Ciao ragazzi.
Continuo su questo theard perché ho anche io lo stesso problema.
A casa di mia zia c'è una lampada a fluorescenza che lampeggia da spenta. In pratica la lampada si accende da tre punti luce (con due deviatori e un invertitore). Ho controllato che l'interruzione sia sulla fase e non sul neutro e non ci sono luci spia di segnalazione. Penso quindi sia un problema legato alla capacità parassita dei cavi che, ahimè, per forza di cose sono lunghi.
Tenendo la lampada spenta, ho provato a fare una misurazione della tensione sul filo di fase che arriva alla lampada ottenendo circa 40V. Il problema è che non so quanto sia affidabile in quanto ho utilizzato come riferimento a terra il mio corpo (in pratica ho tenuto un terminale in mano). Ho controllato che la tensione sul neutro sia nulla (sempre impugnando un terminale).
Mi domando: E' strano trovare una tensione diversa da 0 rispetto a terra sul filo di fase della lampada quando dovrebbe essere spenta?
Lampadina lampeggiante da spenta
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Guerra
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Da praticone e per aver già risolto problemi del genere, mi sento di consigliare di invertire i cavi in ingresso alla lampada. Se è una lampada a spina basta ruotare la spina di 180°, altrimenti si dovranno invertire i cavi che arrivano direttamente alla lampada nelle scatole a muro.
Per i circuiti dei reattori elettronici delle lampade fluorescenti, non è, in genere, sufficiente entrare con la tensione di rete, ma si devono rispettare gli ingressi L ed N. Ora nei reattori elettronici esterni ci sono i morsetti con indicazione L ed N, ma purtroppo nelle lampade compatte il reattore è interno e l'attacco non è reversibile.
Non è detto che quanto sopra risolva sempre perché, come è stato detto, i motivi dell'anomalia possono essere anche altri, ma in qualche situazione simile ho risolto
Pioz, non mi fiderei tanto ad usare il mio corpo come messa a terra maneggiando cavi in cui possa, potenzialmente, essere presente la tensione di rete 
Per i circuiti dei reattori elettronici delle lampade fluorescenti, non è, in genere, sufficiente entrare con la tensione di rete, ma si devono rispettare gli ingressi L ed N. Ora nei reattori elettronici esterni ci sono i morsetti con indicazione L ed N, ma purtroppo nelle lampade compatte il reattore è interno e l'attacco non è reversibile.
Non è detto che quanto sopra risolva sempre perché, come è stato detto, i motivi dell'anomalia possono essere anche altri, ma in qualche situazione simile ho risolto
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FedericoSibona
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Il modo migliore e più brillante per risolvere la cosa sarebbe fare in modo di forzare il potenziale neutro anche sul conduttore di fase quando la lampada è spenta. Se si trattasse di una normale interruzione basterebbe utilizzare un deviatore. In questo caso potrebbe essere utile introdurre un relè.
Puoi fare tutte le inversioni del mondo, ma se sul conduttore flottante si genera tensione indotta, per forza di cose l'energia si dovrà scaricare sulla lampadina.
P.S. la misura fatta tra fase ed il proprio corpo è una corbelleria. Non dice assolutamente nulla. E' più probabile che tu abbia misurato degli effetti antenna. Per fare queste misure occorre garantire una impedenza significativa tra i due punti di misura, dell'ordine di
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Puoi fare tutte le inversioni del mondo, ma se sul conduttore flottante si genera tensione indotta, per forza di cose l'energia si dovrà scaricare sulla lampadina.
P.S. la misura fatta tra fase ed il proprio corpo è una corbelleria. Non dice assolutamente nulla. E' più probabile che tu abbia misurato degli effetti antenna. Per fare queste misure occorre garantire una impedenza significativa tra i due punti di misura, dell'ordine di
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Candy
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Mi stavo chiedendo come fare un collegamento di tipo deviato, che non faccia uso di alcun relè, che a lampada spenta garantisca il neutro ad entrambi i terminali della lampada stessa.
Pensavo ingenuamente che se, per garantire un collegamento al neutro, dobbiamo passare da un interruttore ad un deviatore allora con un deviatore dovremo passare ad un invertitore.
Sembra che la cosa funzioni davvero
va beh, magari lo sapevate già
Ciao,
Pietro.
Pensavo ingenuamente che se, per garantire un collegamento al neutro, dobbiamo passare da un interruttore ad un deviatore allora con un deviatore dovremo passare ad un invertitore.
Sembra che la cosa funzioni davvero
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Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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Mi stavo chiedendo come fare un collegamento di tipo deviato
Pag. 24.
http://www05.abb.com/global/scot/scot20 ... 001_12.pdf
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6367 ha scritto:Pag. 50.
Ho visto il documento, forse ti riferisci a pagina 25 del documento o pagina 37 della barra acrobat. (pagina 50 del documento non c'è, mentre impostando pagina 50 sulla barra acrobat viene fuori un'altra pagina che non c'entra)
Parlano proprio di sostituire il primo deviatore con un invertitore! Ecco, vedi, non lo sapevo.
Grazie per la dritta.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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6367 ha scritto:Poi c'è un "inserto" da staccare su altro argomento e l'articolo prosegue qualche pagina dopo del file.
Ed è lì che consiglia di usare un deviatore al posto di un interruttore, prolungando il neutro anziché lasciare il circuito aperto quando la lampada è spenta, oppure un invertitore al posto di un deviatore, sempre prolungando il neutro quando la lampada è spenta.
Ora io mi chiedo (e chiedo a chi ne sa più di me di impianti): è prudente collegare su uno stesso deviatore o invertitore sia la fase che il neutro? D'accordo che funziona, ma avere fase e neutro così vicini su un deviatore o invertitore non rappresenta un rischio aggiunto?
Io risolverei in altro modo, e precisamente inserendo un condensatore in parallelo alla lampadina. Dove metterlo esattamente non saprei, non vorrei che il calore della lampadina lo danneggiasse, e dovrebbe anche essere ben isolato visto che lavora a tensione di rete. Comunque un posto dovrebbe potersi trovare.
Il condensatore rappresenta un percorso a bassa impedenza per quelle correnti dovute ad effetti capacitivi parassiti. Con le capacità parassite formerebbe un partitore in grado di abbassare praticamente a zero la tensione ai capi della lampadina.
Un beneficio aggiuntivo, se il condensatore è calcolato opportunamente, sarebbe il rifasamento della lampadina a basso consumo, visto che quasi sempre queste hanno un cos fi penoso (dalle parti di 0,5 da quel che ho verificato).
I produttori potrebbero metterlo direttamente dentro la lampadina, insieme all'elettronica. Chissà perché non lo fanno...

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Purtroppo,
GuidoB non funzionerebbe per diversi motivi, uno di questi, come già evidenziato da
Candy in [5] è che il circuito è non lineare. Anche ben poca corrente che riesce a circolare nei diodi fa caricare i condensatori interni alla lampada e poi non riesce più a sfuggire. Probabilmente l'effetto del tuo circuito sarebbe quello di rallentare la frequenza dei lampeggi, ma nulla di più.
Per quanto riguarda il connettere ad un deviatore/invertitore direttamente fase/neutro non lo vedo come un grosso problema, ma su questo aspettiamo l'opinione di chi se intende di impiantistica. Credo che il problema più grande sia trovare il neutro nella scatola dell'interruttore o riuscire a portarcelo.
Conta che fino a poco tempo fa gli americani, per fare un deviato usavano questo circuito:
che ora non possono più usare pechè non è possibile stabilire con certezza a quale dei due capi della lampada vada la fase e a quale il neutro.
Ciao,
Pietro.
Per quanto riguarda il connettere ad un deviatore/invertitore direttamente fase/neutro non lo vedo come un grosso problema, ma su questo aspettiamo l'opinione di chi se intende di impiantistica. Credo che il problema più grande sia trovare il neutro nella scatola dell'interruttore o riuscire a portarcelo.
Conta che fino a poco tempo fa gli americani, per fare un deviato usavano questo circuito:
che ora non possono più usare pechè non è possibile stabilire con certezza a quale dei due capi della lampada vada la fase e a quale il neutro.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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GuidoB ha scritto:I produttori potrebbero metterlo direttamente dentro la lampadina, insieme all'elettronica. Chissà perché non lo fanno...![]()
In realtà ci sono delle lampade ad alta efficienza che hanno dell'elettronica integrata per evitare questo problema, ormai noto.
Questo circuito non è altro che un piccolo interruttore elettronico che chiude una piccola resistenza sui condensatori quando la tensione a monte dei diodi è troppo bassa. (tipicamente sono un paio di BJT, per spendere poco...)
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PietroBaima
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