Salve.
Sono appassionato di audio e diciamo di quello che ruota intorno al mondo del Service Audio - Luci.
Sono iscritto su un forum specifico del settore e tra le vari argomenti alcune volte mi sono inbattuto in thread in cui si parlava di danneggiamenti alle apparecchiature dovute al distacco del neutro.
Ora volevo chiedere a voi maggiori informazioni a riguardo.
Questo è il mio ragionamento: quando vengono fatti spettacoli o altro viene consegnata una fornitura trifase con neutro che arriva alla PowerBox generale. Da questa vengono diramate varie linee verso gli amplificatori, i dimmer e altro. Fatta eccezione per i motori che sollevano le strutture che spesso sono trifase, tutto il resto funziona a 220 V (alimentate tra una fase e il neutro). Ora se per un qualsiasi motivo il cavo del neutro dovesse venire meno, perché questo causa danni alle apparecchiature? Alla fine rimarrebbe solo la fase e non c'è circolo di corrente perché i vari circuiti rimarrebbero "aperti".
Alcuni dubbi riguardo al mondo del Service Audio-Luci
Moderatore:
IsidoroKZ
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Non è così, purtroppo, o meglio, dipende dal punto di interruzione del neutro.
Se interrompi il neutro a valle di un dispositivo monofase, il problema di fatto non si pone, ma se l'interruzione è a monte, dove ha luogo la distribuzione trifase + neutro, allora le cose cambiano.
Devi guardare il carico nel suo complesso, trifase. Il neutro non è un filo collegato al muro, esso è derivato dalla chiusura (centro stella) di un capo degli avvolgimenti secondari del trasformatore MT/bt.
Attraverso il neutro (comune), si richiudono le correnti degli utilizzatori monofase, che in caso di interruzione del neutro a monte delle loro alimentazioni, verrebbero a costituire una serie di carichi collegati a stella senza filo di ritorno e quindi sottoposti ad una tensione diversa da quella stellata e dipendente dalle diverse impedenze stesse dei carichi.
In sostanza, viene a mancare il vincolo del centro stella originario, i carichi (le loro impedenze) essendo con buona probabilità costituiti da potenze diverse, danno origine ad un centro stella squilibrato con potenziale diverso da zero, che può assumere tensione tanto più elevata, quanto maggiore è la differenza tra le impedenze collegate alle varie fasi.
Questa immagine, può darti un' idea di quello che succede a livello impiantistico.
Ma ancora meglio, il fenomeno è comprensibile se si disegna il triangolo equilatero delle tensioni concatenate, con rappresentato al suo interno il baricentro (centro stella) delle rispettive tensioni stellate.
Se trovo un po' di tempo, provo a farti un disegno elementare.
L'argomento comunque è stato trattato diverse volte, se usi le parole chiave nella barra di ricerca del forum, sono sicuro che troverai molto altro.
Saluti
Se interrompi il neutro a valle di un dispositivo monofase, il problema di fatto non si pone, ma se l'interruzione è a monte, dove ha luogo la distribuzione trifase + neutro, allora le cose cambiano.
Devi guardare il carico nel suo complesso, trifase. Il neutro non è un filo collegato al muro, esso è derivato dalla chiusura (centro stella) di un capo degli avvolgimenti secondari del trasformatore MT/bt.
Attraverso il neutro (comune), si richiudono le correnti degli utilizzatori monofase, che in caso di interruzione del neutro a monte delle loro alimentazioni, verrebbero a costituire una serie di carichi collegati a stella senza filo di ritorno e quindi sottoposti ad una tensione diversa da quella stellata e dipendente dalle diverse impedenze stesse dei carichi.
In sostanza, viene a mancare il vincolo del centro stella originario, i carichi (le loro impedenze) essendo con buona probabilità costituiti da potenze diverse, danno origine ad un centro stella squilibrato con potenziale diverso da zero, che può assumere tensione tanto più elevata, quanto maggiore è la differenza tra le impedenze collegate alle varie fasi.
Questa immagine, può darti un' idea di quello che succede a livello impiantistico.
Ma ancora meglio, il fenomeno è comprensibile se si disegna il triangolo equilatero delle tensioni concatenate, con rappresentato al suo interno il baricentro (centro stella) delle rispettive tensioni stellate.
Se trovo un po' di tempo, provo a farti un disegno elementare.
L'argomento comunque è stato trattato diverse volte, se usi le parole chiave nella barra di ricerca del forum, sono sicuro che troverai molto altro.
Saluti
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trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Per i calcoli, ti rimando ad una qualsiasi lezione sul teorema di Millman.
U12, U23, U31 sono le tensioni concatenate, ovvero a 400 V.
E01, E02, E03 sono le tensioni stellate, ovvero a 230 V, misurate tra ciascun vertice del triangolo e il baricentro "O" (centro stella).
Nella codizione di neutro interrotto, a causa della diversità delle impedenze di linea, il centro stella si sposta (a titolo di esempio) in O'.
Guardando la figura, è facilmente intuibile come i carichi monofase alimentati da E0'3 saranno sottoposti ad una ddp inferiore ai 230 V, mentre ad esempio quelli alimentati da E0'2 saranno a loro volta sottoposti ad una ddp decisamente superiore ai 230 V.
Nel peggiore dei casi, si può arrivare ad una sovrapposizione della stellata alla rispettiva concetenata (400 V), ed è per questo che come ti hanno spiegato, l'interruzione del neutro, può determinare guasti irreparabili alle apparecchiature progettate per essere alimentate a 230 V, a causa del cedimento dell'isolamento di componentistica interna.
Saluti
U12, U23, U31 sono le tensioni concatenate, ovvero a 400 V.
E01, E02, E03 sono le tensioni stellate, ovvero a 230 V, misurate tra ciascun vertice del triangolo e il baricentro "O" (centro stella).
Nella codizione di neutro interrotto, a causa della diversità delle impedenze di linea, il centro stella si sposta (a titolo di esempio) in O'.
Guardando la figura, è facilmente intuibile come i carichi monofase alimentati da E0'3 saranno sottoposti ad una ddp inferiore ai 230 V, mentre ad esempio quelli alimentati da E0'2 saranno a loro volta sottoposti ad una ddp decisamente superiore ai 230 V.
Nel peggiore dei casi, si può arrivare ad una sovrapposizione della stellata alla rispettiva concetenata (400 V), ed è per questo che come ti hanno spiegato, l'interruzione del neutro, può determinare guasti irreparabili alle apparecchiature progettate per essere alimentate a 230 V, a causa del cedimento dell'isolamento di componentistica interna.
Saluti
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Salvatore Quasimodo
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Grazie Attilio. tutto chiaro.
Nel caso in cui avvenga una cosa del genere, tipo un distacco del neutro lungo la linea di alimentazione a monte della PowerBox generale, esiste qualche dispositivo da inserire nella powerBox capace di intervenire in modo da contenere i danni oppure bisogna "tenersi il danno"?
Nel caso in cui avvenga una cosa del genere, tipo un distacco del neutro lungo la linea di alimentazione a monte della PowerBox generale, esiste qualche dispositivo da inserire nella powerBox capace di intervenire in modo da contenere i danni oppure bisogna "tenersi il danno"?
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Non ricordo di aver mai visto adottare particolari protezioni in merito a questo tipo di problematica, almeno, non in Italia.
Penso però che esistano, poiché non c'è nulla da inventare, dei relè di massima tensione, da collegare opportunamente, per rilevare tensioni anomale sul "neutro" o comunque, tensioni di fase, oltre i valori tollerabili.
Un sistema di rilevazione che deve poi ovviamente agire su una qualche bobina di sgancio dell' interruttore a monte rispetto ai circuiti che si vogliono proteggere.
Saluti
PS: Bada che gli scaricatori di sovratensione (SPD) proteggono solo da fenomeni impulsivi e non da sovratensioni permanenti. Lo scrivo, qualora ti fossi posto la domanda
Penso però che esistano, poiché non c'è nulla da inventare, dei relè di massima tensione, da collegare opportunamente, per rilevare tensioni anomale sul "neutro" o comunque, tensioni di fase, oltre i valori tollerabili.
Un sistema di rilevazione che deve poi ovviamente agire su una qualche bobina di sgancio dell' interruttore a monte rispetto ai circuiti che si vogliono proteggere.
Saluti
PS: Bada che gli scaricatori di sovratensione (SPD) proteggono solo da fenomeni impulsivi e non da sovratensioni permanenti. Lo scrivo, qualora ti fossi posto la domanda
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