20 anni fa ho ideato un particolare strumento .
Era il tempo dei "Consumometri".
Questo circuito elettronico di semplicissima realizzazione è rimasto bloccato per il fatto che bisognava montare due sensori uno sulla ruota e uno sulla posizione del pedale dell'acceleratore.
Una semplice fotocellula sulla ruota e un potenziometro che applicato sul tirante del pedale avrebbe segnato più o meno l'apertura del carburatore.
Con questi due valori lo strumento diventava un ottimo segnalatore di marcia corretta.
Praticamente ora con le nuove macchine è fattibile visto che il conta giri e il conta km funzionano elettricamente: questo segnale prelevato dai due strumenti e collegato al mio circuito elettronico collegato a un visore a 10 led diventa un ottimo indicatore di Consumo/Resa.
Ora che si può, non c'è più la voglia di applicarlo.
Chi si ricorda dei "consumometri" per auto?
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eros ha scritto: Una semplice fotocellula sulla ruota e un potenziometro che applicato sul tirante del pedale avrebbe segnato più o meno l'apertura del carburatore.
A parte che i carburatori praticamente non esistono più, ma quella misura era un po' più che approssimata, In un consumometro degno di questo nome deve essere mappato in memoria il piano quotato dei consumi specifici del motore ed i sensori dovrebbero essere ben più di due. Chiamo in causa
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FedericoSibona il 6 set 2013, 14:00, modificato 1 volta in totale.
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FedericoSibona
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Del "consumometro" mi ricordo poco e niente.
Io mi ricordo il vecchio "Econometro" montato di serie su alcuni modelli di Fiat UNO.
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Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola!
Anton Cechov
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badilant
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eros ha scritto:Ora che si può, non c'è più la voglia di applicarlo.
L'indicatore di consumo ormai è di serie nel computer di bordo.
Non ti dirà la marcia da inserire ma se uno è appena appena attento al modo di guidare, i consumi fa presto a ridurli. Quando guido io l'auto il mio consumo è mediamente sui 18km/l, quando la guidava mio figlio era stabilmente sotto i 16 km/l. Ora che ha la SUA auto e il carburante è a carico suo improvvisamente ha alleggerito il piede

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Il minor consumo di un motore endotermico si ha quando, data una certa velocità che si vuole mantenere e la strada con una certa pendenza, la pme (pressione media effettiva nei cilindri) è al 70/80%. Detto più terra terra, si deve tenere una marcia tale che la potenza esuberante, ossia quella che potrebbe far accelerare il veicolo affondando l'acceleratore, sia minima. In discesa invece sarebbe da tenere una marcia tale da non dover mai toccare l'acceleratore, in tali condizioni il consumo sarà quello che si avrebbe con motore al minimo.
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FedericoSibona
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edgar ha scritto: ...L'indicatore di consumo ormai è di serie nel computer di bordo.... :
P.s. Mi pare comunque di ricordare che il motore non "si curi" del volume (litri) del carburante, ma della massa (kg) dello stesso.
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claudiocedrone
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Si è più o meno come dici , Claudocedrone, il minor consumo c'è quando la ruota gira forte o adagio, e il pedale non è premuto. Che è poi la situazione della discesa. Per la pianura o saliscendi dove è richiesta il cambio marcia dalla quinta alla quarta, non tutti sono attenti ai giri del motore e li si va fuori consumo.
Lo strumento da me ideato è appunto quella striscia di led che ti avverte se sei nella situazione idonea.
Praticamente all'affondo del pedale lo strumento segna il fondo scala, e scende mano mano che la ruota gira sempre di più.
Tutto sommato è anche bello da vedere.
Mettendolo sopra al cruscotto, sicuramente si vede di più dell'indicazione scritta del computer di bordo.
Lo strumento da me ideato è appunto quella striscia di led che ti avverte se sei nella situazione idonea.
Praticamente all'affondo del pedale lo strumento segna il fondo scala, e scende mano mano che la ruota gira sempre di più.
Tutto sommato è anche bello da vedere.
Mettendolo sopra al cruscotto, sicuramente si vede di più dell'indicazione scritta del computer di bordo.
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Chi se lo scorda il cruscotto digitale della Fiat Tipo (mia prima auto), con l'econometro...

Adesso invece con la mia attuale auto (seconda nella mia vita), Fiat Punto 1300 Multijet, tengo sotto controllo i consumi con una guida attenta ed economica: 4,5 l per 100 km di media, più di 20 km con un litro...
peccato che il diesel in Italia costa circa il 20% in più di quello di altri Paesi (sono stati in grecia dove il diesel costava 1,350€/l
saluti

Adesso invece con la mia attuale auto (seconda nella mia vita), Fiat Punto 1300 Multijet, tengo sotto controllo i consumi con una guida attenta ed economica: 4,5 l per 100 km di media, più di 20 km con un litro...
peccato che il diesel in Italia costa circa il 20% in più di quello di altri Paesi (sono stati in grecia dove il diesel costava 1,350€/l
saluti
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Sarò io strano, ma in genere il consumo indicato dallo strumento di bordo non lo guardo mai (se non per pura curiosità) e di certo non lo guardo per sapere quanto/come/dove accelerare o frenare. Credo che quando uno guida da un tot di tempo, non abbia bisogno di quel numero per capire quando è ora di lasciare un po' il piede o cambiare marcia... se non "senti" il motore è meglio andare a piedi 
p.s. il titolo del thread sarebbe meglio in minuscolo
p.p.s.
dubito fortemente la la relazione sia così lineare... anzi...
p.s. il titolo del thread sarebbe meglio in minuscolo
p.p.s.
Una semplice fotocellula sulla ruota e un potenziometro che applicato sul tirante del pedale avrebbe segnato più o meno l'apertura del carburatore.
dubito fortemente la la relazione sia così lineare... anzi...
in /dev/null no one can hear you scream
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Nei consumometri del gruppo Fiat i dati vengono dalla Ecu, quindi se ti dice 22 lt/100 km alza il piede. In ogni caso io alla mia non lo voglio vedere,primo perché ho il piede leggero e quindi quello che dice lo strumento non mi serve, faccio tra 15 e 17 km/lt con quella chiattona della Croma e 21/23 con la Punto jtd del 2002 con 280.000 km, secondo quei numeri che cambiano continuamente mi distraggono dalla strada, leggo solo i km fatti tra un pieno e l'altro. Andare a ficcare altra roba non me lo sento assolutamente di consigliarvelo, non si sa mai i casini che si possono creare lavorando nel cofano, tanto per dirvene una la scorsa settimana ho lavorato sulla bielletta del tergi della Punto che era uscita dalla sede, con tutta l'attenzione al momento di riaccendersi non l'ha fatto, per fortuna è bastato smuovere le spinone sulla ecu per farla ripartire, immaginate la gioia di uno che non lo sa e che si trova l'auto che non parte dopo una fesseria di lavoretto.
Ceterum censeo Cartagho delendam esse
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babbucciodonosor
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