misurazione corrente alternata con risultati diversi

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 18 feb 2013, 21:37

edgar ha scritto:Credo fosse addirittura antecedente.


E' un peccato che la Fluke non abbia una documentazione storica come l'HP, in modo da ritrovare facilmente certi strumenti. Adesso che è dell'Agilent potrebbero anche darsi da fare per mettere su un bell'archivio storico :mrgreen:

edgar ha scritto: Se ben ricordo (sono passati 3 decenni)


Neanche troppi: i multimetri top dell'Agilent (il 3458A) e della Keithley (il 2002) hanno circa vent'anni di vita, probabile segno che, per questo tipo di strumenti (ma, in realtà, non solo per questi), si sono raggiunti dei limiti di accuratezza difficilmente migliorabili. Insomma, in generale, gli strumenti moderni hanno più funzionalità di quelli passati, ma non sono più accurati.
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[22] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 feb 2013, 22:08

DirtyDeeds ha scritto:
edgar ha scritto: Se ben ricordo (sono passati 3 decenni)


Neanche troppi: i multimetri top dell'Agilent (il 3458A) e della Keithley (il 2002) hanno circa vent'anni di vita, probabile segno che, per questo tipo di strumenti (ma, in realtà, non solo per questi), si sono raggiunti dei limiti di accuratezza difficilmente migliorabili. Insomma, in generale, gli strumenti moderni hanno più funzionalità di quelli passati, ma non sono più accurati.

Il 2002 fu il risultato di uno sforzo progettuale iniziato col DMM 2001, una macchina a quei tempi mostruosa. Keithley sviluppò un A/D converter di nuova generazione su cui si basarono i DMM successivi al 2001 tra cui il 2002, top di gamma.
Probabilmente si potrebbe anche andare oltre le accuratezze di questi ultimi, il problema è che i potenziali clienti sarebbero probabilmente insufficienti a coprire i costi (altissimi) di sviluppo di macchine più spinte.
Nel '92 Keithley addirittura installò uno standard ad effetto josephson (ce n'erano solo 8 in tutti gli stati uniti) per poter avere una tensione certa all'ennesima cifra.

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[23] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteLeo43 » 19 feb 2013, 2:35

Grazie a tutti per le risposte, anche se con certi interventi siete andati ben oltre il mio (scarso...) livello di conoscenza e comprensione, ma vi assicuro che non demordo e vi seguo con grande interesse ;-)
Per chi mi ha chiesto "perche' voglio fare queste misure", non si tratta di sfiducia verso i produttori che dichiarano le caratteristiche tecniche, anche se su molti prodotti "cinesi" le caratteristiche tecniche sono piu' che altro copiate da altre broshure di prodotti simili, ed hanno ben poco di vero...., ma del desiderio di verificare e capire le cose.
Tra l'altro il tutto nasce anche da un problema eminentemente pratico, che e' quello della bolletta dell'Enel sempre troppo cara e quindi dalla necessita' di ottimizzare le risorse ed i consumi. Cosi' ho misurato tutta una serie di apparecchi che in una normale famiglia sono quasi sempre accesi (decoder, TV, amplificatori, e quant'altro), trovando generalmente risultati "congrui" con la semplice formula W=VxI fino a che non mi sono imbattuto in una corrente come quella che ho descritto nel mio primo post, e grazie a voi ho capito che quando non si parla di carichi puramente resistivi, a prescindere se lo strumento usato è a valor medio o true RMS, devo tener conto anche del cosfi. (Grazie !)
Per quanto riguarda le differenze riscontrate tra gli strumenti (a proposito, grazie DirtyDeeds per la spiegazione di come i multimetri possano funzionare essenzialmente secondo tre metodiche, anche se poi non sono stato in grado di seguirti fino in fondo nei dettagli) probabilmente i primi tre che ho usato, e che sono trueRMS, leggevano un valore piu' corretto, solo che questo andava moltiplicato per il cosfi, cosa che io non ho fatto, e quindi ridotto di conseguenza, mentre gli altri tre misuravano il valore medio o addirittura qualcos'altro, vista la qualita' e la classe degli strumenti, e per questo motivo si avvicinavano involontariamente al valore di targa dichiarato dal produttore...... Lo so che probabilmente per voi tutto questo sara' banale o scontato, ma per me si tratta di una scoperta e della possibile soluzione di una domanda alla quale non sapevo dare risposta.
Ho anche capito che le armoniche non portano potenza in quanto il carico utilizza solo quella della fondamentale (grazie IsidoroKZ, ti credo sulla parola perche' non sono, purtroppo, in grado di seguirti nei calcoli), anche se mi rimane sempre il dubbio/sospetto su cosa misuri effettivamente il contatore dell'Enel e di cosa tenga conto ai fini del conteggio della bolletta..... :roll:
Adesso però mi si pone il problema di misurare il cosfi su un apparecchio utilizzatore non puramente resistivo alimentato a monofase o di acquistare/realizzare un wattmetro. Potrei dedicarmi alla realizzazione di quello a trasformatori linkato nei primi post, ma purtroppo potrei utilizzare solo trasformatori dozzinali e quindi non so alla fine che precisione otterrei. Ho dato anche un'occhio in giro per cercare qualche strumento analizzatore di rete o qualche wattmetro gia' fatto, ma tranne qualcosa di costo spropositato o qualcosa di modulare da inserire nei quadri elettrici, non ho trovato granche'.... Tra l'altro la mia necessita' iniziale e' quella di misurare potenze che vanno dai 2-3 Watt ai 300-400Watt, per i quali serve uno strumento abbastanza sensibile, ma poiche' l'appetito vien mangiando, non mi dispiacerebbe poter misurare anche la potenza generale assorbita a valle del contatore Enel.
Se qualcuno potesse darmi qualche dritta, ne sarei felice.
Da parte mia, ho trovato solo un VOLTCRAFT ENERGY-LOGGER 4000 che, pur non essendo certamente uno strumento di misura, promette di misurare ed indicare potenza efficace, potenza apparente e fattore di potenza (quindi il cosfi, se non ha capito male) in un range da 0.01A a 15A, oltre ad avere una comoda funzione di datalogger.
Pensate che possa rispondere alle mie esigenze ?
Grazie

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[24] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 19 feb 2013, 3:06

:-) Solo una cosa riguardo al dubbio su ENEL, i contatori attuali (le scatole bianche) hanno predisposizione sia per indicare la potenza attiva che la potenza reattiva, comunque le utenze domestiche pagano solo quella attiva (e infatti i contatori indicano solo quella); quella reattiva viene addebitata alle utenze industriali che infatti per ridurla usano dispositivi di rifasamento. Foto UtenteCandy, ti chiamavo in causa perché ricordo un thread, circa nello stesso periodo (ti chiamavi candy) in cui tu postavi il tuo "Gli hobbisti" (l'anno scorso) in cui avevi per un po' seguito un tale che chiedeva delucidazioni per costruire un misuratore di consumi e alla tua domanda "si ma, qual è il fattore di forma :?: " cambiava discorso... O_/
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[25] Re: misurazione corrente alternata con risultati diversi

Messaggioda Foto UtenteLeo43 » 23 feb 2013, 18:13

Leo43 ha scritto:.... Adesso però mi si pone il problema di misurare il cosfi su un apparecchio utilizzatore non puramente resistivo alimentato a monofase o di acquistare/realizzare un wattmetro.
.... Da parte mia, ho trovato solo un VOLTCRAFT ENERGY-LOGGER 4000 che, pur non essendo certamente uno strumento di misura, promette di misurare ed indicare potenza efficace, potenza apparente e fattore di potenza (quindi il cosfi, se non ha capito male) in un range da 0.01A a 15A, oltre ad avere una comoda funzione di datalogger.
Pensate che possa rispondere alle mie esigenze ?


un piccolo up per queste due domande
Grazie a chi vorra' aiutarmi


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