesso quel pulsantino.


State dicendo le stesse cose. Il riferimento di Admin riguardava proprio il test inteso come prova di intervento del differenzale effettuata con apposito strumento e non il tasto di prova.
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Messaggioda Foto Utente6367 » 12 set 2005, 17:45

la durata di vita di un interruttore è data dal numero di manovre possibili, non dagli anni di installazione


In realtà non è proprio così.
Soprattutto per un differenziale, gli anni passati invecchiano non poco l'interruttore sino a renderlo del tutto inefficace.
Ma soprattutto sono le condizioni di installazione a decidere sulla sua durata: polvere, umidità, vapori... incidono parecchio sulle sue condizioni di salute.
Ed anche la sedentarietà: un interruttore differenziale non mantenuto allenato tramite il pulsantino di test rischia di andare fuori servizio molto più facilmente di un interruttore mantenuto allenato.

In ambito normativo e paranormativo, si è discusso alungo se inserire una data di "scadenza" per gli interruttori (in particolare i differenziali), eventualmente diversa a seconda delle possibili diverse condizioni di installazione, ma non si è ma raggiunto un accordo.
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Messaggioda Foto Utenteadmin » 12 set 2005, 23:57

In realtà non è proprio così.

Be', prendendo alla lettera la frase, sono d'accordo. Di eterno non c'è nulla, ed anche senza usare un aggettivo temporalmente così drastico, tutte le condizioni che tu elenchi, certamente deteriorano l'apparecchio.
Io intendevo semplicemente dire, come poi anche tu hai osservato, che non c'è un decadimento di prestazioni ben definito attribuibile all'età, né, tantomeno, una data di scadenza. La decisione di sostituire il dispositivo, spetta in definitiva al tecnico, che ne controlla visivamente e strumentalmente l'aspetto e la funzionalità.
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