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285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

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[21] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utentealex90 » 14 giu 2013, 19:07

No aspetta mi sono ora reso conto di avere fatto una gran fesseria. Usndo il neutro come conduttore di protezione questo non deve essere mai sezionato giusto? però l'interruttore ha due fusibili uno per la fase e uno per il neutro, se per qualsiasi ragione salta solo quello di neutro tutte le masse si vengono a trovare a 220 V!!! Lo vado ad eliminare immediatamente..grazie
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[22] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteattilio » 14 giu 2013, 19:43

alex90 ha scritto:Usndo il neutro come conduttore di protezione questo non deve essere mai sezionato giusto?

Ma questo vale solo in un caso specifico (PEN) e per quanto tu abbia messo ammollo... pardon, a "terra" il neutro, non ti trovi certo in questa situazione.

alex90 ha scritto:se per qualsiasi ragione salta solo quello di neutro tutte le masse si vengono a trovare a 220 V!

Ma l'interruttore è bipolare, il neutro a monte dell'interruttore continua a fare il suo lavoro, da dove salterebbe fuori questa 220 V?
Diverso il caso in cui interrompi il neutro a monte di circuiti quadripolari.
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[23] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 14 giu 2013, 20:42

Attilio ha scritto:Ma questo vale solo in un caso specifico (PEN) e per quanto tu abbia messo ammollo... pardon, a "terra" il neutro, non ti trovi certo in questa situazione.


:lol: :lol: :lol:
definizione di collegamento "ammollo" = collegamento equipotenziale verso massa fluida di estensione e/o massa indefinita che permette l'esportazione di potenziali pericolosi. la proporrò ai comitati!
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[24] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteguzz » 14 giu 2013, 20:46

hai provato a vedere che succede scollegando la "messa a terra" (se così si può chiamare)?
se ci sono tensioni anomale che arrivano da là, magari il problema si risolve, o quantomeno si riduce, no?
Almeno l'itagliano sallo...
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[25] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteelettro » 14 giu 2013, 20:47

Una villetta dio 50 anni or sono con conduttori da 10mm2 e 2,5mm2 di derivazione è un record...con morsetti in ceramica...mai sentiti per l'epoca mezionata...raba da ricchi, bravo, al tempo chi lo ha eseguito.
I conduttori rigidi non assicurano la "sfilabilità" del conduttore stesso..salvo grosse cordine da almeno 95mm2..i cui trofoli sono rigidi come un cavo rigido...non ne vedo l'utilità...ma toriniamo a noi,...
In questo impianto..la tensione di 285VAC la considero quasi come se fosse una tensione indotta da potenza reattica rifasante in ecceso...oppure, se trattasi di zona perferia di Roma, ove persistente la distribuzione F-F, i 285 VAC sono il prodotto di una sovratensione della rete dell'ente distributore.
Torniamo a noi, se i differenziali intervengono spesso...o in continuazione, dobbiamo consdiderare la solita dispersione di terra su filtri o accoppiamenti capacvitivi sui fasci di cavi.
Probabilemente, in cabina Enel...o Acea...in oridne a chi comanda...probabilmente, il gruppo di rifasamento è KO,,e produce sovratensione indotta..in piu, l'inserimento errato di batterie di condensatori, determina gli impulsi che provocano l'intervento del differenziale...immagino che, l'inconveniente si è materializzato da un momento all'altro...
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[26] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteattilio » 14 giu 2013, 20:55

elettro ha scritto:la tensione di 285VAC la considero quasi come se fosse una tensione indotta da potenza reattica rifasante in ecceso

Galattico!

elettro ha scritto:oppure, se trattasi di zona perferia di Roma, ove persistente la distribuzione F-F, i 285 VAC sono il prodotto di una sovratensione della rete dell'ente distributore.

<No comment!>

Dimenticavo...
elettro ha scritto:I conduttori rigidi non assicurano la "sfilabilità" del conduttore stesso

Beh, anche la sfilabilità di un conduttore flessibile ha dei limiti quando (se) questo viene murato sotto intonaco (senza tubo).
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[27] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 14 giu 2013, 21:41

E fu l'inizio della guerra cavi flessibili VS cavi rigidi .... :mrgreen:

Comunque, anche se per quel tempo era un impianto fatto bene adesso bisognerebbe spenderci un po' su ma si sa che purtroppo spesso la gente per questioni economiche è disposta a mettere a repentaglio la propria incolumità e a rischiare di farsi male....
Per quanto rigarda la dispersione di corrente nel muro bisogna valutare un po' di parametri: il cemento non dovrebbe essere un buon conduttore di corrente ma magari il muro è rinforzato con tondini di ferro, le pareti potrebbero contenere dell'umidità ecc... Suppongo comunque che il muro disperda sempre un po' di corrente. Certo questo non è il mio campo ma... non è rischioso mettere un differenziale meno sensibile ?

:D
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[28] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteelettro » 14 giu 2013, 22:07

Ma questo impianto in quale città si trova..?
Gli inquilini hanno tutti lo stesso problema..??
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[29] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteelettro » 14 giu 2013, 22:53

Mettiamo da parte le stupide polemiche dei conduttori rigidi...toriniamo a noi...io vado bene anche con i flessibili...non è mai morto nessuno per averli usati...
La misura di 285VAC tra F e PE indica che sull'impianto di terra è persistente un guasto che determina una differenza di potenziale derivata da altra fsse di altro impianto, che provoca il valore di tensione letto.
Il "mistero", probabilmente risiede nel fatto che:"Sono stato chiamato dagli inquilini di una casa molto vecchia con impianto elettrico di oltre 50 anni fa costruito secondo le regole in uso all'epoca perciò non è presente il filo di terra, non c'è distinzione tra linea prese e linea luce e i cavi sono tutti di rame rigido murati direttamente senza tubo corrugato."...un conduttore, come la fase e/o anche il neutro.., potrebbe avere un difeto di isolamento e disperdere a muro, magari in presenza anche di umidità...hai detto che quando l'elettricista ha inverito i conduttori, il differenziale scattava subito, probabilmente era stato creato un circuito ove il conduttore "difettato in isolamento", era diventato in quella condizione la Fase, e disperdeva attraverso il muro umido ed tubi acqua dettati a terra nel modo descritto.
Se c'e' un difetto di isolamento...bisogna sezionare l'impianto e verificare...e poi, sensibilizzare gli altri condomini ad appurare la loro condizione impiantistica...La dispersione è sicuramente oltre la soglia dei 30mA...
Se la situazione impiantistica è quella descritta con cavi annegati ad intonaco..penso non ci sia molto da dire...sicuramente, era stato adottato il ritornello della 46/90 con differenziale per ogni utenza sul vano misuraotri GEM, ed un impianto di terra di "fantasia" - il piu facile possibile - per sanare almento la nomativa citatata...ma il resto è rimasot così com'è...ora trovare l'arcano non sarà cosa semplice...
Non avevo letto il passaggio dei cavi murati...ops...!!!
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[30] Re: 285 V tra fase e terra in vecchio impianto.

Messaggioda Foto Utenteattilio » 15 giu 2013, 12:30

elettro ha scritto:Ma questo impianto in quale città si trova..?

Non vedo l'utilità di tale informazione.
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