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CptFrank » 9 apr 2013, 22:08
Ciao Ireon.
La filosofia del VHDL è quella della gerarchia.
In poche parole, quando di un componente fai un entity non fai altro che descrivere come è fatto, solo esternamente, quindi solo con gli ingressi e le uscite e i loro rispettivi tipi di dato che accettano o trattano.
Ora immagina di partire da semplici porte logiche, per costruire un componente A, descrivendone sia l'entity che l'architecture, la quale descrive invece come funziona, di ognuna di loro. Poi le colleghi tra di loro tramite le port map.
Ora non ti resta che fare l'entity del componente A indicando come ti ho detto, sia gli ingressi che le uscite
e i tipi di dati ad essi associati e la sua architecture. Adesso immagina che questo componente A faccia parte di un altro componente B il quale per poter funzionare ha bisogno al suo interno del componente A, più altri componenti, di cui sia già stata data l'entity che l'architecture. Ripeti i passi fatti come per le porte logiche e così via.
In questo modo, un circuito o un componente, può avere qualsiasi grado di complessità, in quanto
è tutto già stato inglobato all'interno di un altro componente il cui interno è formato da altri componenti , fino ad arrivare al componente base. Inoltre, con l'uso delle librerie o con il copia e incolla,
non è che uno deve scrivere migliaia di righe del linguaggio.
Insomma è un po' come la matriosca. Mi rendo comunque conto di essere stato un po' confusionario
ma del resto spiegare un argomento con la scrittura è un po' problematico ma ti garantisco che una volta appresa la filosofia del VHDL, anche a te sarà chiaro.
