Concordo con tutti coloro che hanno arricchito questo post di analisi tecniche, aggiungo che, ogni tecnico del comune o di altro ente, quando vede un qualsiasi palo di illuminazione pubblica deve per forza metterlo a terra....con pozzetti, corde e quant'altro....non c'e' nulla da fare , non importa che sia la classe II, bisogna ancorarlo a terra...
"Una sola cosa ho da eccepire nella norma, e sta nel fatto che sulla pubblica via, un palo di illuminazione, anche se di lasse II, potrebbe essere travolto e divelto da un automezzo di qualsiasi stazza a seguito di sinistro, e se si trancia il conduttore con le anime a vista, queste potrebbero entrare in contatto con altri corpi estranei...."""
Ma questa vuole solo essere una condizione di massima o di carattere eccezionale......
Impianti illuminazione pubblica in classe II
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elettro ha scritto:Concordo con tutti coloro [..].....
Con questo tuo post, non hai risposto alla mia domanda vero ?
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Pierluigi2002
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Do' la mia opinione... se morsettiera, cavo e corpo illuminante sono di classe II, allora il cavo di terra collegante il palo deve essere eliminato.
Il cavo di terra collegato, se lasciato, statisticamente può comportare più danno che se non rimosso, in qunto è più probabile che avvenga una dispersione mediante il PE, che cada l'isolamento di classe II.
Comunque sia, anche senza PE, il palo è collegato a terra mediante i suoi ferri di armatura che fungono da dispersore... grazie a questo "collegamento" di terra, il differenziale scatta, per una circolazione di corrente tramite il terreno, che non sarà dello stesso livello passante nel PE, ma pur ci sarà. Questo concetto è lo stesso che evita, o meglio non consente, di "rubare" la corrente dall'ENEL o chi per lei, mediante collegamento tra picchetto di terra e fase: il differenziale scatta!
Il cavo di terra collegato, se lasciato, statisticamente può comportare più danno che se non rimosso, in qunto è più probabile che avvenga una dispersione mediante il PE, che cada l'isolamento di classe II.
Comunque sia, anche senza PE, il palo è collegato a terra mediante i suoi ferri di armatura che fungono da dispersore... grazie a questo "collegamento" di terra, il differenziale scatta, per una circolazione di corrente tramite il terreno, che non sarà dello stesso livello passante nel PE, ma pur ci sarà. Questo concetto è lo stesso che evita, o meglio non consente, di "rubare" la corrente dall'ENEL o chi per lei, mediante collegamento tra picchetto di terra e fase: il differenziale scatta!
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giorgiodavid
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Io ho un grosso dubbio;
in un sistema di pubblica illuminazione misto classe II e classe I e sistema di distribuzione TT, chi mi vieta di fare più impianti di terra indipendenti?
La possibilità che due parti a tensioni differenti vengano toccate contemporaneamente la vedo nulla essendo i pali distanti tra loro non meno di 15/20 mt, mentre le correnti di guasto verso terra comunque si richiudo nel centro stella del trasformatore Enel.
La mia idea è quindi di collegare a terra localmente solo quei pali che portano componenti in classe I.
in un sistema di pubblica illuminazione misto classe II e classe I e sistema di distribuzione TT, chi mi vieta di fare più impianti di terra indipendenti?
La possibilità che due parti a tensioni differenti vengano toccate contemporaneamente la vedo nulla essendo i pali distanti tra loro non meno di 15/20 mt, mentre le correnti di guasto verso terra comunque si richiudo nel centro stella del trasformatore Enel.
La mia idea è quindi di collegare a terra localmente solo quei pali che portano componenti in classe I.
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Inoltro una seconda osservazione in merito.
Secondo la 64-8 4 del 2004 punto 413.1.1.2 le masse simultaneamente accessibili devono essere collegate allo stesso impianto di terra (da ciò ne deduco che masse ove non sia possibile un accesso simultaneo possono essere collegate ad impianti di terra distinti).
Nell'ultima versione della 64-8 (2007), tale punto non viene più citato.
Secondo la 64-8 4 del 2004 punto 413.1.1.2 le masse simultaneamente accessibili devono essere collegate allo stesso impianto di terra (da ciò ne deduco che masse ove non sia possibile un accesso simultaneo possono essere collegate ad impianti di terra distinti).
Nell'ultima versione della 64-8 (2007), tale punto non viene più citato.
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Ivape ha scritto:Personalmente, da progettista, negli impianti in classe II, io prescrivo un differenziale autoripristinante tarato a Idn 0,3/0,5 A, [..]
Scusa tu vorresti avere una protezione addizionale contro i contatti diretti utilizzando un differenziale da 500 mA?
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S', ma cos' non proteggi dai contatti diretti...
Poi...mi indicheresti un interruttore differenziale autoripristinante?
Inoltre qualcuno per caso dispone della guida blu sugli impianti di illuminazione esterna da rivendere? Adesso la vecchia edizoine non si trova perché è in ristampa...
Poi...mi indicheresti un interruttore differenziale autoripristinante?
Inoltre qualcuno per caso dispone della guida blu sugli impianti di illuminazione esterna da rivendere? Adesso la vecchia edizoine non si trova perché è in ristampa...
Ultima modifica di
charman il 13 giu 2013, 16:56, modificato 1 volta in totale.
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