Cerchiamo di fare un passo per volta: il primo è quello di osservare che la maggior parte delle particelle (elementari e non: elettroni, protoni, neutroni, atomi, molecole) si comporta come un dipolo magnetico. Ciò ha due implicazioni:
1) Una particella qualunque genera un campo magnetico.
2) Una particella qualunque, quando immersa in un campo magnetico, è soggetta a forze.
Entrambi i fenomeni possono essere descritti quantitativamente associando a una particella una grandezza
vettoriale chiamata momento di dipolo magnetico, e in genere denotata con il simbolo

. Ciò significa che noto il momento magnetico di una specifica particella io posso sia calcolare il campo da essa generato che l'energia di interazione tra la particella e un campo magnetico.
La materia, però, è costituita da un numero estremamente grande di particelle, in generale interagenti tra di loro, ognuna con il suo momento magnetico. Ad ogni istante di tempo, il momento magnetico di ciascuna particella dipende sia da un eventuale campo magnetico esterno applicato, sia dal campo magnetico generato dalle particelle vicine (
caveat emptor: sto adottando una visione classica della fisica. In realtà molti fenomeni del magnetismo possono essere spiegati solo facendo ricorso alla meccanica quantistica: per esempio, l'interazione che dà origine al ferromagnetismo è di origine
elettrostatica e non magnetica - oibò!).
Se consideriamo un volume

contenente

particelle, ciascuna con momento magnetico

, il momento di dipolo relativo a
quel volume vale

Fissato un volume

, puoi immaginare di variare la posizione del centro del volume, indichiamola con

, per ottenere una funzione

dove la sommatoria va estesa a tutte le particelle contenute nel volume

centrato in

.
La grandezza

così definita potrebbe essere chiamata magnetizzazione
media sul volume

: è, in realtà, una funzione di due grandezze: del volume scelto e della posizione del centro del volume. Se rimpiccioliamo sempre di più il volume otteniamo una grandezza
macroscopica 
che è funzione della sola posizione e che chiamiamo
magnetizzazione (i matematici direbbero che per dire quello che ho detto servirebbe la teoria della misura, ma qui ne passano pochi, per cui continuiamo così

).
Ora uno si può chiedere:
1) Quali condizioni si devono verificare perché questa magnetizzazione sia diversa da zero? Quando ciò si verifica diciamo che la materia è magnetizzata.
2) La conoscenza della funzione

è sufficiente per conoscere il campo generato dalla materia magnetizzata. Se sì, è possibile inglobare questo campo nelle equazioni di Maxwell?
Sei riuscito a seguirmi fino qui?