Ho capito soltanto ora cosa intendevi dirmi,
se è così allora forse conviene usare un componente non proprio per infrarossi ma un normale fototransistor per luce visibile, tipo questo:
http://docs-europe.electrocomponents.co ... 8b447e.pdf
Questo componente comincia a percepire una lunghezza d' onda di circa 1000nm per la quale ha una Srel del 5% mentre a 700nm la sua risposta è dell' 80%, tra l'altro il grafico in questo range è lineare.
Potrebbe essere utilizzato con successo?
Progetto elettroutensile a batteria
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Le misure per determinare i range le faccio appena identifichiamo il componente corretto.
Stavo proprio ora cercando in giro altri tipi di sonde, ma le uniche che arrivano a quelle temerature sono le termocoppie che meccanicamente non si possono adattare.
Ora mi metto alla ricerca di fototransistor simili a quello, quando ho finito invio i link ai datasheet così procediamo.
Quando mi arrivano faremo tutte le prove necessarie.
Grazie!
Stavo proprio ora cercando in giro altri tipi di sonde, ma le uniche che arrivano a quelle temerature sono le termocoppie che meccanicamente non si possono adattare.
Ora mi metto alla ricerca di fototransistor simili a quello, quando ho finito invio i link ai datasheet così procediamo.
Quando mi arrivano faremo tutte le prove necessarie.
Grazie!
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Ciao a tutti, ciao David.
Sto leggendo con interesse le vostre riflessioni e, se permettete, vorrei fare un passo indietro rispetto al punto dove siete arrivati per analizzare un po' meglio l'idea di David, quella di dedurre la temperatura del tubetto misurandone le resistenza elettrica che sicuramente è funzione della temperatura. A me non sembra una cattiva idea: qualche tempo fa pensai la stessa cosa per controllare la temperatura del vecchio saldatore senza aggiungere sonde. Non ho mai realizzato il controllo per mancanza di tempo ma feci delle prove e vidi che la resistenza del saldatore dipendeva tantissimo dalla temperatura e mi convinsi quindi che la cosa è fattibile.
Vorrei chiedere a David per quale motivo intende utilizzare una batteria e non un opportuno trasformatore: così le condizioni sarebbero sempre le stesse ed inoltre la forte corrente del secondario, essendo alternata, potrebbe essere facilmente misurata con un TA.
Sto leggendo con interesse le vostre riflessioni e, se permettete, vorrei fare un passo indietro rispetto al punto dove siete arrivati per analizzare un po' meglio l'idea di David, quella di dedurre la temperatura del tubetto misurandone le resistenza elettrica che sicuramente è funzione della temperatura. A me non sembra una cattiva idea: qualche tempo fa pensai la stessa cosa per controllare la temperatura del vecchio saldatore senza aggiungere sonde. Non ho mai realizzato il controllo per mancanza di tempo ma feci delle prove e vidi che la resistenza del saldatore dipendeva tantissimo dalla temperatura e mi convinsi quindi che la cosa è fattibile.
Vorrei chiedere a David per quale motivo intende utilizzare una batteria e non un opportuno trasformatore: così le condizioni sarebbero sempre le stesse ed inoltre la forte corrente del secondario, essendo alternata, potrebbe essere facilmente misurata con un TA.
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BrunoValente
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- Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48
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(x bruno valente)
In realta' la misura della resistenza era uno dei metodi che abbiamo esaminato e che e' stato poi
scartato dopo la precisazione di davidde sulla variabilita' nelle dimensioni dei pezzi da
trattare (che comporta variazioni anche nei valori di resistenza).
Circa l'alternata, credo che l'utensile debba essere autonomo ( ma potra' precisare meglio
davidde)
In realta' la misura della resistenza era uno dei metodi che abbiamo esaminato e che e' stato poi
scartato dopo la precisazione di davidde sulla variabilita' nelle dimensioni dei pezzi da
trattare (che comporta variazioni anche nei valori di resistenza).
Circa l'alternata, credo che l'utensile debba essere autonomo ( ma potra' precisare meglio
davidde)
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Un saluto a g.schgor, a tutti i partecipanti ed un benvenuto a Bruno!
Prima di passare all' approfondimento tecnico ci tengo a farvi sapere quanto siano motivanti la vostra compagnia, i vostri consigli, la vostra esperienza e disponibilità! Mi stanno facendo crescere molto dal punto di vista tecnico ed ormai sono convinto che il vostro aiuto sia veramente insostituibile. Un ringraziamento lo voglio rivolgere anche agli ideatori e promotori del portale che mettono a disposizione una risorsa così preziosa.
Veniamo al dunque, ho riletto attentamente il topic dall' inizio e mi sono reso conto di non avervi ancora trasmettesso la visione generale del progetto causa soprattutto la mancanza di disegni riguardanti la meccanica della pinza. Questi disegni non li ho ancora, al più presto vi invierò almeno quelli riguardanti il supporto del riscaldatore poiché il collocamento della sonda risulta complicato e mi interesserebbe conoscere il vostro punto di vista.
Ho passato parecchie ore alla ricerca dei fototransistor più idonei ma effettivamente le alternative non sono molte. Eccovi gli unici due componenti selezionati:
http://docs-europe.electrocomponents.co ... 8b447e.pdf
http://docs-europe.electrocomponents.co ... 8b4436.pdf
In merito all' osservazione di Bruno voglio sottolineare un' aspetto.
Il progetto della pinza parte dal presupposto che l'alimentazione sia a seguito dell' operatore in modo da potergli dare la massima libertà di operazione, questo utensile dovrà infatti poter lavorare all' aperto lontano da prese di alimentazione ed in ambienti a volte umidi. L' utilizzo di un trasformatore è quindi da escludere poiché richiederebbe l' uso di scomode prolunghe.
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione una "nuova idea" che mi è venuta in mente oggi. La propongo per sapere se secondo voi è da preferire o meno all' utilizzo dei fototransistor.
Il riscaldatore come già detto è un tubo, il diametro interno è di 2 mm. Sarebbe possibile realizzare due supporti isolanti (in ceramica) applicati alle estremità del tale che fungano da ulteriore supporto per un filo metallico in tungsteno che svolgerà la funzione di sonda.
Il vantaggio di questa soluzione sarebbe quello di essere applicato direttamente sull' asse del tubo percorrendolo per tutta la sua lunghezza, avrebbe l' ulteriore vantaggio di non essere percorso da forte corrente. per contro però avrebbe lo svantaggio di introdurre un ritardo nella misura poiché completamente isolato dal riscaldatore.
Cosa ne pensate?
Ciao e grazie!
David
Prima di passare all' approfondimento tecnico ci tengo a farvi sapere quanto siano motivanti la vostra compagnia, i vostri consigli, la vostra esperienza e disponibilità! Mi stanno facendo crescere molto dal punto di vista tecnico ed ormai sono convinto che il vostro aiuto sia veramente insostituibile. Un ringraziamento lo voglio rivolgere anche agli ideatori e promotori del portale che mettono a disposizione una risorsa così preziosa.
Veniamo al dunque, ho riletto attentamente il topic dall' inizio e mi sono reso conto di non avervi ancora trasmettesso la visione generale del progetto causa soprattutto la mancanza di disegni riguardanti la meccanica della pinza. Questi disegni non li ho ancora, al più presto vi invierò almeno quelli riguardanti il supporto del riscaldatore poiché il collocamento della sonda risulta complicato e mi interesserebbe conoscere il vostro punto di vista.
Ho passato parecchie ore alla ricerca dei fototransistor più idonei ma effettivamente le alternative non sono molte. Eccovi gli unici due componenti selezionati:
http://docs-europe.electrocomponents.co ... 8b447e.pdf
http://docs-europe.electrocomponents.co ... 8b4436.pdf
In merito all' osservazione di Bruno voglio sottolineare un' aspetto.
Il progetto della pinza parte dal presupposto che l'alimentazione sia a seguito dell' operatore in modo da potergli dare la massima libertà di operazione, questo utensile dovrà infatti poter lavorare all' aperto lontano da prese di alimentazione ed in ambienti a volte umidi. L' utilizzo di un trasformatore è quindi da escludere poiché richiederebbe l' uso di scomode prolunghe.
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione una "nuova idea" che mi è venuta in mente oggi. La propongo per sapere se secondo voi è da preferire o meno all' utilizzo dei fototransistor.
Il riscaldatore come già detto è un tubo, il diametro interno è di 2 mm. Sarebbe possibile realizzare due supporti isolanti (in ceramica) applicati alle estremità del tale che fungano da ulteriore supporto per un filo metallico in tungsteno che svolgerà la funzione di sonda.
Il vantaggio di questa soluzione sarebbe quello di essere applicato direttamente sull' asse del tubo percorrendolo per tutta la sua lunghezza, avrebbe l' ulteriore vantaggio di non essere percorso da forte corrente. per contro però avrebbe lo svantaggio di introdurre un ritardo nella misura poiché completamente isolato dal riscaldatore.
Cosa ne pensate?
Ciao e grazie!
David
Ultima modifica di
davidde il 19 gen 2008, 13:23, modificato 1 volta in totale.
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Circa la sonda a filo di tungsteno: se e' termicamente isolata dalla zona che
si intende controllare, che sensore e' ?
Circa i fototransistor: dovrebbero essere adatti. Occorre pero' fare attenzione
a 2 problemi che possono procurare guai.
Il primo e' che va evitato che sia raggiunto dalla luce diurna (credo vada schermato
con un tubicino).
Il secondo che non deve scaldarsi (cambiando le caratteristiche del segnale in uscita)
Quindi va anche "isolato" termicamente.
si intende controllare, che sensore e' ?
Circa i fototransistor: dovrebbero essere adatti. Occorre pero' fare attenzione
a 2 problemi che possono procurare guai.
Il primo e' che va evitato che sia raggiunto dalla luce diurna (credo vada schermato
con un tubicino).
Il secondo che non deve scaldarsi (cambiando le caratteristiche del segnale in uscita)
Quindi va anche "isolato" termicamente.
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ecco le immagini riguardanti la testina della pinza:
Queste sono le immagini relative alla soluzione con il fototransistor:
Queste sono le immagini relative alla soluzione con il filo in tungsteno (o altro materiale):

Questi disegni rappresentano soltanto l' idea di fondo non tengono conto di tutti gli aspetti relativi alle connessioni elettriche che verranno prese in considerazione soltanto in un secondo momento.
Se poi, nonostante l' utilizzo obbligato della batteria sarebbe possibile risalire alla temperatura del riscaldatore escludendo l' uso di sensori, la soluzione risulterebbe interessante poiché semplificherebbe notevolmente la meccanica della testina.
Ciao e grazie.
David
Queste sono le immagini relative alla soluzione con il fototransistor:
Queste sono le immagini relative alla soluzione con il filo in tungsteno (o altro materiale):

Questi disegni rappresentano soltanto l' idea di fondo non tengono conto di tutti gli aspetti relativi alle connessioni elettriche che verranno prese in considerazione soltanto in un secondo momento.
Se poi, nonostante l' utilizzo obbligato della batteria sarebbe possibile risalire alla temperatura del riscaldatore escludendo l' uso di sensori, la soluzione risulterebbe interessante poiché semplificherebbe notevolmente la meccanica della testina.
Ciao e grazie.
David
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Si, g.schgor, la tua obbiezione in merito al filo di tungsteno è giusta, però se non erro qualunque sensore (o quasi) è elettricamente isolato dalla parte termica.
I problemi potrebbero nascere nel caso specifico perché alla sonda è richiesta una velocissima risposta, questo però non esclude il fatto che il filo potrebbe essere sufficientemente veloce ugualmente, basta ridurre il campo di misura sul quale andremo a tarare la risposta del circuito. Questa soluzione però introdurrebbe ritardi dovuti alle inerzie termiche della sonda che probabilmente falserebbero le misure. Effettivamente non credo sia il massimo!
Ne approfitto per inviarvi un filmato che fa vedere quanto rapida sia la reazione del riscaldatore in seguito al corto circuito su una batteria da 6V 7Ah:
Considerate che il contatto causa ossidazione dei terminali non avviene istantaneamente e che la batteria non è a piena carica.
I problemi potrebbero nascere nel caso specifico perché alla sonda è richiesta una velocissima risposta, questo però non esclude il fatto che il filo potrebbe essere sufficientemente veloce ugualmente, basta ridurre il campo di misura sul quale andremo a tarare la risposta del circuito. Questa soluzione però introdurrebbe ritardi dovuti alle inerzie termiche della sonda che probabilmente falserebbero le misure. Effettivamente non credo sia il massimo!
Ne approfitto per inviarvi un filmato che fa vedere quanto rapida sia la reazione del riscaldatore in seguito al corto circuito su una batteria da 6V 7Ah:
Considerate che il contatto causa ossidazione dei terminali non avviene istantaneamente e che la batteria non è a piena carica.
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Molto bello il filmato!
Per il sensore a tungsteno, ho detto termicamente isolato (quindi riceve il calore
solo per irraggiamento): tu stesso dici che questi introdurrebbe un ritardo inaccettabile
(ma credo che anche la misura della temperatura risulterebbe troppo approssimativa).
Sono curioso di vedere le prove con il fototransistor.
Per il sensore a tungsteno, ho detto termicamente isolato (quindi riceve il calore
solo per irraggiamento): tu stesso dici che questi introdurrebbe un ritardo inaccettabile
(ma credo che anche la misura della temperatura risulterebbe troppo approssimativa).
Sono curioso di vedere le prove con il fototransistor.
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