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vettore di magnetizzazione

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[1] vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteAlxRom89 » 20 apr 2013, 18:45

Buonasera, ho iniziato da poco a studiare campi elettromagnetici e già sorgono le prime difficoltà :-) . Non mi è ben chiaro il ruolo del vettore di magnetizzazione \vec M, definito come il momento di dipolo magnetico per unità di volume.
Questo vettore \vec M ha lo scopo di rappresentare la distribuzione continua di dipoli che a sua volta "schematizza" il materiale? Quindi il ragionamento è analogo a quello che si fa riguardo alla schematizzazione del dielettrico immerso in un campo elettrico se così fosse.

Vi ringrazio in anticipo :-)
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[2] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteAlxRom89 » 24 apr 2013, 17:13

potete indicarmi qualche esempio reale che mi possa aiutare a capire il significato fisico?
Grazie ancora
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[3] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 1 mag 2013, 12:09

Questa mi pare una domanda interessante, per la quale vedrei bene una risposta almeno dai fisici e similari del gruppo, ad esempio Foto UtentePietroBaima, Foto UtenteSparafucile, Foto UtenteDirtyDeeds...
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[4] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 1 mag 2013, 20:44

Non mi è chiaro esattamente cosa non ti è chiaro :-M Quale tra queste:

1) Non ti è chiara la definizione di magnetizzazione o il perché ci siano dipoli magnetici nella materia.
2) Non ti è chiaro come dalla magnetizzazione si arrivi a definire il campo magnetico macroscopico che compare nelle equazioni di Maxwell.
3) Non ti è chiaro cosa capiti in un solido magnetizzato a causa delle condizioni al contorno imposte dalla superficie del solido (campo demagnetizzante).
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[5] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteAlxRom89 » 2 mag 2013, 17:16

-La (1) . Cioè da un punto di vista pratico come si può definire, e qual è infine la sua "utilità"
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[6] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 2 mag 2013, 22:15

Cerchiamo di fare un passo per volta: il primo è quello di osservare che la maggior parte delle particelle (elementari e non: elettroni, protoni, neutroni, atomi, molecole) si comporta come un dipolo magnetico. Ciò ha due implicazioni:

1) Una particella qualunque genera un campo magnetico.
2) Una particella qualunque, quando immersa in un campo magnetico, è soggetta a forze.

Entrambi i fenomeni possono essere descritti quantitativamente associando a una particella una grandezza vettoriale chiamata momento di dipolo magnetico, e in genere denotata con il simbolo \boldsymbol{\mu}. Ciò significa che noto il momento magnetico di una specifica particella io posso sia calcolare il campo da essa generato che l'energia di interazione tra la particella e un campo magnetico.

La materia, però, è costituita da un numero estremamente grande di particelle, in generale interagenti tra di loro, ognuna con il suo momento magnetico. Ad ogni istante di tempo, il momento magnetico di ciascuna particella dipende sia da un eventuale campo magnetico esterno applicato, sia dal campo magnetico generato dalle particelle vicine (caveat emptor: sto adottando una visione classica della fisica. In realtà molti fenomeni del magnetismo possono essere spiegati solo facendo ricorso alla meccanica quantistica: per esempio, l'interazione che dà origine al ferromagnetismo è di origine elettrostatica e non magnetica - oibò!).

Se consideriamo un volume V contenente N particelle, ciascuna con momento magnetico \boldsymbol{\mu}_i, il momento di dipolo relativo a quel volume vale

\frac{\sum_{i=1}^N \boldsymbol{\mu}_i}{V}

Fissato un volume V, puoi immaginare di variare la posizione del centro del volume, indichiamola con \boldsymbol{r}, per ottenere una funzione

\bar{\boldsymbol{M}}(\boldsymbol{r}) = \frac{\sum_i \boldsymbol{\mu}_i}{V}

dove la sommatoria va estesa a tutte le particelle contenute nel volume V centrato in \boldsymbol{r}.

La grandezza \bar{\boldsymbol{M}}(\boldsymbol{r}) così definita potrebbe essere chiamata magnetizzazione media sul volume V: è, in realtà, una funzione di due grandezze: del volume scelto e della posizione del centro del volume. Se rimpiccioliamo sempre di più il volume otteniamo una grandezza macroscopica \boldsymbol{M}(\boldsymbol{r}) che è funzione della sola posizione e che chiamiamo magnetizzazione (i matematici direbbero che per dire quello che ho detto servirebbe la teoria della misura, ma qui ne passano pochi, per cui continuiamo così ;-) ).

Ora uno si può chiedere:

1) Quali condizioni si devono verificare perché questa magnetizzazione sia diversa da zero? Quando ciò si verifica diciamo che la materia è magnetizzata.
2) La conoscenza della funzione \boldsymbol{M}(\boldsymbol{r}) è sufficiente per conoscere il campo generato dalla materia magnetizzata. Se sì, è possibile inglobare questo campo nelle equazioni di Maxwell?

Sei riuscito a seguirmi fino qui?
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[7] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteAlxRom89 » 3 mag 2013, 18:03

Ottima spiegazione, ti ringrazio per la pazienza :-)
Solo due punti non mi sono chiari

(1)
DirtyDeeds ha scritto:Se consideriamo un volume V contenente N particelle, ciascuna con momento magnetico \boldsymbol{\mu}_i, il momento di dipolo relativo a quel volume vale

\frac{\sum_{i=1}^N \boldsymbol{\mu}_i}{V}


Il momento magnetico relativo al volume V non è semplicemente la somma dei \boldsymbol{\mu_i}?

(2)se ad esempio non tenessimo conto della dipendenza di \bar{\boldsymbol{M}}(\boldsymbol{r}) da \boldsymbol{r}, questo cosa comporta? Pongo questa domanda perché spesso si indica la magnetizzazione semplicemente con \bar{\boldsymbol{M}}, in quei casi allora è implicita e la si da per scontata?
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[8] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 3 mag 2013, 19:23

AlxRom89 ha scritto:Il momento magnetico relativo al volume V non è semplicemente la somma dei \boldsymbol{\mu_i}?


Intendilo per unità di volume, diviso il volume.

AlxRom89 ha scritto:indica la magnetizzazione semplicemente con \bar{\boldsymbol{M}}


Normalmente la magnetizzazione si indica senza la barra sopra: lì la barra l'ho messa per indicare il fatto che stavo parlando di una grandezza media su un volume generico, anche non piccolo.

La dipendenza da \boldsymbol{r} viene considerata implicita. Anche perché nella maggior parte dei casi la magnetizzazione non può essere uniforme in tutto un volume. Infatti, come abbiamo detto, un volume magnetizzato genera un campo magnetico, ma tale campo sulla superficie del volume deve soddisfare alle condizioni al contorno imposte dalle leggi di Maxwell. Ciò implica che, dato un solido con una certa forma, questo non possa supportare una distribuzione qualunque della magnetizzazione: p.es., non si può avere un cubo magnetizzato uniformemente. In particolare, l'unica forma in grado di supportare una magnetizzazione uniforme è l'ellissoide, di cui la sfera è un caso particolare. Il fatto che la magnetizzazione di un corpo sia vincolata anche dalla forma del solido può essere sfruttata per generare un tipo di anisotropia magnetica che viene chiamata anisotropia di forma.
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[9] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteAlxRom89 » 4 mag 2013, 12:47

DirtyDeeds ha scritto:p.es., non si può avere un cubo magnetizzato uniformemente. In particolare, l'unica forma in grado di supportare una magnetizzazione uniforme è l'ellissoide, di cui la sfera è un caso particolare.


Qui supponi che non ci siano campi magnetici esterni? che in generale influenzano il momento magnetico
del solido che stiamo considerando.
Però supponendo che questo solido - ad esempio un cubo o di forma diversa dall'ellissoide - sia l'unica sorgente di campo magnetico, e calcolando \boldsymbol{M}(\boldsymbol{r}) per due diverse posizioni, non riesco a capire perché si ottengano due valori diversi
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[10] Re: vettore di magnetizzazione

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 4 mag 2013, 13:11

AlxRom89 ha scritto:Qui supponi che non ci siano campi magnetici esterni?


No, non faccio questa supposizione, ci può anche essere un campo magnetico esterno.

AlxRom89 ha scritto:Però supponendo che questo solido - ad esempio un cubo o di forma diversa dall'ellissoide - sia l'unica sorgente di campo magnetico, e calcolando \boldsymbol{M}(\boldsymbol{r}) per due diverse posizioni, non riesco a capire perché si ottengano due valori diversi


Perché stai erroneamente supponendo che ci possa essere una magnetizzazione uniforme all'interno di un volume cubico.

I campi devono soddisfare alle equazioni di Maxwell. In particolare, in condizioni statiche e senza correnti, si deve avere

\boldsymbol{\nabla}\times \boldsymbol{H} = 0

e

\boldsymbol{\nabla}\cdot \boldsymbol{B} = 0.

a cui va aggiunta la relazione che lega \boldsymbol{B}, \boldsymbol{H} e \boldsymbol{M}:

\boldsymbol{B} = \mu_0(\boldsymbol{H}+\boldsymbol{M}).

Considera ora un volume genericamente magnetizzato: all'interno del volume la magnetizzazione è \boldsymbol{M}\neq 0, mentre all'esterno è nulla. Quindi all'interno del volume si ha

\boldsymbol{B} = \mu_0(\boldsymbol{H}+\boldsymbol{M})

mentre all'esterno

\boldsymbol{B} = \mu_0\boldsymbol{H}.

Ciò implica che sulla superficie del volume i campi siano discontinui. L'equazioni di Maxwell, però, impongo dei vincoli a queste discontinuità:

- la componente di \boldsymbol{H} parallela alla superficie deve essere continua;
- la componente di \boldsymbol{B} normale alla superficie deve essere continua.

Dato un volume racchiuso in una superficie qualunque, non puoi assegnare arbitrariamente la magnetizzazione all'interno del volume, perché tale magnetizzazione potrebbe essere incompatibile con i vincoli sui campi dati dalle equazioni di Maxwell. Insomma, un cubo magnetizzato uniformemente non può esistere.
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