misurazione corrente alternata con risultati diversi

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 17 feb 2013, 20:48

Leo43 ha scritto:E qui vengono i miei problemi, in quanto con ben tre strumenti, e precisamente con un Fluke 189, un Philips PM2525 ed un Vichy 8145, misuro una corrente assorbita di circa 480mA, pari ad un consumo di circa 106W considerando una "teorica" tensione di 220Vca (VxI=W), mentre con altri tre strumenti, e precisamente un Pantec 5100, un Batronix M240 ed un glorioso ICE 680R, misuro una corrente assorbita di circa 250mA, pari ad un consumo di circa 55W nelle medesime condizioni.


La differenza tra i due gruppi di strumenti dipende dal tipo di conversione AC/DC effettuata: il Fluke 189, il Philips PM2525 e il Vici 8145 sono tutti e tre True RMS, come si può vedere dalle specifiche. Gli altri tre sono molto probabilmente voltmetri a valor medio (l'ICE di sicuro, gli altri due non li conosco).

Candy ha scritto: Uno strumento true RMS ma con basdo numero di campionature viene facilmente tratto in inganno.


La maggior parte dei voltmetri RMS non sono a campionamento. Ciò che talvolta viene tratto in inganno è l'autoranging, quando il valore efficace è molto più basso del valore di picco.
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[12] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteCandy » 17 feb 2013, 21:53

Foto UtenteDirtyDeeds ha scritto:La maggior parte dei voltmetri RMS non sono a campionamento. Ciò che talvolta viene tratto in inganno è l'autoranging, quando il valore efficace è molto più basso del valore di picco.


Si, questo è chiaro, e ne avevo pure fatto cenno in un post precedente. Ma non capisco cosa vuoi dure che lo strumento true RMS non è a campionamento: come viene fatta la misura, se non con dei campioni a tempo costante?

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[13] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 17 feb 2013, 22:20

Candy ha scritto:come viene fatta la misura, se non con dei campioni a tempo costante?


Nella maggior parte dei casi, in modo analogico. Ci sono integrati apposta che realizzano in modo analogico le operazioni necessarie per ottenere il valore efficace: per esempio l'AD637 è un classico (è utilizzato nell'Agilent 34401A).

I metodi per ottenere il valore efficace in bassa e media frequenza sono essenzialmente 3 (ce n'è un quarto usato nel campo delle radiofrequenze che fa uso di un rivelatore a diodo):

1) Trasferimento AC/DC per via termica: questo è il metodo migliore, anche come estensione della banda passante, ma è il più costoso. Viene utilizzato nei laboratori metrologici. In passato c'era anche qualche strumento commerciale che lo utilizzava, adesso non mi sembra.

2) Calcolo analogico (v. anche qui).

3) Calcolo su segnali campionati: un voltmetro che lo implementa è l'Agilent 3458A (be' questo implementa tre metodi diversi, ma con quello che costa se lo può permettere ;-) ). Sulle misure RMS a campionamento c'è un interessante brevetto della National Instruments dove viene utilizzata una finestratura per ridurre il fenomeno dello spectral leakage.

Direi che praticamente tutti i voltmetri low-cost impiegano il 2).
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[14] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 17 feb 2013, 22:41

Aggiungo ancora qualche curiosità sul metodo termico. Il trasferimento AC-DC nei laboratori metrologici è fatto con dei convertitori termici multigiunzione (delle termopile): un esempio è questo, primo articolo. Mi sembra che il costo del solo convertitore sia intorno ai 1000 €.

L'HP aveva fatto un voltmetro con convertitore termico (non so se ne ha fatti altri): qui, da p. 14, c'è la spiegazione.

La Linear Technology aveva fatto anche un integrato per la conversione termica da RMS a DC, l'LT1088, ma mi risulta ormai praticamente introvabile.
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[15] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteguzz » 17 feb 2013, 23:13

DirtyDeeds ha scritto:L'HP aveva fatto un voltmetro con convertitore termico (non so se ne ha fatti altri): qui, da p. 14, c'è la spiegazione.

nel corso di misure per l'automazione il prof diceva che esistono convertitori formati da una resistenza accoppiata ad una termocoppia per misurare efficacemente valori a qualsiasi frequenza. intendevi questo?
Almeno l'itagliano sallo...

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[16] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 feb 2013, 0:40

DirtyDeeds ha scritto:Aggiungo ancora qualche curiosità sul metodo termico. Il trasferimento AC-DC nei laboratori metrologici è fatto con dei convertitori termici multigiunzione (delle termopile): un esempio è questo, primo articolo. Mi sembra che il costo del solo convertitore sia intorno ai 1000 €.

L'HP aveva fatto un voltmetro con convertitore termico (non so se ne ha fatti altri): qui, da p. 14, c'è la spiegazione.

Se ben ricordo pure Fluke aveva un thermal transfer standard, era già anzianotto negli anni 90

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[17] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 18 feb 2013, 1:59

IsidoroKZ ha scritto:La corrente assorbita e` fortemente distorta, contiene cioe` una elevata quantita` di armoniche...

...usare un wattmetro, che si puo` anche fare con un paio di trasformatori piccolini e una scheda audio da PC...


Ho letto con interesse ciò che hai linkato Foto UtenteIsidoroKZ e però c'è anche scritto che, nella versione "economica" ottenuta usando due comuni trafo di alimentazione le non linearità introdotte dagli stessi darebbero dei risultati "sballati" proprio in caso di notevoli quantità di armoniche, quindi... O_/ P.s. Foto UtenteLeo43, scusa una domanda, la misura la stai facendo per curiosità o altro ? Perché non è la prima volta che leggo di qualcuno che vuole verificare i dati di targa di vari apparecchi (e Foto UtenteCandy ne sa qualcosa... ) e me ne sono sempre chiesto il motivo.
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[18] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 18 feb 2013, 6:31

guzz ha scritto:nel corso di misure per l'automazione il prof diceva che esistono convertitori formati da una resistenza accoppiata ad una termocoppia per misurare efficacemente valori a qualsiasi frequenza. intendevi questo?


Sì, quello.

edgar ha scritto:Se ben ricordo pure Fluke aveva un thermal transfer standard, era già anzianotto negli anni 90


Eh, d'altra parte i convertitori termici sono tutt'altro che semplici da realizzare bene, non c'è da meravigliarsi che siano spariti velocemente dagli strumenti. Il Fluke a cui ti riferisci era probabilmente l'8506A.
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[19] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteCandy » 18 feb 2013, 7:28

Perche' mi si tira in ballo? Cosa saprei io?

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[20] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 feb 2013, 21:12

DirtyDeeds ha scritto:
edgar ha scritto:Se ben ricordo pure Fluke aveva un thermal transfer standard, era già anzianotto negli anni 90


Eh, d'altra parte i convertitori termici sono tutt'altro che semplici da realizzare bene, non c'è da meravigliarsi che siano spariti velocemente dagli strumenti. Il Fluke a cui ti riferisci era probabilmente l'8506A.

Credo fosse addirittura antecedente. Se ben ricordo (sono passati 3 decenni) era necessario per calibrare un calibratore, il che la dice lunga sulla classe dello strumento, sui (pochi) potenziali utilizzatori e sul prezzo da gioielleria sulla 5th avenue :-)


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