Ciao a tutti.
Forse vi parrà una domanda un po' "strana", ma non riesco a capire il perché si usi questo tipo di magnetotermico.
Dunque il motivo per cui si usino i magnetotermici con la sola protezione sulla fase, correggetemi se sbaglio, dovrebbe essere per questioni economiche, di risparmio insomma.
Io personalmente ho sempre utilizzato interuttori a due poli protetti, anche perché in ogni caso sia in quelli 1P+N che in quelli a due poli protetti si aprono sempre i due poli, quindi non vedo altri motivi se non nel risparmio, giusto??
la cosa però che non mi è assolutamente chiara è il perché in diversi casi ho trovato, sia in ambito civile e a volte anche industriale questi magnetotermici (di cui ho allegato foto) 1P+N con l'apertura del neutro ritardata rispetto la fase (ovviamente la chiusura è anticipata direi).
Potrei capire in un magnetotermico a 4 poli per applicazioni trifasi+neutro dove magari si alimenta un carico a stella squilibrato ed evito di alimentarla anche per breve tempo solo con le tre fasi senza il neutro, ma in un carico monofase che motivo c'è??
GRAZIE A TUTTI E SCUSATE SE MI SON DILUNGATO un po'
LUCA
Magnetotermico 1P+N con apetura ritardata di N
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Dal simbolo disegnato sul MT io leggo che sul neutro c'è solo una protezione termica (e non anche magnetica come sulla fase) e il contatto è anticipato alla chiusura.
Non credo l'apertura sia anticipata.
Non credo l'apertura sia anticipata.
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...io leggo che sul neutro c'è solo una protezione termica...
Il "semicerchio" è il simbolo della protezione magnetica. Quello dedicato alla protezione termica è il "semiquadrato" (passatemi il termine).
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La protezione solo su un polo di fase ed il neutro apribile va piu' che bene su sistemi di distribuzione a 400 3 P + N quando la tensione di distribuzione a 230 V è ricavata tra la fase ed il neutro.(se il potere di interruzione dell'interruttore è sufficente ovviamente).
Tieni conto che in italia esistono tuttavia posti dove la distribuzione è realizzata mediante sistemi trifasi con tensione concatenata a 220 V dove per distribuire la tensione a 230 vengono utilizzate due fasi e non fase + neutro. (Mi sembra ad esempio che Roma ad esempio abbia gran pare di questo antiquato sistema di distribuzione ).
In questo caso è idoneo proteggere i circuiti a 230 V con interruttori con due poli protetti, proprio perché le fasi utilizzate sono 2 e non c'è il neutro.
Un saluto
Tieni conto che in italia esistono tuttavia posti dove la distribuzione è realizzata mediante sistemi trifasi con tensione concatenata a 220 V dove per distribuire la tensione a 230 vengono utilizzate due fasi e non fase + neutro. (Mi sembra ad esempio che Roma ad esempio abbia gran pare di questo antiquato sistema di distribuzione ).
In questo caso è idoneo proteggere i circuiti a 230 V con interruttori con due poli protetti, proprio perché le fasi utilizzate sono 2 e non c'è il neutro.
Un saluto
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LucaT86 ha scritto:il motivo per cui si usino i magnetotermici con la sola protezione sulla fase, correggetemi se sbaglio, dovrebbe essere per questioni economiche, di risparmio insomma
Non direi proprio. E' lo stesso motivo per cui non usi una protezione tetrapolare su un circuito bipolare, questione di risparmio? No, semplicemente non servirebbe a nulla e non aumenterebbe ragionevolmente la sicurezza della protezione.
I dispositivi 2P si usano in specifici casi, dove espressamente richiesto. Utilizzarli indiscriminatamente al contrario è inutilmente dispendioso.
LucaT86 ha scritto:la cosa però che non mi è assolutamente chiara è il perché in diversi casi ho trovato, sia in ambito civile e a volte anche industriale questi magnetotermici (di cui ho allegato foto) 1P+N con l'apertura del neutro ritardata rispetto la fase (ovviamente la chiusura è anticipata direi).
Questa è una prerogativa di molti interruttori, non solo tetrapolari, ma come hai notato anche bipolari.
Il fatto di avere volontariamente il neutro, anticipato in chiusura (e di riflesso ritardato in apertura), esclude di fatto non solo la chiusura contamporanea dei due poli, ma la chiusura anticipata del polo di fase rispetto a quello di neutro.
Non ne sono sicuro, ma credo che il motivo sia determinato dalla volontà di evitare transitori di tensione anomali, nonché eventuali interventi intempestivi dei differenziali posti a valle.
Saluti
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trafitto da un raggio di sole:
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alphabit ha scritto: in italia esistono tuttavia posti dove la distribuzione è realizzata mediante sistemi trifasi con tensione concatenata a 220 V dove per distribuire la tensione a 230 vengono utilizzate due fasi e non fase + neutro.
interessante questo fatto, non ne ero a conoscenza.
Come avviene la messa a terra in questi casi visto e considerato che (come mi viene da pensare) non esiste un neutro? come si chiude l'anello di guasto verso la cabina?
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alessandro87
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Come avviene la messa a terra in questi casi visto e considerato che (come mi viene da pensare) non esiste un neutro? come si chiude l'anello di guasto verso la cabina?
Credo, e ripeto credo, che il secondario del trafo sia chiuso in stella (230/127V per intenderci)
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alessandro87 ha scritto:interessante questo fatto, non ne ero a conoscenza.Come avviene la messa a terra in questi casi visto e considerato che (come mi viene da pensare) non esiste un neutro? come si chiude l'anello di guasto verso la cabina?
Se il trasformatore in cabina è col secondario a stella con il neutro accessibile viene messo a terra. Quando il secondario non è a stella le norme CEI prescrivono di collegare a terra una fase (non so quanti casi con trasformatore con secondario non a stella ci sono. A me cpitò anni fa a Milano di dover mettere a terra il secondario di un trasformatore a stella con distribuzione a 230 V trifase. Anche perché mettere a terra una fase non mi sembra molto salutare per i luoghi a maggior rischio di incendio, probabilemnte è stato scelto il male minore, tieni presente che infatti non avere un polo del secondario collegato a terra significa che in caso di guasto tra gli avvogimenti del trasformatore potresti trovarti con l'alta tensione sul secondario del trafo e quindi sulla distribuzione.
Un saluto
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