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LED su alimentatore

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[41] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 18 ago 2013, 11:04

Mi arrendo \_O_/
Mi sono basato sulle mie esperienze, mi reputo fortunato, a me non è mai successo ;-)
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[42] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utentemir » 18 ago 2013, 11:49

FedericoSibona ha scritto:...a me non è mai successo ;-)

succede, succede ... non è capitato solo a Foto Utentemarco438 ... :mrgreen:
comunque, mi era sembrato di leggere nei precedenti topic che Foto Utentemangiare volesse indicare con il diodo led proprio la presenza di tensione continua ai morsetti dell'alimentatore, diversamente sarebbe stato più semplice e rapido e meno dispendioso il consiglio di Foto Utenteclaudiocedrone cioè indicare la presenza della tensione di rete con la classica spia sull'interruttore di accensione, mentre se Foto Utentemangiareavesse del budget a disposizone io credo che la miglior indicazione della tensione presente in uscita sai quella fornita da un bellismo voltmetro analogico di opportuno fondo scala, e volendo fare qualcosa di meglio si potrebbe aggiungere un bellissimo amperometro analogico sempre di opportuno fondoscala; così facendo si bypasserebbero tutti i problemi di dimensionamento del resistore per il diodo led e relativi problemi di temperatura, si renderebbe più efficnete l'alimentatore e si risparmierebbe la misura e/o controllo di tensione ed intensità di corrente ogni qualvolta si dovrà utilizzare l'alimentatore in questione.
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[43] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 18 ago 2013, 11:55

mir ha scritto:...... si renderebbe più efficnete l'alimentatore e si risparmierebbe la misura e/o controllo di tensione ed intensità di corrente ogni qualvolta si dovrà utilizzare l'alimentatore in questione.

Foto Utentemir il tuo discorso non fa una grinza ma presume che quell'alimentatore sia ben progettato; al contrario, fare un variabile 1.2/40V , far giungere al regolatore 43Vcc e poi pretendere che funzioni correttamente ed eroghi anche 5A, mi pare pura follia. :mrgreen:
Consiglio quindi a Foto Utentemangiare di rivedere seriamente il tutto, a cominciare dal trasformatore, assolutamente inadatto (per eccessiva tensione) a quell'uso.
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[44] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utentemir » 18 ago 2013, 12:03

Foto Utentemarco438, anche il tuo discorso non fa una grinza ;-) solo che io mi sto limitando a considerare la richiesta dell'op relativa all'alimentazione del diodo led partendo da una tensione di 43 V, tralasciando il resto (che riconosco non sia corretto) che vuole una rivisitazione se non una riproggettazione dell'intero stadio di alimentazione, a quel punto mi viene da consigliare a Foto Utentemangiare di aprire un thread specifico dal titolo "realizzazione di un alimentatore variabile di tipo lineare" fornendo tutti i dati in possesso relativi al trasformatore ... :D
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[45] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 18 ago 2013, 12:12

mir ha scritto: a quel punto mi viene da consigliare a Foto Utentemangiare di aprire un thread specifico dal titolo "realizzazione di un alimentatore variabile di tipo lineare" fornendo tutti i dati in possesso relativi al trasformatore ... :D

:ok:
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[46] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 18 ago 2013, 14:09

mir ha scritto: io credo che la miglior indicazione della tensione presente in uscita sai quella fornita da un bellismo voltmetro analogico di opportuno fondo scala, e volendo fare qualcosa di meglio si potrebbe aggiungere un bellissimo amperometro analogico sempre di opportuno fondoscala; così facendo si bypasserebbero tutti i problemi di dimensionamento del resistore per il diodo led e relativi problemi di temperatura, si renderebbe più efficnete l'alimentatore e si risparmierebbe la misura e/o controllo di tensione ed intensità di corrente ogni qualvolta si dovrà utilizzare l'alimentatore in questione.

perché proprio gli strumenti analogici? Forse ormai costano più dei digitali.
Ad esempio questo che misura 100V e 10A (senza necessità di shunt) con aggiornamento della lettura ogni mezzo secondo per circa 11€ totali
http://www.ebay.com/itm/Digital-LED-Car ... 13&vxp=mtr
l'alimentazione (4,5-30V) si può prendere dal secondario del trasformatore a 8V tramite diodo (o ponte) e condensatore di livellamento.
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[47] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utenterusty » 18 ago 2013, 16:20

mir ha scritto: ora se la potenza richiesta è di 0,615 W un resistore di potenza pari a 1 W soddisfa quanto dimensionato, certo se poi si vuole sovradimensionare passi per un resistore di 2 W, ma sovradimensionare ulteriormente mi sembra alquanto inutile


L'op si lamentava del perché scaldasse cosi' tanto il resistore del led con il tuo dimensionamento, io ho spiegato perché e cosa fare per ovviare al riscaldamento, è una formula non parole al vento.

Continui a non capire, la discussione si allunga e ti piace avere l'ultima parola: non fa' per me.

Foto Utentecarloc, se ne ha il tempo, potra' dirti qualcosa di piu'.
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[48] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto UtenteANDREA2013 » 19 ago 2013, 1:36

mangiare ha scritto:Il trasformatore che ho utilizzato fornisce 30V a 5A e sull'altro secondario 8V a 2A

la butto lì come idea
abbiamo un trasformatore con due secondari, uno da 30 volt e l'altro da 8 volt, giusto?
ma allora perché non sfruttare la differenza tra di loro, ovvero 22 volt ?
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[49] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 19 ago 2013, 8:59

Primo perché la sezione di filo che comanderà diviene quella da 2A del secondario da 8V e non più 5A e secondo perché credo che, con gli avvolgimenti in "andata (30V)-ritorno (8V)", l'impedenza dell'avvolgimento secondario crescerebbe inopportunamente.
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[50] Re: Led su alimentatore

Messaggioda Foto Utentecarloc » 19 ago 2013, 9:55

Io invece non vorrei parlare del sesso dei ricci :D ma...

purtroppo il primo principio della termodinamica ci inchioda alle nostre responsabilità :?

A parità di potenza dissipata avremo la stessa quantità di calore prodotta per unità di tempo. Stiamo semplicemente misurando la stessa cosa da due punti di vista diversi.

Questo indipendentemente dalla potenza nominale della resistenza, dal fatto che ce ne sia una o due o trentatré, o che abbia messo uno Zener da qualche parte.

Il nostro sistema poi (resistenza(e) oppure tutto il contenitore insomma quello che stiamo considerando) aumenterà la sua temperatura fino a trovare un punto di equilibrio in cui il calore che entra (potenza elettrica) è uguale a quello che viene trasferito al "mondo esterno" (supponiamo un "pozzo" di calore a temperatura costante (la temperatura ambiente))


Vedere nel dettaglio quello che succede è piuttosto complicato (lavoro per simulatori che possano tener di conto dei vari fenomeni che "trasportano" il calore, conduzione, convezione (irraggiamento))) ma vedendo invece il valore medio della temperatura e magari anche studiando solo quello che avviene "a regime" alla fine degli eventuali transitori si può approssimare una soluzione introducendo la resistenza termica:

Questa si definisce semplicemente come il salto termico a regime necessario a far "transitare" la potenza unitaria

\Theta_{s,a}=\frac{T_s-T_a}{P_e}

Allora perché esistono resistenze di varie potenze nominali? che cosa è la differenza?

Beh due sono i punti su cui si "giocano" la targhetta della potenza:

i) hanno una resistenza termica minore e quindi, a parità di potenza, un salto termico minore.
Ad esempio sono "più grandi" quindi hanno una maggiore superficie per scambiare calore, alcune si possono fissare su dissipatori. La stessa cosa si ha quando si decide di "montarne alcune in serie/parallelo per dividere la dissipazione", si aumenta lo scambio di calore e quindi si diminuisce il salto termico.

ii) sopportano temperature più elevate quindi scambiano più calore
Ad esempio quelle da una certa potenza in su hanno il contenitore ceramico. Questo però più che una soluzione è solo un "passare la palla a qualcun altro" nel senso che sarà anche vero che la resistenza non si danneggia ma potrebbe tranquillamente danneggiare qualcosa che gli sta vicino (circuito stampato, condensatori...)

Dunque, per tornare sul pratico 0,6W dissipati da una resistenza da 1W nominale è troppo o è accettabile?

Beh come sempre la risposta è dipende, se si prende il datasheet di una resistenza si trova anche la sua resistenza termica e/o un grafico potenza/salto termico
Cattura.JPG
Cattura.JPG (39.78 KiB) Osservato 8094 volte

Cattura1.JPG
Cattura1.JPG (37.51 KiB) Osservato 8094 volte


dove si vede che con 135K/W e 0,6W si ha un salto termico di circa 135K/W x 0,6W=81K

troppi? beh secondo me sì, anche solo con 20°C ambiente si passano i 100°C :? neanche ti bruci se lo tocchi, sfrigola il pollice come un totanino nell'olio bollente :mrgreen: però magari montandola ben lontano da "tutto" :D :D

Invece ad esempio, sempre dallo stesso datasheet, se si prende la "2W" con 75K/W si arriva "solo" a 45K di salto :D

Si vede che anche in questo secondo caso non è che c'è da stare "freschi", ancora con 20°C ambiente si arriva quasi a 70°C, ci si brucia alla grande :cry: ...

Insomma la "lezione" è una sola limitare al massimo le dissipazioni (specialmente quelle inutili) oltre l'aspetto energetico globale (planetario direi) c'è il problema pratico e ineluttabile di liberarsi del calore generato.
Se ti serve il valore di beta: hai sbagliato il progetto!
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