
incorporare nell'italiano le parole inglesi
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IsidoroKZ
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Io propongo che le parole e le espressioni inglesi usate correntemente in italiano e pronunciate "all'italiana" entrino a far parte della lingua italiana e non se ne parli più. Così avremo a disposizione più parole e le pronunceremo come ci pare. Si potrà così dire correttamente manàggment, Tom Cruis, singol, ardìsk, databeis, foruardare, e chi più ne ha più ne metta. 

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clavicordo
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clavicordo ha scritto:Io propongo che le parole e le espressioni inglesi usate correntemente in italiano e pronunciate "all'italiana" entrino a far parte della lingua italiana e non se ne parli più.
Spero sia solo una provocazione
Altrimenti boccio la mozione...
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Qualcosa non ha funzionato...
Lo sapete che l'arroganza in informatica si misura in nanodijkstra?
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fairyvilje
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E' una provocazione? Si tratta di constatare uno stato di fatto, un processo inarrestabile che, al momento, noi vediamo come degrado e al quale adesso giustamente ci opponiamo.
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clavicordo
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Una lingua assorbe, subisce la globalizzazione. Nell'era delle telecomunicazioni il linguaggio muta, si arricchisce e si impoverisce in modo difficilmente controllabile e quindi è un processo inarrestabile.
Purtroppo però la comunicazione non sempre porta un aumento dell'istruzione, ma porta con sè anche molta ignoranza. Il linguaggio mediatico giovanile è secondo me ignoranza nel momento in cui questo è l'unico conosciuto ed in grado di essere usato. (mi riferisco a comunque, 6, ke, tvb).
La storpiatura di vocaboli è ignoranza e purtroppo anch'essa dilaga.
E' dovuta alla poca conoscenza dell'inglese da parte del cittadino medio italiano?
Alle volte penso che i piùà giovani conoscano meglio il significato di processore quad core, che quello di onomatopea, metafora, ossimoro. (tanto cosa servono questi vocaboli se nessuno li usa?).
Penso che il linguaggio possa e debba necessariamente essere rinnovato, ma non svenduto e dimenticato perché si legge meno (forse) e si chatta di più.
Cosa possiamo fare?
Personalmente continuare a leggere, continuare a scherzare sulla bellezza della lingua italiana, continuare a correggere post analfabeti
continuare a discutere come sto facendo ora con
clavicordo.
Purtroppo però la comunicazione non sempre porta un aumento dell'istruzione, ma porta con sè anche molta ignoranza. Il linguaggio mediatico giovanile è secondo me ignoranza nel momento in cui questo è l'unico conosciuto ed in grado di essere usato. (mi riferisco a comunque, 6, ke, tvb).
La storpiatura di vocaboli è ignoranza e purtroppo anch'essa dilaga.
E' dovuta alla poca conoscenza dell'inglese da parte del cittadino medio italiano?
Alle volte penso che i piùà giovani conoscano meglio il significato di processore quad core, che quello di onomatopea, metafora, ossimoro. (tanto cosa servono questi vocaboli se nessuno li usa?).
Penso che il linguaggio possa e debba necessariamente essere rinnovato, ma non svenduto e dimenticato perché si legge meno (forse) e si chatta di più.
Cosa possiamo fare?
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Sono del tutto d'accordo con te
Guerra, senza che questo paralizzi la nostra discussione. Meglio stare in mezzo al processo di trasformazione, meglio intervenire, opporsi, proporre, coscienti dei limiti. Personalmente però, in mezzo a colleghi italiani, ho smesso di pronunciare le parole straniere più correttamente della media (anche se mi rifiuto di dire "manàggment" o "menègment"). Non sempre mi va di sentirmi una mosca rara o un pierino, o addirittura di non farmi capire. Parlando italiano cerco di usare sempre un italiano il più possibile ricco (do per scontato che non faccio mai errori di grammatica) e sopporto pazientemente la più o meno bonaria ironia di alcuni che si trovano ad ascoltarmi. E così sia.
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clavicordo
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L'adeguarsi nel limite del consentito agli interlocutori è oltre che doveroso (comunicare ha senso se ci si fa capire) anche segno di intelligenza e capacità.
Lo snaturarsi è ovviamente un errore. Anch'io
clavicordo ricerco a volte vocaboli desueti, ma che arricchiscono con la loro specificità una discussione. Certo rischio di passare alle volte per "fanfarone" o "ricercato", ma usare "coso" "cosa" "fare" anche così si arena la discussione quasi "gutturale"
Condivido clavicordo, condivido.
Lo snaturarsi è ovviamente un errore. Anch'io
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Mi è piaciuta tanto la vostra discussione,
clavicordo e
Guerra! Il problema è molto attuale e non è da sottovalutare.
Io non accetterei mai come una prattica abituale "l'incorporazione nella qualsiasi lingua delle parole straniere". Mi domando, come possiamo resistere a questa aggressione della ignoranza e della viltà, ma a volte anche della ipocrisia?
Si, anch'io parlando (bulgaro) "cerco di usare sempre una espressione il più possibile ricca". Se mi parlano con parole come "singol" o "foruardare", rispondo, che non capisco, senza "sentirmi una mosca rara".
Io non accetterei mai come una prattica abituale "l'incorporazione nella qualsiasi lingua delle parole straniere". Mi domando, come possiamo resistere a questa aggressione della ignoranza e della viltà, ma a volte anche della ipocrisia?
Si, anch'io parlando (bulgaro) "cerco di usare sempre una espressione il più possibile ricca". Se mi parlano con parole come "singol" o "foruardare", rispondo, che non capisco, senza "sentirmi una mosca rara".
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Sparafucile
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