Voglio precisare che è semplice curiosità da parte di chi ha solo il diploma di licenza media conseguito con fatica.
Ho notato che Il rame non è attratto minimamente da un magnete.
Quindi un rotore di bobine di rame che scorresse su dei magneti non dovrebbe trovare resistenza alla rotazione.
E' possibile che le bobine producano la stessa elettricità che un piccolo motorino elettrico, dalle dimensioni opportune, consuma ?
Magari utilizzando per il rotore un cuscinetto a levitazione magnetica ?
Ho detto un'eresia ?
Sono mai stati fatti esperimenti di questo tipo o simili ?
Se si, qual è il miglior risultato raggiunto ?
1 = 1 : eresia ?
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IsidoroKZ,
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Non riesco ad immaginare la struttura che hai in mente, ma mi sembra di capire che vorresti ottenere energia elettrica usando come motore primo un motore elettrico. Il quale motore pilota un generatore elettrico dal cui pensi di ottenere la stessa energia assorbita dal motore. E questo è impossibile. Lo vieta il secondo principio della termodinamica. Ogni trasformazione energetica avviene in modo tale che una parte dell'energia disponibile va persa irrimediabilmente. Non si possono avere macchine a rendimento unitario e non può esistere il moto perpetuo. Il secondo principio della dinamica non è stato ancora smentito. Ma senza scomodare l'entropia la nostra semplice sensazione, anche se dobbiamo dire molte volte ci inganna, ci fa sentire che in un motore che alimenta se stesso c'è qualcosa che non va.
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Ho trovato questo su wikipedia. Che significa ?
"Originariamente, si considerava "moto perpetuo" un moto che si mantenesse costante nel tempo senza intervento
esterno, in quanto prima della formulazione newtoniana delle leggi della dinamica si riteneva che un corpo
per muoversi avesse sempre bisogno di apporto di energia; tuttavia oggi questa definizione non è considerata
rigorosa in quanto sono stati trovati esempi di moto indefinito, ad esempio il moto degli elettroni a livello
atomico ed il moto dei corpi celesti."
"Originariamente, si considerava "moto perpetuo" un moto che si mantenesse costante nel tempo senza intervento
esterno, in quanto prima della formulazione newtoniana delle leggi della dinamica si riteneva che un corpo
per muoversi avesse sempre bisogno di apporto di energia; tuttavia oggi questa definizione non è considerata
rigorosa in quanto sono stati trovati esempi di moto indefinito, ad esempio il moto degli elettroni a livello
atomico ed il moto dei corpi celesti."
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Questo è il link a cui ti riferisci
http://it.wikipedia.org/wiki/Moto_perpetuo
Io non ho una conoscenza adeguata per rispondere con proprietà.
Mi limito ad osservare che qui si entra nel terreno della meccanica quantistica, dove l'energia può nascere dal nulla. Del resto, ammesso che si possa dire "prima", prima del big-bang c'era il nulla, e dopo il bing il big bang c'è il nostro universo con tutta la massa e l'energia che possiede. Siamo su un campo in cui la parola definitiva non è stata certamente messa e chissà se mai si potrà mettere. Le macchine utili che siamo in grado di costruire sono strutture molto meno incerte ed ubbidiscono alle leggi che sono state enunciate, in particolare il primo ed il secondo principio della termodinamica.
Sempre restando nel link voglio farti notare come si concludono le definizioni dei moti perpetui "ammessi"
Per quello di prima specie (che viola il primo principio) : [..]da essi non è fisicamente possibile estrarre energia gratuita.
Per quello di seconda specie (che viola il secondo principio):[..] Di conseguenza sono possibili violazioni del secondo principio, sia pure con probabilità piccolissima; quella che resta esclusa è la possibilità di provocare tali violazioni in modo riproducibile e quindi utilizzabile.
Penso che dovrebbero bastare per rendersi conto di avere ben poche speranze di poter costruire, in base a questi principi, macchine di una qualche utilità.
Ad ogni modo, come ho detto, non ho certo la preparazione per una sentenza certa su questi temi. Spero che un qualche fisico preparato possa leggere questo topic ed intervenire per fare chiarezza. Non so quante probabilità abbiamo di intercettarlo, penso comunque maggiori di quella di poter creare un motore che faccia qualcosa di utile alimentando se stesso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Moto_perpetuo
Io non ho una conoscenza adeguata per rispondere con proprietà.
Mi limito ad osservare che qui si entra nel terreno della meccanica quantistica, dove l'energia può nascere dal nulla. Del resto, ammesso che si possa dire "prima", prima del big-bang c'era il nulla, e dopo il bing il big bang c'è il nostro universo con tutta la massa e l'energia che possiede. Siamo su un campo in cui la parola definitiva non è stata certamente messa e chissà se mai si potrà mettere. Le macchine utili che siamo in grado di costruire sono strutture molto meno incerte ed ubbidiscono alle leggi che sono state enunciate, in particolare il primo ed il secondo principio della termodinamica.
Sempre restando nel link voglio farti notare come si concludono le definizioni dei moti perpetui "ammessi"
Per quello di prima specie (che viola il primo principio) : [..]da essi non è fisicamente possibile estrarre energia gratuita.
Per quello di seconda specie (che viola il secondo principio):[..] Di conseguenza sono possibili violazioni del secondo principio, sia pure con probabilità piccolissima; quella che resta esclusa è la possibilità di provocare tali violazioni in modo riproducibile e quindi utilizzabile.
Penso che dovrebbero bastare per rendersi conto di avere ben poche speranze di poter costruire, in base a questi principi, macchine di una qualche utilità.
Ad ogni modo, come ho detto, non ho certo la preparazione per una sentenza certa su questi temi. Spero che un qualche fisico preparato possa leggere questo topic ed intervenire per fare chiarezza. Non so quante probabilità abbiamo di intercettarlo, penso comunque maggiori di quella di poter creare un motore che faccia qualcosa di utile alimentando se stesso.
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Ciao a tutti,
mi pare di capire che per ottenere un sistema che si "autoalimenti" tu voglia - direi giustamente - rendere nulle le perdite.
Mi pare altresi' di capire che tu localizzi le perdite del generatore nella resistenza - meccanica - del solo cuscinetto che permette la rotazione dell'indotto di bobine di rame (infatti hai pensato di sostituire un normale cuscinetto con una sorta di sospensione magnetica).
Se quello che credo di aver capito e' corretto, posso solo sottolinearti che un generatore (o motore) come quello che descrivi ha ancora molte altre fonti di perdita (fossero solo considerate le perdite per correnti parassite e resistenza che rappresentano un attrito a livello atomico, minimizzabili ma non annullabili). Perche' la causa di ogni male pare essere l'attrito, in qualsiasi forma esso si manifesti (anche se molto spesso non consideriamo che senza attrito non potremmo camminare, non potremmo far sollevare al nostro robottino un bicchiere, non avremmo la frenatura a resistenza della nostra funivia, etc.).
Solo un ultimo appunto, giusto per non filosofeggiare troppo: diceva il mio prof. di macchine elettriche all'universita' che "...noi ingegneri abbiamo il puzzo sotto il naso e che, proprio perche' abbiamo gli strumenti di misura piu' precisi di tutto il regno ingegneristico, la misura del rendimento di una macchina elettrica ce la facciamo coi nostri ferri del mestiere, piuttosto che usare surrogati meccanici...".
Quindi, se e' vero che il rendimento e' sempre calcolato come rapporto fra energia assorbita ed energia resa, supporremo sempre che l'energia resa sia pari a quella assorbita meno le perdite - o equivalentemente - che quella assorbita sia pari a quella resa meno le perdite.
Se la nostra macchina e' un motore misureremo l'energia elettrica assorbita (ENERGIA ASSORBITA Ea) e le perdite (nel rame, nel ferro, etc. Epe) ed il rendimento Ea-Epe/Ea come si vede non potra' MAI essere superiore od uguale ad uno.
W i principi della termodinamica!!
Andrea
mi pare di capire che per ottenere un sistema che si "autoalimenti" tu voglia - direi giustamente - rendere nulle le perdite.
Mi pare altresi' di capire che tu localizzi le perdite del generatore nella resistenza - meccanica - del solo cuscinetto che permette la rotazione dell'indotto di bobine di rame (infatti hai pensato di sostituire un normale cuscinetto con una sorta di sospensione magnetica).
Se quello che credo di aver capito e' corretto, posso solo sottolinearti che un generatore (o motore) come quello che descrivi ha ancora molte altre fonti di perdita (fossero solo considerate le perdite per correnti parassite e resistenza che rappresentano un attrito a livello atomico, minimizzabili ma non annullabili). Perche' la causa di ogni male pare essere l'attrito, in qualsiasi forma esso si manifesti (anche se molto spesso non consideriamo che senza attrito non potremmo camminare, non potremmo far sollevare al nostro robottino un bicchiere, non avremmo la frenatura a resistenza della nostra funivia, etc.).
Solo un ultimo appunto, giusto per non filosofeggiare troppo: diceva il mio prof. di macchine elettriche all'universita' che "...noi ingegneri abbiamo il puzzo sotto il naso e che, proprio perche' abbiamo gli strumenti di misura piu' precisi di tutto il regno ingegneristico, la misura del rendimento di una macchina elettrica ce la facciamo coi nostri ferri del mestiere, piuttosto che usare surrogati meccanici...".
Quindi, se e' vero che il rendimento e' sempre calcolato come rapporto fra energia assorbita ed energia resa, supporremo sempre che l'energia resa sia pari a quella assorbita meno le perdite - o equivalentemente - che quella assorbita sia pari a quella resa meno le perdite.
Se la nostra macchina e' un motore misureremo l'energia elettrica assorbita (ENERGIA ASSORBITA Ea) e le perdite (nel rame, nel ferro, etc. Epe) ed il rendimento Ea-Epe/Ea come si vede non potra' MAI essere superiore od uguale ad uno.
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Andrea
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induttanza
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