In ogni caso sono sempre troppi, un trasformatore da 10A riesce a fornire circa 5A o 6A dopo un ponte raddrizzatore e condensatore di livellamento.
Controllare Attuatore Lineare
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Siamo partiti con un assorbimento di 15A, poi scesi a 13A poco dopo e ancora a 10A nell'ultimo messaggio 
In ogni caso sono sempre troppi, un trasformatore da 10A riesce a fornire circa 5A o 6A dopo un ponte raddrizzatore e condensatore di livellamento.
In ogni caso sono sempre troppi, un trasformatore da 10A riesce a fornire circa 5A o 6A dopo un ponte raddrizzatore e condensatore di livellamento.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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L'attuatore come dati di targa assorbe massimo 13A a 24 V.
Nella mia applicazione non ne assorbe mai più di 10A dopo averli misurati con la pinza amperometrica e con il sensore di Hall integrato nel driver.
I 10A sono come picco, cioè appena viene azionato, e quindi durante la fase di sollevamento ne assorbe anche meno.
Comunque, allora, dovrei prendere un trasformatore da 400VA o ancora più grosso?
Non sono riuscito proprio a trovarli più grossi di 250VA
Nella mia applicazione non ne assorbe mai più di 10A dopo averli misurati con la pinza amperometrica e con il sensore di Hall integrato nel driver.
I 10A sono come picco, cioè appena viene azionato, e quindi durante la fase di sollevamento ne assorbe anche meno.
Comunque, allora, dovrei prendere un trasformatore da 400VA o ancora più grosso?
Non sono riuscito proprio a trovarli più grossi di 250VA
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marcusbarnet
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E` possibile che il trasformatore si sia bruciato in seguito al cortocircuito sui diodi. Perche' questi si siano rotti non lo so: mal dissipati oppure in frenata la tensione e` salita di tanto
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Avevo pensato anche io alla frenata, però ho pensato che l'attuatore usa una madrevita e che con attuatore spento, il carico resta bloccato quindi non ci sono situazioni in cui il motore dell'attuatore funzioni da generatore. 
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marcusbarnet
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Non ho ancora visto domande essenziali:
Il ponte era adeguatamente dissipato? Hai le conoscenze per dimensionare la dissipazione e controllarla? I 35A segnati sul ponte sono solo un dato ed hanno un vincolo gravissimo.
Hai considerato gli effetti della tensione e corrente raddrizzata sul trasformatore e sul suo dimensionamento? Lo sai fare?
Desideri recuperare l'energia dinamica?
Il ponte era adeguatamente dissipato? Hai le conoscenze per dimensionare la dissipazione e controllarla? I 35A segnati sul ponte sono solo un dato ed hanno un vincolo gravissimo.
Hai considerato gli effetti della tensione e corrente raddrizzata sul trasformatore e sul suo dimensionamento? Lo sai fare?
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Candy
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Avevo già detto che il ponte non era dissipato e che quello che si è bruciato era da 25A, mentre ora ho preso quello da 35A.
Sì, ho le conoscenze per dimensionare un dissipatore.
Non ho considerato l'effetto sul trasformatore: parli di surriscaldamento e di danneggiamento del filo smaltato?
Per i ripple di tensione ho deciso di inserire un condensatore anche per ottenere l'effetto "batteria" nel caso il motore dell'attuatore funzioni da generatore.
Non sono interessato a recuperare l'energia dinamica, in questo caso.
Mi serve solo che funzioni senza che il raddrizzatore prenda nuovamente fuoco; non immaginavo che ci potessero essere così tanto problemi.
Quali sono i vincoli restrittivi sul bridge?
Sono abituato a lavorare unicamente sui sistemi in continua.
Uso lo stesso attuatore con carichi molto più gravosi, in continua, e non ho mai avuto alcun problema.
Sì, ho le conoscenze per dimensionare un dissipatore.
Non ho considerato l'effetto sul trasformatore: parli di surriscaldamento e di danneggiamento del filo smaltato?
Per i ripple di tensione ho deciso di inserire un condensatore anche per ottenere l'effetto "batteria" nel caso il motore dell'attuatore funzioni da generatore.
Non sono interessato a recuperare l'energia dinamica, in questo caso.
Mi serve solo che funzioni senza che il raddrizzatore prenda nuovamente fuoco; non immaginavo che ci potessero essere così tanto problemi.
Quali sono i vincoli restrittivi sul bridge?
Sono abituato a lavorare unicamente sui sistemi in continua.
Uso lo stesso attuatore con carichi molto più gravosi, in continua, e non ho mai avuto alcun problema.
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marcusbarnet
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I problemi non nascono da soli. Finché usi attuatore e drive dimensionati da altri, se sono buoni prodotti, è pacifico che funzionino.
I problemi nascono, nel tuo caso, quando si prendono in mano oggetti che non si conoscono. PEr esempio il ponte raddrizzatore che hai usato.
Dici che sia dimensionare un dissipatore. Hai provato a fare un brutale quanto semplice calcolo: 2V x 13A ? Il risultato è evidentemente 36W. E' un calcolo errato, ma da una prima sommaria idea di dove si andrà a parare.
36W da far bruciare ad un affare di sabbia e catrame un poco metallizzato, di circa 4cm x 4cm x 1cm.
Se poi si omettono i fusibili tanto cari ad altri utenti, certo che brucia anche il trasformatore. I diodi se lo tirano dietro, come ti ha detto IsidoroKZ.
Allora ti rifaccio la domanda: sei capace a dimensionare un dissipatore?
Forse il mio modo di fare non ti andrà a genio. Ma magari la prossima volta non dire che sei capace di farlo.
L'errore che hai commesso è stato pensare che il ponte raddrizzatore fosse in grado di raddrizzare correnti fino a 35A alle tue condizioni. Invece lo fa alle sue condizioni: la temperatura di giunzione deve essere contenuta. Questo sarà il tuo compito.
E poi. Il condensatore nel circuito, a valle del raddrizzatore, non fa cosa credi. Se ti occorre, livella un poco la tensione, altrimenti è solo un altro oggetto che importa dei fenomeni a cui prestare attenzione.
La corrente nei diodi del ponte non è quella media assobita dai drive e, le cose, sia per il ponte che per il trasformatore si complicano. Se il trasformatore tutto sommato è una macchina generosa, i diodi sono più sensibili. Occorre curarsi del fatto che la loro massima corrente diretta ha un limite, sia in intensità, che di tempo. Un ponte raddrizzatore non è così banale da dimensionare. Non basta leggere la corrente sulla etichetta per usarlo. Una lettura, e rispetto, del suo datasheet è più corretta.
I problemi nascono, nel tuo caso, quando si prendono in mano oggetti che non si conoscono. PEr esempio il ponte raddrizzatore che hai usato.
Dici che sia dimensionare un dissipatore. Hai provato a fare un brutale quanto semplice calcolo: 2V x 13A ? Il risultato è evidentemente 36W. E' un calcolo errato, ma da una prima sommaria idea di dove si andrà a parare.
36W da far bruciare ad un affare di sabbia e catrame un poco metallizzato, di circa 4cm x 4cm x 1cm.
Se poi si omettono i fusibili tanto cari ad altri utenti, certo che brucia anche il trasformatore. I diodi se lo tirano dietro, come ti ha detto IsidoroKZ.
Allora ti rifaccio la domanda: sei capace a dimensionare un dissipatore?
Forse il mio modo di fare non ti andrà a genio. Ma magari la prossima volta non dire che sei capace di farlo.
L'errore che hai commesso è stato pensare che il ponte raddrizzatore fosse in grado di raddrizzare correnti fino a 35A alle tue condizioni. Invece lo fa alle sue condizioni: la temperatura di giunzione deve essere contenuta. Questo sarà il tuo compito.
E poi. Il condensatore nel circuito, a valle del raddrizzatore, non fa cosa credi. Se ti occorre, livella un poco la tensione, altrimenti è solo un altro oggetto che importa dei fenomeni a cui prestare attenzione.
La corrente nei diodi del ponte non è quella media assobita dai drive e, le cose, sia per il ponte che per il trasformatore si complicano. Se il trasformatore tutto sommato è una macchina generosa, i diodi sono più sensibili. Occorre curarsi del fatto che la loro massima corrente diretta ha un limite, sia in intensità, che di tempo. Un ponte raddrizzatore non è così banale da dimensionare. Non basta leggere la corrente sulla etichetta per usarlo. Una lettura, e rispetto, del suo datasheet è più corretta.
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Candy
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Il raddrizzatore che sto usando è simile a questo: http://it.rs-online.com/web/p/raddrizza ... e/6296336/ ma è tarato per i 1000V; non è quindi un affare di 4cm per lato perché è più piccolo.
So dimensionare un dissipatore e io avevo previsto di utilizzarne uno passivo da 40W a pianta quadrata ed in alluminio e a lamelle; volendo posso farlo attivo, ma dato che l'estensione dell'attuatore dura meno di un minuto da inizio corsa a fine corsa, mi sembra esagerato e quello passivo dovrebbe andare bene.
So dimensionare un dissipatore e io avevo previsto di utilizzarne uno passivo da 40W a pianta quadrata ed in alluminio e a lamelle; volendo posso farlo attivo, ma dato che l'estensione dell'attuatore dura meno di un minuto da inizio corsa a fine corsa, mi sembra esagerato e quello passivo dovrebbe andare bene.
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marcusbarnet
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Il punto Candy è che, ok, per stare sicuro avrei potuto prendere un ponte più grosso ma la taglia successiva ai 35A è quella intorno ai 70A e costa più di 100 euro.
Ho voluto rischiare e andare con quello da 25A e si è bruciato; spero che questo qui, opportunamente raffreddato, riesca a farlo durare di più.
Ci tengo a precisare, comunque, che il trasformatore non si è bruciato: semplicemente, in uscita, invece che fornire 24 V ne forniva circa 40V: credo fosse venuta via parte della smaltatura del filo di rame e che parte delle spire si fossero cortocircuitate.
Non ho messo fusibili di proposito: il primo sistema era di test e volevo capire come andava; il ponte alla fine ha fatto da fusibile
Ho voluto rischiare e andare con quello da 25A e si è bruciato; spero che questo qui, opportunamente raffreddato, riesca a farlo durare di più.
Ci tengo a precisare, comunque, che il trasformatore non si è bruciato: semplicemente, in uscita, invece che fornire 24 V ne forniva circa 40V: credo fosse venuta via parte della smaltatura del filo di rame e che parte delle spire si fossero cortocircuitate.
Non ho messo fusibili di proposito: il primo sistema era di test e volevo capire come andava; il ponte alla fine ha fatto da fusibile
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marcusbarnet
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utilizzarne uno passivo da 40W
Qui c'è un errore. Molto si può dire di un dissipatore, ma non una potenza.
Il dissipatore lo si dimensione in funzione del margine di resistenza termica che resta, ammesso che ce ne sia. Diversamente è solo tempo perso e spreco.
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Candy
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