Buon anno a tutti ed un saluto particolare a Fonzar
Dopo anni di esperienze condivise con amici e colleghi e dopo convegni e corsi di formazione sulle normative a cui ho partecipato, pensavo di aver capito che differenza passa ma mi accorgo che esiste qualcuno che ha una convinzione diversa e quindi vado in crisi xche lui è un costruttore mentre io sono un povero perito elettrotecnico di 55 anni.
Allora per confermare o smentire le mie convinzioni vi chiedo :
Chi costruisce le UTA (Unità Trattamento Aria) assemblando meccanicamente la struttura ed il cassone nei vari comparti con i filtri e o i labirinti necessari, installa in uno di questi comparti il motore con la girante, qualche serranda motorizzata, un ignobile interblocco al comparto del ventilatore con finecorsa di sicurezza tenuto azionato ( contatto N.A.) dalla porta stessa (povere molle) ma senza cablare nemmeno un centimetro di cavo, cosa dovrebbe dichiarare secondo la Nuova direttiva Macchine ?
Ha capito che la ISO 12100-2 spiega che, se un componente meccanico si muove muovendo inevitabilmente un altro componente per contatto diretto o tramite elementi rigidi, questi componenti sono collegati nella cosiddetta “modalità positiva” che è chiesta per i comandi di sicurezza ?
Attendo con ansia la Vs opinione per capire se sono in errore io o lui che ha documentato questa "COSA" con una dichiarazione di Conformità e non di Incorporazione.
Grazi per il vs tempo
un saluto a tutti
Dichiarazione di conformità o di incorporazione ?
Moderatore:
Guerra
38 messaggi
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Certamente serve una dichiarazione di conformità!
poi dipende se è di conformità alla direttiva macchine, bassa tensione (alternative l'una all'altra) e/o PED (dipende da alcuni parametri che non stiamo qui ad elencare ora ma che escluderei dato che non ci sono frighi nell'elenco e quindi forse non ha funzione di deumidificare).
Di prassi queste unità sono considerate macchine da vari costruttori e, considerando il loro impiego, anche io propendo per questa scelta.
La progettazione delle UTA è volta alla scelta ed all'assempblaggio di parti che devono svolgere una loro precisa funzione; la valutazione dei rischi per le UTA è abbastanza complessa perché di fatto è minimo il rischio che qualcuno si tranci un dito con la girante ma al contrario i rischi correlati all'installazione possono essere molti e svariati e passiamo dall'incendio, alla caduta, allo scoppio e via discorrendo.
Chi appone il proprio nome in qualità di fabbricante ha per certo la responsabilità di immettere sul mercato un prodotto sicuro ed a norma di legge e, nel caso specifico, marcato CE.
L'anomalia di non cablare nemmeno un centimetro di cavo mi lascia perplesso: si intende che non viene collegato niente all'interno della UTA? eppure mi pare di capire che ci sono delle precise specifiche tecniche (contatto NA da impiegare, etc); per me è una insidiosa anomalia.
poi dipende se è di conformità alla direttiva macchine, bassa tensione (alternative l'una all'altra) e/o PED (dipende da alcuni parametri che non stiamo qui ad elencare ora ma che escluderei dato che non ci sono frighi nell'elenco e quindi forse non ha funzione di deumidificare).
Di prassi queste unità sono considerate macchine da vari costruttori e, considerando il loro impiego, anche io propendo per questa scelta.
La progettazione delle UTA è volta alla scelta ed all'assempblaggio di parti che devono svolgere una loro precisa funzione; la valutazione dei rischi per le UTA è abbastanza complessa perché di fatto è minimo il rischio che qualcuno si tranci un dito con la girante ma al contrario i rischi correlati all'installazione possono essere molti e svariati e passiamo dall'incendio, alla caduta, allo scoppio e via discorrendo.
Chi appone il proprio nome in qualità di fabbricante ha per certo la responsabilità di immettere sul mercato un prodotto sicuro ed a norma di legge e, nel caso specifico, marcato CE.
L'anomalia di non cablare nemmeno un centimetro di cavo mi lascia perplesso: si intende che non viene collegato niente all'interno della UTA? eppure mi pare di capire che ci sono delle precise specifiche tecniche (contatto NA da impiegare, etc); per me è una insidiosa anomalia.
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Ti ringrazio per la tua risposta.
Vorrei precisarti e confermarti che:
L'UTA ci è fornita dalla Ditta che stà realizzando l'impianto di clima in un reparto, non contiene nessun cablaggio elettrico ma semplicemente attuatori di serranda, valvole elettropneumatiche , 1 motore e 1 micro fissati meccanicamente e 2 plafoniere per illuminare il comparto motore e quello dei filtri , mentre il cablaggio elettrico con il relativo quadro di automazione sono stati realizzati da un'altra azienda non fornitrice del costruttore.Chi realizza l'impianto ha acquistato questa unità a catalogo gli è stata fornita priva di impianto elettrico.
Questa sarà pure una macchina come dici tu ma se il costruttore prevede come interblocco della porta del vano motore solo un finecorsa meccanico che resta azionato con la porta chiusa e ritiene che sia la premessa di un sistema di controllo efficace e conforme alle norme sui comandi ed interblocchi di sicurezza mi pare eccessivo.La EN ISO 13849-1, che sostituisce la EN 954-1, è la norma centrale per la progettazione dei sistemi di sicurezza nell'ambito della "Sicurezza delle macchine".
Che analisi del rischio hanno fatto ? se quel micro non apre tu entri nel vano motore con la macchina in funzione.
Questo è il motivo che mi ha indotto a chiedere un parere e sostenere che questa non è una macchina ma forse un quasi macchina e con una dichiarazione alquanto insufficente.
ciao
Grazie
Vorrei precisarti e confermarti che:
L'UTA ci è fornita dalla Ditta che stà realizzando l'impianto di clima in un reparto, non contiene nessun cablaggio elettrico ma semplicemente attuatori di serranda, valvole elettropneumatiche , 1 motore e 1 micro fissati meccanicamente e 2 plafoniere per illuminare il comparto motore e quello dei filtri , mentre il cablaggio elettrico con il relativo quadro di automazione sono stati realizzati da un'altra azienda non fornitrice del costruttore.Chi realizza l'impianto ha acquistato questa unità a catalogo gli è stata fornita priva di impianto elettrico.
Questa sarà pure una macchina come dici tu ma se il costruttore prevede come interblocco della porta del vano motore solo un finecorsa meccanico che resta azionato con la porta chiusa e ritiene che sia la premessa di un sistema di controllo efficace e conforme alle norme sui comandi ed interblocchi di sicurezza mi pare eccessivo.La EN ISO 13849-1, che sostituisce la EN 954-1, è la norma centrale per la progettazione dei sistemi di sicurezza nell'ambito della "Sicurezza delle macchine".
Che analisi del rischio hanno fatto ? se quel micro non apre tu entri nel vano motore con la macchina in funzione.
Questo è il motivo che mi ha indotto a chiedere un parere e sostenere che questa non è una macchina ma forse un quasi macchina e con una dichiarazione alquanto insufficente.
ciao
Grazie
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faustofossi
5 2 - Messaggi: 15
- Iscritto il: 10 set 2009, 12:52
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Ti rispondo anche io, che come il caso del tuo costruttore opero in un'azienda che costruisce macchine la cui parte meccanica viene prodotta da noi, mentre per l'impiantistica elettrica ci rivolgiamo a terzi.
Nel caso minimo (quasi macchina) noi forniamo la dichiarazione di conformità CE che richiama tutte le norme utilizzate nella progettazione. In aggiunta poi forniamo la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico redatta dalla ditta fornitrice.
Nel tuo caso specifico, sebbene personalmente non avrei fatto una cosa del genere, la 13849-1 non credo si applichi, o almeno noi come costruttori meccanici "stretti" non la consideriamo tra le norme da inserire nella marcatura CE.
PS.: Io progetto macchine per cartiere e ho visto macchine marcate CE senza un minimo di sicurezza se non dei cartelli di pericolo. E parlo di macchine che ti va bene se ti schiacci solo un dito.

Nel caso minimo (quasi macchina) noi forniamo la dichiarazione di conformità CE che richiama tutte le norme utilizzate nella progettazione. In aggiunta poi forniamo la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico redatta dalla ditta fornitrice.
Nel tuo caso specifico, sebbene personalmente non avrei fatto una cosa del genere, la 13849-1 non credo si applichi, o almeno noi come costruttori meccanici "stretti" non la consideriamo tra le norme da inserire nella marcatura CE.
PS.: Io progetto macchine per cartiere e ho visto macchine marcate CE senza un minimo di sicurezza se non dei cartelli di pericolo. E parlo di macchine che ti va bene se ti schiacci solo un dito.

Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità. Il cucchiaio non esiste. Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!
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Non esiste una macchina senza un costruttore (o meglio fabbricante)!
Se uno ti vende A SUO NOME una macchina con le sole parti meccaniche e poi incarica qualcuno di fare i collegamenti elettrici, sono solo affari suoi: la norma lo prevede e gli pone in capo il ruolo di costruttore.
Le EN 13849-1 sono certametne ed assolutamente applicabili, ma se ad esempio rendo non accessibile un vano con una protezione che non richieda circuiti (elettrici, pneumatici, idraulici o simili) allora non la si può usare.
Una ditta vi stà realizzando un impianto? forse sono loro i fabbricanti...
Ti sei accorto che qualcosa non va? Vizio palese! Ferma tutto e contesta (sono un rompiscatole).
Se uno ti vende A SUO NOME una macchina con le sole parti meccaniche e poi incarica qualcuno di fare i collegamenti elettrici, sono solo affari suoi: la norma lo prevede e gli pone in capo il ruolo di costruttore.
Le EN 13849-1 sono certametne ed assolutamente applicabili, ma se ad esempio rendo non accessibile un vano con una protezione che non richieda circuiti (elettrici, pneumatici, idraulici o simili) allora non la si può usare.
Una ditta vi stà realizzando un impianto? forse sono loro i fabbricanti...
Ti sei accorto che qualcosa non va? Vizio palese! Ferma tutto e contesta (sono un rompiscatole).
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Tu applichi una norma (es. EN 13849-1) per avere la presunzione di conformità ad una direttiva.
Un costruttore fornisce una UTA senza regolazione ed impianto elettrico.
L'installatore fa eseguire o esegue lui l'impianto con relativa regolazione della macchina fornita da te.
Tu in quanto costruttore di macchine fornisci la tua dichiarazione di conformità alle direttive applicabili tra le quali la DM ed eseguirai la tua analisi dei rischi etc...
Chi eseguirà l'impianto elettrico e regolazione dovrà a sua volta fornire una DdC alle direttive applicabili (ad es. Bassa Tensione).
Se fai un "Cerca" troverai già una discussione dell'argomento.
http://www.electroyou.it/phpBB2/viewtopic.php?f=20&t=21424
Un costruttore fornisce una UTA senza regolazione ed impianto elettrico.
L'installatore fa eseguire o esegue lui l'impianto con relativa regolazione della macchina fornita da te.
Tu in quanto costruttore di macchine fornisci la tua dichiarazione di conformità alle direttive applicabili tra le quali la DM ed eseguirai la tua analisi dei rischi etc...
Chi eseguirà l'impianto elettrico e regolazione dovrà a sua volta fornire una DdC alle direttive applicabili (ad es. Bassa Tensione).
Se fai un "Cerca" troverai già una discussione dell'argomento.
http://www.electroyou.it/phpBB2/viewtopic.php?f=20&t=21424
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
Per qualche dollaro in più
Per qualche dollaro in più
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Ecco finalmente
SERAFINO non sei un rompiscatole
hai suggerito quello che in effetti stò facendo ed almeno ora siamo in dua ad avere questa opinione.
Alla fine questa "COSA" sarà in esercizio in una realtà produttiva dove un datore di lavoro potrebbe trovarsi con
problemi da risolvere nonostante siano sbandierate dichiarazioni e targhe CE.
Grazie a tutti e buon lavoro
Fausto
SERAFINO non sei un rompiscatole
hai suggerito quello che in effetti stò facendo ed almeno ora siamo in dua ad avere questa opinione.
Alla fine questa "COSA" sarà in esercizio in una realtà produttiva dove un datore di lavoro potrebbe trovarsi con
problemi da risolvere nonostante siano sbandierate dichiarazioni e targhe CE.
Grazie a tutti e buon lavoro
Fausto
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faustofossi
5 2 - Messaggi: 15
- Iscritto il: 10 set 2009, 12:52
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Sono da un po' che non passo di qua e mi scuso con tutti...
Contribuisco anche io dicendo che il cassone con ventilatore filtri ecc. è una macchina ed è da marcare CE
C'è anche una norma tecnica (non armonizzata) EN 1886: “Ventilazione degli edifici. Unità di trattamento dell’aria. Prestazione meccanica"
salutoni a tutti
Contribuisco anche io dicendo che il cassone con ventilatore filtri ecc. è una macchina ed è da marcare CE
C'è anche una norma tecnica (non armonizzata) EN 1886: “Ventilazione degli edifici. Unità di trattamento dell’aria. Prestazione meccanica"
salutoni a tutti
ing. Ugo Fonzar - Aquileia (UD)
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Grazie per l'informazione faccio subito tesoro del riferimento normativo .
Ho avuto un proficuo incontro con i tecnici del costruttore ed alla fine ho capito da dove ha avuto origine il tutto.
Come al solito gli ultimi (i tecnici ) sono "beati" solo se chi li precede provvede nel modo adeguato.
Grazie a tutti
Ho avuto un proficuo incontro con i tecnici del costruttore ed alla fine ho capito da dove ha avuto origine il tutto.
Come al solito gli ultimi (i tecnici ) sono "beati" solo se chi li precede provvede nel modo adeguato.
Grazie a tutti
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faustofossi
5 2 - Messaggi: 15
- Iscritto il: 10 set 2009, 12:52
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faustofossi ha scritto:gli ultimi (i tecnici ) sono "beati" solo se chi li precede provvede nel modo adeguato
questa me la segno!
grazie Fausto
:)
ing. Ugo Fonzar - Aquileia (UD)
38 messaggi
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