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attilio » 2 giu 2013, 18:06
Non c'è miglior regola dell'esperienza pratica.
Non tutti gli impianti di terra, seguono le stesse modalità di posa in opera, è verosimile, che tra l'impianto di terra di una casa rurale o di campagna e quello di un condominio di 30-50 appartamenti, ci siano delle differenze sostanziali a livello realizzativo.
In assenza di dispersori "di fatto", si impiegano elementi "intenzionali" (picchetti, ecc..), collegati o meno tra di loro tramite corda nuda di rame di adeguata sezione, che si attesta poi sul collettore di terra.
La stessa corda nuda, posata a debita profondità nel terreno, contribuisce anch'essa in maniera significativa al valore finale della resistenza ohmica dell'impianto disperdente.
E' ovvio che prima di battezzare l'impianto di terra appena realizzato, si procede ad una misura voltamperometrica per determinare Rt. Qualora il valore ottenuto, non sia consono a quanto prefissato (e qui si potrebbe andare avanti per ore) si procederà a titolo di esempio, all'installazione di altri dispersori verticali.
Questa però è più teoria che pratica, infatti non ho parlato dell'aspetto economico.
Nella realtà, spesso ci si affida ai dispersori di fatto, per lo più ferri di fondazione degli edifici, collegati lungo il perimetro con corda di rame, con un vantaggio triplo: economico, tempistico e qualitativo del risultato finale di Rt.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo