Beh direi che la base è:
Rk=Ra
in questo modo il guadagno vale approssimativamente +1 visto al catodo e -1 visto all'anodo.
Approssimativamente perché il realtà quel circuito è molto meno "anti-simmetrico" di quello che sembra.
In effetti le espressioni dei due guadagni Va/Vg e Vk/Vg tendono ad essere uguali in modulo se Rk=Ra ma...
...ma l'uscita sull'anodo ha una resistenza interna circa uguale ad Rk. Invece vedendo nel catodo vedi 1/gm||Rk che tipicamente sarà molto minore dell'altra a causa della reazione di tensione presente. Visto dall'anodo invece abbiamo una reazione di corrente.
Poi c'è anche da dire che tutto ciò è vero nell'ipotesi di ra (resistenza differenziale di uscita della valvola) "infinita", ma è noto che questo non è molto vero con le valvole.
Si potrebbe tener conto di tutte queste differenze e, anche in base al carico visto (R2 e R3), fare i conti ma direi che normalmente non ne vale la pena. Differenze anche di svariati punti percentuali non portano a nessun problema, altrimenti che dire delle tolleranze dei componenti? Soprattutto le due finali a valle avranno caratteristiche di controllo simili, ma non identiche.
Solo fai R2,R3>>Ra e vivi felice.
Per i condensatori di accoppiamento non dovresti avere problemi, "tutto come al solito"
Poi la parte statica, partendo dall'ampiezza Vp necessaria a pilotare a pieno le due finali a valle devi polarizzare lo stadio per avere sufficiente caduta a riposo sia su Ra che su Rk per poter produrre le variazioni necessarie (aggiungerei con un bel margine).
Lo stesso vale per la Vak a riposo che dovrà essere in grado di variare per +/-2Vp volt rimanendo in linearità.
Nota che normalmente questo porta ad avere il catodo piuttosto "alto" rispetto lo zero volt. A questo punto per riuscire a polarizzare la valvola devi "alzare" anche la griglia con un partitore dall'alimentazione positiva altrimenti te la trovi interdetta.