Inserzione protezione direzionale di fase 67
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
11 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
0
voti
Salve a tutti c'è qualcuno che potrebbe aiutarmi (spiegandomelo o indicandomi da dove poterlo capire) lo schema di inserzione di una protezione direzionale 67 in quadratura o a 30 gradi! grazie
0
voti
credo che intendi la massima corrente direzionale di fase. L'inserzione della protezione è molto semplice, ci saranno i classici 6 morsetti per gli ingressi amperometrici dai TA e 4 morsetti per gli ingressi voltmetrici da TV fase - terra (una fase per morsetto e in genere anche il neutro ). Io di questo tipo di relè ho usato sempre Thytronic , le poche volte che è capitato. Utilizzando quel tipo di relè il modo piu semplice per determinare il settore di intervento è prendere come grandezza di riferimento (detta grandezza polarizzante) rispetto alla corrente di fase la tensione concatenata delle altre due fasi. Se ti colleghi al sito Thytronic e scarichi il manuale del NA60 ti leggi la parte relativa alla protezione di massima corrente di fase trovi tutto
http://www.thytronic.it/index.asp?menu= ... dotto&id=6
leggiti il modo di funzionamento con I modulo
http://www.thytronic.it/index.asp?menu= ... dotto&id=6
leggiti il modo di funzionamento con I modulo
0
voti
Allego un diagramma vettoriale che avevo mandato a Thytronic per chiedere conferma della correttezza della taratura della funzione direzionale di fase
- Allegati
-
VETTORI.pdf- (8.99 KiB) Scaricato 706 volte
0
voti
Massimo scusami se la domanda è banale ma la bobina voltmetrica di un rele' direzionale di fase 67 a differenza di una bobina voltmetrica di un normale wattmetro (in cui si aggiunge un R elevatissima) è praticamente R=wL giusto?
0
voti
I relè che costruiscono adesso non hanno vincoli “elettromeccanici” in quanto i dati sono elaborati con sistemi logici e credo che ogni costruttore abbia le sue accortezze per arrivare al risultato finale. Ovvero a definire le relazioni angolari tra tensioni e correnti di fase. Poi in corrente alternata la parola direzionale puo essere definita abbastanza ambigua , in genere si considera positiva la direzione di un vettore che rispetto a uno di riferimento è posto con un angolo di piu o meno 90 gradi, negativo con angolo maggiore. Per fare questo si misurano in modulo e fase corrente e tensione. Poi a secondo del modello si adottano quelli ,che secondo quanto dicono i costruttori di relè, forniscono la coppia massima di scatto. Nell’esempio del modo di funzionamento che avevo utilizzato qualche anno fa il settore di intervento era determinato da quell’angolo theta che si impostava nei parametri del relè. Però ora sono in ufficio e non ho a disposizione nessun libro che spiega i fondamenti teorici del funzionamento generale (quelli specifici sono caratteristica propria di ogni costruttore come anche l’impostazione dei parametri), a casa però ho numerosi libri e oggi ci do un’occhiata poi ti dico qualcosa, poi tanto oggi devo tornare qui , però il web blocker aziendale dal mezzogiorno di sabato fino a lunedi mattina mi oscura internet , va beh semmai ti scrivo lunedi mattina
0
voti
Io sono un semplice utente, capire i meccanismi che regolano le impostazioni dei relè che sono quotidianamente utilizzati (relè di massima corrente , di guasto a terra direzionali o no, voltmetrici o di interfaccia) è un fatto consolidato, piu che altro per abitudine ed assuefazione in quanto sono sempre presenti nelle normali cabine di utente e chiunque finisce per conoscerli decentemente suo malgrado . I relè direzionali di massima corrente sono assai piu rari da utilizzare. In passato ci è capitato di usarli nelle cabine con distribuzione ad anello ,ma in quel caso la parte di impostazione e studio viene fatta dal servizio tecnico del costruttore delle protezioni, e in altri limitati casi (ad esempio la CEI 0-16 la prevede per gli utenti attivi con rilevante potenza installata per evitare scatti per guasti su linee esterne). In quei pochi casi che viene utilizzata e impostata dall’utente è sempre bene chiedere conferma al costruttore del relè se quello che si intende impostare corrisponde allo scopo che ci siamo prefissati. In realtà non sarebbe un mio compito ma è fatto arcinoto che davanti alla taratura delle protezioni i progettisti delegano volentieri all’installatore che a sua volta passa il cerino a chi costruisce il quadro. I due tipi di collegamento a cui facevi riferimento, 90° in ritardo e 30° gradi in ritardo, sono quelli che vengono utilizzati per avere l’angolo di massima coppia in funzione del tipo di guasto e dello sfasamento della corrente. Immagino che sia il microprocessore che stabilisca il tipo di grandezze da comparare per ottenere la massima sensibilità del relè Nei moderni relè gli ingressi voltmetrici e amperometrici permettono ogni tipo di funzionamento , in quanto la protezione ha a disposizione tutte le correnti di fase e tutte le tensioni, sia di fase che concatenate. Essendo relè elettronici non hanno nessuna difficoltà ad avere una memoria di tensione (vedi relativa voce del manuale NA60 pag139 )che permette avere presente la grandezza polarizzante , ovvero la tensione , anche in presenza di cortocircuiti nelle vicinanze che tendono ad azzerare la tensione. La tensione fittizia che viene creata immagino che quindi non cambi posizione durante il guasto rispetto al regime normale assicurando l’affidabilità dell’intervento rispetto ai valori impostati. Come utente a me interessa stabilire quali parametri devo settare e come farlo e ,visto che sono argomenti non usuali, chiedere conferma agli specialisti se è corretto. Sicuramente è d’obbligo in questi casi rivolgersi a chi i relè li costruisce . I liberi da consultare sono “ Le protezioni elettriche, teoria e applicazioni ” di Lanzi (Nuova italia scientifica o edizioni Patron) e “Le protezioni dei sistemi elettrici di potenza” di Pratesi ed. Cei
0
voti
mentre cercavo un'altra cosa ho trovato il manuale di un relè direzionale "vecchio tipo" non a microprocessore credo possa esserti utile darci un'occhiata
http://www.thytronic.it/download/DSB-16-11-98.pdf
http://www.thytronic.it/download/DSB-16-11-98.pdf
11 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 100 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



