Credo che il condensatore in parallelo potrebbe funzionare, perche' e` prima dei diodi. In pratica forma un partitore capacitivo il cui equivalente Thevenin ha una tensione piu` bassa di quella di rete, anche molto piu` bassa. I condensatori dopo il ponte raddrizzatore non possono andare oltre a questa tensione, e puo` essere insufficiente per accendere la lampada.
Lampadina lampeggiante da spenta
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Guerra
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Credo che il condensatore in parallelo potrebbe funzionare, perche' e` prima dei diodi. In pratica forma un partitore capacitivo il cui equivalente Thevenin ha una tensione piu` bassa di quella di rete, anche molto piu` bassa. I condensatori dopo il ponte raddrizzatore non possono andare oltre a questa tensione, e puo` essere insufficiente per accendere la lampada.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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PietroBaima ha scritto:Purtroppo,GuidoB non funzionerebbe per diversi motivi, uno di questi, come già evidenziato da
Candy in [5] è che il circuito è non lineare. Anche ben poca corrente che riesce a circolare nei diodi fa caricare i condensatori interni alla lampada e poi non riesce più a sfuggire. Probabilmente l'effetto del tuo circuito sarebbe quello di rallentare la frequenza dei lampeggi, ma nulla di più.
OK, se il circuito è non lineare allora non ha senso parlare di rifasamento.
Ma comunque credo che l'effetto partitore dovrebbe ridurre la tensione a percentuali infime di quella di rete, anche se il circuito della lampadina è non lineare. Sotto un certo limite la lampada non lampeggerebbe più. Però non ho provato.
P.S. Vedo che
PietroBaima ha scritto:Conta che fino a poco tempo fa gli americani, per fare un deviato usavano questo circuito:
E se poi dimenticavano di staccare la corrente prima di cambiare una lampadina... e per sbaglio toccavano la vite...
PietroBaima ha scritto:In realtà ci sono delle lampade ad alta efficienza che hanno dell'elettronica integrata per evitare questo problema, ormai noto.
Beh, meno male che non tutti i costruttori cercano di risparmiare fino all'ultimo centesimo.
Se hai sottomano qualche marca e modello con questo accorgimento, magari potresti indicarlo a beneficio di chi ha questo problema...

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Buongiorno!
Grazie a tutti per le risposte!
Sinceramente ho "risolto" in modo abbastanza semplice. Ho scambiato la lampada psicadelica con un'altra di marca diversa presa da un altro lampadario (che è acceso da un solo punto luce e quindi ha una tratta corta).
Infatti il lampadario incriminato monta da molti anni lampade a basso consumo (quasi una decina) ed il problema è sorto solamente con l'ultima lampada che è stata cambiata. La lampada è stata sostituita con una identica (pensando ad un difetto di fabbrica) ma il lampeggio è rimasto.
Morale della favola quel tipo di lampada è sensibile alle microcorrenti che scorrono per effetto capacitivo mentre il modello montato ora no!
Grazie a tutti per le risposte!
Sinceramente ho "risolto" in modo abbastanza semplice. Ho scambiato la lampada psicadelica con un'altra di marca diversa presa da un altro lampadario (che è acceso da un solo punto luce e quindi ha una tratta corta).
Infatti il lampadario incriminato monta da molti anni lampade a basso consumo (quasi una decina) ed il problema è sorto solamente con l'ultima lampada che è stata cambiata. La lampada è stata sostituita con una identica (pensando ad un difetto di fabbrica) ma il lampeggio è rimasto.
Morale della favola quel tipo di lampada è sensibile alle microcorrenti che scorrono per effetto capacitivo mentre il modello montato ora no!
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GuidoB ha scritto:Ma comunque credo che l'effetto partitore dovrebbe ridurre la tensione a percentuali infime di quella di rete,
Sì, è giusto.
Ne ho parlato anche con
Bisogna solo fare in modo di ridurre la tensione di rete al di sotto di una tensione dalle parti dei 50V, altrimenti la lampada cercherà di accendersi dando origine al lampeggiamento.
Chissà perché però, la soluzione capacitiva non mi piace un gran che.
Al limite ci sarebbe questa soluzione creativa.
GuidoB ha scritto:Se hai sottomano qualche marca e modello con questo accorgimento, magari potresti indicarlo a beneficio di chi ha questo problema...
Avevo letto di queste lampade un po' di tempo fa quando se ne era parlato in un'altra discussione. Purtroppo non riesco a ritrovare la pagina web che ne parlava. A memoria mi sembra però che fossero alcune lampade della OSRAM. Curiosamente sembra che alcune lampade lampeggino e altre no (e non è imputabile ad una variazione casuale dei parametri perché stessi modelli di lampade hanno tutte lo stesso comportamento).
Per concludere ti segnalo questo sito web, che riporta un'ampia gamma di circuiti interni alle lampade a basso consumo.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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Io ne ho una che lampeggia una ventina di volte, ogni 20s appena spenta, poi se ne sta tranquilla. Probabilmente quando i transistori sono ancora caldi hanno un beta maggiore e una VBE minore, fattori che bastano a far innescare l'oscillatore a bassa tensione.
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Sì, dovrebbe funzionare. Il blogger suggerisce di collegare una resistenza da 240 kΩ in parallelo alla lampadina. Con i 110 V della sua rete, la dissipazione di potenza è trascurabile (0,05 W). Sulla lampada in foto però è saldata una resistenza da 120 kΩ (la potenza dissipata raddoppia a 0,1 W).
Se abbiamo invece la tensione di rete circa doppia (230 V), volendo lasciare il partitore uguale, la potenza in entrambi i casi circa quadruplica (a 0,22 o 0,44 W) e quindi una resistenza SMD non è più consigliabile. Meglio collegare una resistenza da 120 kΩ, 1 W tra i morsetti del portalampade.
Oppure un condensatore da almeno 27 nF per avere la stessa impedenza di 120 kΩ (il diverso sfasamento dovrebbe migliorare un po' il comportamento). Direi da almeno 630 V. È un po' più grossetto probabilmente, ma non scalda. Ma non so se è più a rischio cortocircuito di una resistenza.
In conclusione, non saprei decidere tra queste due alternative.
PietroBaima ha scritto:Per concludere ti segnalo questo sito web, che riporta un'ampia gamma di circuiti interni alle lampade a basso consumo.
Grazie, è molto interessante!
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GuidoB ha scritto:Sulla lampada in foto però è saldata una resistenza da 120 kΩ
A guardarlo bene mi sembra che abbia messo due resistenze in serie, una girata dal verso "giusto" e l'altra sottosopra.
BTW anche secondo me è meglio mettere una R in parallelo al portalampada, se non altro per non doverla risaldare tutte le volte che cambio la lampadina
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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PietroBaima ha scritto:A guardarlo bene mi sembra che abbia messo due resistenze in serie, una girata dal verso "giusto" e l'altra sottosopra.
Ecco svelato l'inghippo delle resistenze che non corrispondono!
E quindi teniamo per buoni i 240 kΩ suggeriti nel testo.Ciao
Guido
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