Mi scuserete dell'intromissione ma, visto che a me queste "verifiche" sui diodi fanno venire l'orticaria

... provo a dire come ragionerei:
a) all'istante zero "accendiamo" Vin con entrambi i condensatori scarichi
b) visto che
la tensione su un condensatore non può (in pratica) cambiare istantaneamente, la Vc1 sarà zero anche per t=0+
c) ne segue che il punto A per t=0+ verrà a trovarsi ad un potenziale pari a Vin-Vc1=Vin=5 volt
d) ne segue che
D2 sarà OFF (visto che ha l'anodo a zero) e, visto che anche Vc2=0,
D1 sarà invece ON, ne segue che la tensione Vin caricherà C1 e C2 al suo emivalore 5/2=2.5 volt
e) al tempo t=t0 (1ms) Vin passa a zero, ovvero si spegne e porta a zero il morsetto sinistro di C1 che, non potendo cambiare istantaneamente la sua tensione, porta il punto A a -Vc1 ovvero a -2.5 volt
f) di conseguenza D2 risulterà polarizzato direttamente (avendo l'anodo a zero), mentre D1 con il catodo a +2.5 volt (della Vc2), risulterà interdetto
g) la conduzione di D2 scaricherà C1 a zero, mentre C2 rimarrà carico a 2.5 volt
h) alla riaccensione di Vin avremo ancora una volta 5 volt sul punto A, D2 interdetto e D1 conduttivo
i) circolerà quindi una corrente sul percorso C1- D1- C2 che porterà
la stessa carica e quindi la stessa variazione di tensione, su entrambi i condensatori ΔV=ΔQ/C
l) variazione che potrà essere calcolata ricordando che la somma fra Vc1 e Vc2 sarà (a transitorio esaurito) ancora Vin
m) ne segue che (0+ΔV) + (2.5+ΔV) = 5 il che implica ΔV=1.25 volt; C1 si porterà quindi a 1.25 volt e C2 a 3.75 volt
n) si può quindi estendere il procedimento ai periodi successivi nei quali la tensione su C2 andrà sempre ad incrementarsi dell'emivalore della differenza fra la sua tensione e quella del generatore (Vin-Vc2)/2
tendendo asintoticamente a Vin
z) In una situazione di diodi reali il discorso sarà ovviamente più complesso e dipenderà dalla modellazione assunta per i due diodi e per il generatore, ma sostanzialmente simile.