6367 ha scritto: Circa la "proposta" di un ribilanciamento tariffario (non solo come kWh ma anche come costo fissa della potenza impegnata in kW), essa mi vede perfettamente d'accordo!

Come farla? dove?
Si potrebbe (secondo me) farla in diversi modi ma soprattutto COORDINANDO le diverse offerte. Ti faccio un esempio che mi era venuto in mente in questi giorni: se si adottassero massicciamente scaldabagni a pompa di calore si riuscirebbe a rendere gli scaldabagni elettrici competivi con quelli a gas.
Le tariffe attualmente sono più o meno (escluso installazione): 250 euro per scaldabagno elettrico tradizionale e scaldabagno a metano (solo acqua, no riscaldamento), con quest'ultimo che va a 300 per i modelli più pregiati (e sicuri). Scaldabagno a pompa di calore: dai 600 in su che, lasciato a se stesso, lo pone automaticamente fuori gioco (è importante anche capire perché: la gente COMPRA SULL'UNGHIA, non investe; per le possibilità economiche che può realmente gestire, l'uovo oggi vince sempre sulla gallina di domani e sulle uova di dopodomani - e questo vale anche per le tecnologie di efficienza e risparmio energetico che sono la classica "gallina di domani" pagata però subito mentre è ancora un uovo).
Cosa si potrebbe fare per incentivare l'uso (per esempio) dello scaldabagno a pompa? Farlo installare a prezzi agevolati (e rateizzati) dalle stesse aziende elettriche. E questo è un possibile passo.
Un secondo passo sarebbe L'UNIFICAZIONE VOLONTARIA O FORZATA delle aziende elettriche E del gas in un unico fornitore pubblico, mandando a quel paese esplicitamente, se lo richiedono, tutte quelle raccomandazioni interessate all'ultraprivatizzazione di ogni servizio pubblico possibile e immaginabile (una politica, mi sia permesso di dirlo, tra le più imbecilli che siano mai state proposte dall'Unione Europea). Con un unico ente che gestisce ENTRAMBE le fonti di energia si potrebbero concertare ottimizzazioni d'uso dell'una o dell'altra che finché rimangono gestiti separatamente da aziende diverse, con diversi gruppi di azionisti con cui fare i conti, non si riuscirà mai a fare come si deve. Una politica dei prezzi e degli incentivi che "guidi" la convenienza d'uso di una fonte di energia piuttosto che dell'altra non è qualcosa che nasce "spontaneamente" dal libero mercato ma solo, dove occorre, da una sua ferrea regolamentazione. Una regolamentazione che può essere anche un pugno di ferro in un guanto di velluto ma che sia soprattutto in grado di far sentire, quando occorre, proprio il pugno con tanti saluti al guanto...
E' contro il "libero mercato"? Tanto peggio per lui...
Ciao
Piercarlo