Salve a tutti, sono nuovo di questo forum e spero di non violarne le regole come mi è probabilmente e involontariamente capitato sul blog di un altro utente cui chiedo scusa.
Il mio problema riguarda un alimentatore che ho autocostruito, il kit MK3965 della GPEkit il cui schema con annesse spiegazioni è qui http://www.gpekit.com/pdf/mk3965.pdf. Il mio problema risiede nel limitatore di corrente. In pratica quando effettuo le operazioni di taratura per la corrente riportate nel testo, ho notato che la regolazione del trimmer R 20 è totalmente ininfluente per la determinazione della max corrente erogabile. Ho controllato e ricontrollato lo schema ma non ho rilevato errori nel mio circuito. Vorrei un vostro parere in merito magari da chi lo ha già costruito.
Un grazie in anticipo a tutti.
Problema Autocostruzione alimentatore
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carlomariamanenti
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Absit iniuria verbis, il circuito che hai costruito fa piuttosto pena, dal punto di vista progettuale.
Credo di poterlo dire, dato che non lo hai progettato tu, ma una nota ditta di kit.
Ahhh... la tensione dello shunt, per poter far accendere il transistore di limitazione, va applicata tra base ed emettitore. Ho come l'impressione che quel limitatore di corrente funzioni per caso...
Ciao,
Pietro.
Credo di poterlo dire, dato che non lo hai progettato tu, ma una nota ditta di kit.
- I diodi non si mettono in parallelo in quel modo! A causa delle inevitabili tolleranze di fabbricazione, uno di loro potrebbe avere una tensione di conduzione diretta più bassa degli altri e, a causa della loro caratteristica esponenziale, assorbire maggior parte della corrente, finendo rapidamente arrosto. Il circuito non è quindi affidabile;
- Le resistenze di shunt sono gravemente sottodimensionate, dato che dovrebbero essere progettate per poter dissipare più di 20W. Per avere un po' di affidabilità (e precisione nella misura) non dovrebbero scaldarsi troppo, quindi andrebbero messe da 40W o più. Inoltre, resistori che possono dissipare tali potenze non dovrebbero essere alloggiati direttamente sulla scheda, perché finirebbero per danneggiarla. Sarebbe meglio metterle su un dissipatore o almeno avvitate ad una parte metallica del contenitore (che aiuterebbe a tenerle fredde, migliorando la misura). Per fare una cosa fatta bene, su quelle correnti, sarebbe meglio utilizzare degli integrati di misura della corrente o un sensore ad effetto hall o almeno uno specchio di corrente in discesa;
- perché tanti transistori in parallelo (seppur con la R di bilanciamento)? Ne basterebbero uno o due più grandi;
- Oggi esistono dei metodi migliori che affidare il limitatore di corrente alla
di un transistore (pin 2 e 3 del LM723 CDIP e 1 e 10 del TO-100). Insomma, invece di mettere tanti led che dovrebbero fare profescional
avrei speso qualcosina per qualche operazionale per fare la commutazione sul trasformatore e per il current limiter.
Ahhh... la tensione dello shunt, per poter far accendere il transistore di limitazione, va applicata tra base ed emettitore. Ho come l'impressione che quel limitatore di corrente funzioni per caso...
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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Comdivido buona parte delle tue osservazioni sul progetto. Sembra più che altro volutamente ingigantito, con molti componenti, per farlo sembrare complesso.
Però non capisco le tue affermazioni sul circuito del limitatore di corrente. Tra i terminali 2 e 3 dell'integrato sembra essere presente un principio di operazionale. Cosa non è corretto nella configurazione proposta?
Però non capisco le tue affermazioni sul circuito del limitatore di corrente. Tra i terminali 2 e 3 dell'integrato sembra essere presente un principio di operazionale. Cosa non è corretto nella configurazione proposta?
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Candy
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Candy ha scritto: Tra i terminali 2 e 3 dell'integrato sembra essere presente un principio di operazionale. Cosa non è corretto nella configurazione proposta?
I terminali 2 e 3 sono riferiti al contenitore DIP, mentre nello schema a pag 15 del datasheet lo schema fa riferimento al TO-100, per cui i terminali corretti sono il terminale 1 e il terminale 10 (individuati con current limit e current sense, i quali fanno capo alla base e all'emettitore del BJT Q16.
Nella configurazione proposta non si affida il limiting della corrente ad una resistenza posta tra B ed E di Q16, come originariamente previsto per l'integrato.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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