mi sto avvicinando allo studio degli integrali e ci sono alcuni concetti che vorrei chiarire.
1) L'integrazione è l'operazione inversa della derivata, e si divide in integrale definito (con la presenza degli estremi di integrazione) e indefinito (che da come risultato non un numero reale, ma un insieme di funzioni che si chiamano primitive della funzione integranda). Giusto?
2) Per svolgere un integrale definito da a a b di
, occorre calcolare prima la primitiva
e successivamente effettuare la differenza delle immagini di
in b e in a. Questa è una mia deduzione in quanto il mio libro non riporta alcun metodo di calcolo di integrali definiti, è errata?3) Cosa vuol dire
dopo il simbolo dell'integrale? A che scopo si specifica?4) Una domanda meno teorica che si riferisce ad un esempio trovato nel testo:

L'ultima uguaglianza non ho capito da dove viene..
5) Mi viene inoltre detto che nel caso in cui occorra integrare un rapporto tra due funzioni, quando
, bisogna prima scomporre in fratti semplici. perché?Scusate se sono domande stupide ma non ho nessuno che mi dia una mano se non il libro..
Grazie a chi mi aiuterà.

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dove b corrisponde all'estremo superiore mentre a all'estremo inferiore
. Quando studierai gli integrali doppi o tripli allora vedrai che è molto importante specificare se stai integrando rispetto ad x oppure rispetto ad un'altra variabile. In analisi 1 di solito integri sempre in x, però quando fai le sostituzioni devi specificare che stai integrando rispetto all'altra variabile.


sto parlando della derivata di 

, perché se fosse così, dy sarebbe uguale al segmento QM, e non TM. Non ci sto capendo molto..


della variabile indipendente.
mi permette di approssimare l'incremento della funzione in corrispondenza di un incremento della variabile indipendente a partire da 



, si usa scriverlo nella forma 

, quando
allora la funzione ha un incremento uguale alla lunghezza del segmento MQ.
