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Collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

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[11] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenterosino » 10 lug 2013, 12:34

Per fare la prova metti in tensione la presunta massa estranea non l'impianto di terra
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
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[12] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenteperindsako » 10 lug 2013, 17:31

Innanzitutto grazie, ma..
si in linea teorica, quello lo so, ma nel caso di un lavandino metallico in studio medico all'interno di unità condominiale come faccio?
Un puntale sul lavandino e l'altro dove? sul nodo collettore utente scollegato dal montante di terra? (senza collegamento di messa a terra del lavandino)
E poi cambia qualcosa se faccio la misura con l'acqua corrente (aperta, che va giù per lo scarico, per il primo tratto di scarichi in pvc)?

O vuoi forse dire che collegando il puntale negativo sulla terra il potenziale di terra non viene elevato, ma viene elevato solo quello della massa estranea? #-o

Spero non mi fuciliate..
Grazie ancora!!
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[13] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenterosino » 10 lug 2013, 17:48

Il nodo sicuramente collegato all'impianto condominiale.
Da nessuna parte viene citato di fare la prova con l'acqua aperta però se vuoi provare e postare i risultati sono curioso pure io.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
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[14] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenteperindsako » 10 lug 2013, 17:59

Quindi intendi che:
collegando il puntale positivo sul lavandino metallico ed il negativo sul collettore condominiale messo a terra il potenziale della terra condominiale non si eleva.

Questo però in caso di tubazioni metalliche non sarebbe vero.. o sbaglio? (per il collegamento a terra delle tubazioni entranti)

RIGRAZIE!!..

PS
(per il discorso dell'acqua se fossimo al limite con acqua sotto i 200 Ohm e senza acqua sopra i 200 Ohm io metto a terra il lavandino)

PPS:
Spero di non star a discutere del sesso degli angeli
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[15] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenterosino » 10 lug 2013, 18:13

Dubito avrai problemi.
Per la prova fai riferimento alla guida CEI 64-14 che trall'altro nella definizione di massa estranea già elimina i telai delle finestre.

2.1.3.2
...
Non sono da considerare masse estranee quei corpi metallici che non possono introdurre potenziali, generalmente di terra, nell’area dell’impianto elettrico (ad esempio, telai e ante di porte e finestre, ecc.).
...

Io ci aggiungerei anche i lavelli metallici
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[16] Re: collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 10 lug 2013, 18:15

perindsako ha scritto:come effettuare la misura di resistenza di isolamento per vedere se è opportuno il collegamento a terra soglia 200 Ohm..

Ho l'impressione che tu stia facendo un po' di confusione. Cosa c'entra la resistenza di isolamento con la resistenza verso terra di una massa estranea?
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[17] Re: Collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenteperindsako » 11 lug 2013, 9:00

Grazie ancora.. ora mi procuro la 64-14..
confusione? ditemelo voi.. la prova non viene effettuata con lo stesso strumento della resistenza di isolamento?
Capisco che c'è una differenza di fondo tra misurare una resistenza tra una parte in tensione ed una massa rispetto a fare la stessa misura tra una massa estranea e terra.. ma la mia domanda iniziale era che volevo essere sicuro di non iniettare potenziale sull'impianto di terra.. (da come ho capito se collego i puntali giusti non lo faccio ma invertendoli si)
Ma così mi aggiungi un dubbio..
Grazie comunque per qualsiasi Tuo contributo.
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[18] Re: Collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 11 lug 2013, 9:16

Stiamo parlando di un locale medico di gruppo 1, visto che facevi riferimento ai 200 ohm.
In questo caso per la misura della resistenza è sufficiente un ohmmetro.
Solo nel caso di locali di gruppo 2, dovendo stabilire se la resistenza è maggiore o minore di 0,5 megaohm si impiega un misuratore di isolamento con tensione di prova di 500 V in c.c.
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[19] Re: Collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenterosino » 11 lug 2013, 9:20

Qui cado un po' dalle nuvole pure io ?%
La misura si effettuerà nello stesso modo in entrambi i casi no?
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
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[20] Re: Collegamenti equipotenziali nei locali ad uso medico

Messaggioda Foto Utenteperindsako » 11 lug 2013, 9:21

#-o
E' vero, sostanziale differenza..
Rosino.. mi consolo.. ;-)
Grazie infinite, a tutti!
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