Da moltissimi anni sono impegnato nel campo dell’esercizio prima, e delle costruzioni poi, di impianti di produzione e trasmissione di energia elettrica.
Ultimamente mi capita di dover smantellare alcune mie convinzioni senza però di esserlo al 100%, per esempio in questi giorni:
Negli anni passati i cavidotti di MT interrati (per limitare l’induzione magnetica) pur viaggiando a trifoglio ogni 150/200mt le fasi venivano traslate fra di loro in senso orario guardando la fonte di energia (diverse miglia di km per parchi eolici Enel, Edison ecc) in Enel si usa l’ecoidale in quanto la sezione massima che adoperano è il 185mmq, mentre in AT (150 e 380KV)si faceva la traslazione degli schermi in quanto molto difficile era la loro possibilità di rotazione.
Oggi mi si dice che è sufficiente fare solo la sistemazione a trifoglio, e siccome non sono convinto e non sono uno specialista in elettrotecnica mi rivolgo al forum per avere una lezione di elettrotecnica.
grazie
Orsoioghi48
Induzione magnetica si oppure no?
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
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Che io sappia, la trasposizione delle fasi la si fa per "compensare", soprattutto sulle linee aeree, le diverse impedenze viste dai singoli conduttori, causa la diversa conformazione fisica dei supporti che porta i singoli conduttori a vedere una diversa impedenza equivalente tra le fasi e con terra.
La stessa cosa avrebbe senso nel caso di posa interrata se le tre fasi fossero realizzate da conduttori distinti e separati.
Se la linea è realizzata da trefoli, è pacifico, la trasposizione è praticamente già fatta.
La stessa cosa avrebbe senso nel caso di posa interrata se le tre fasi fossero realizzate da conduttori distinti e separati.
Se la linea è realizzata da trefoli, è pacifico, la trasposizione è praticamente già fatta.
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Candy
32,5k 7 10 13 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
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- Iscritto il: 14 giu 2010, 22:54
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Per attribuire ad ogni fase la stessa reattanza i conduttori devono essere disposti ai vertici di un triangolo equilatero ed in tal caso non c'è bisogno di ruotare ciclicamente i conduttori, sia che si tratti di corde di linee aeree che di cavi unipolari interrati. Se le corde od i cavi unipolari non sono a disposizione equilatera si deve effettuare la rotazione in modo che mediamente ogni conduttore venga a trovarsi nella stessa posizione rispetto agli altri due. Il calcolo della reattanza di esercizio per ogni conduttore è identico nei due casi. Nella disposizione equilatera si considera l'identica distanza
tra le fasi, corrispondente al lato del triangolo equilatero. Se la disposizione non è equilatera ma le fasi sono ciclicamente permutate per ogni tratto di linea diviso in tre tronconi di uguale lunghezza, si considera la media geometrica delle mutue distanze:![D = \sqrt[3]{{{D_{12}}{D_{23}}{D_{31}}}} D = \sqrt[3]{{{D_{12}}{D_{23}}{D_{31}}}}](/forum/latexrender/pictures/5465867c6b12b4d2bf640b4ba3b2b468.png)
La reattanza vale
dove
è il diametro del conduttore.
La trasposizione degli schermi dei cavi in AT la si fa quando i tre schermi devono essere tra loro uniti. Gli schermi si mettono in cortocircuito per abbassare la reattanza d'esercizio del cavo. Contemporaneamente però si aumenta la resistenza apparente di fase, quindi le perdite di potenza a parità di corrente trasportata, a causa delle perdite dovute alle correnti indotte negli schermi. Per ridurre tali correnti in linee lunghe, indipendentemente dalla disposizione dei cavi, si tagliano gli schermi e si ricorre alla rotazione dei collegamenti, o trasposizione per ogni gruppo di tre tronconi in cui è suddivisa la linea. In ogni schermo in tal modo sono indotte correnti dalle correnti di tutte e tre le fasi e non di una sola, come con lo schermo integro, e poiché la somma delle correnti di fase è nulla, anche la totale corrente indotta in ciascuno schermo è nulla.
tra le fasi, corrispondente al lato del triangolo equilatero. Se la disposizione non è equilatera ma le fasi sono ciclicamente permutate per ogni tratto di linea diviso in tre tronconi di uguale lunghezza, si considera la media geometrica delle mutue distanze:![D = \sqrt[3]{{{D_{12}}{D_{23}}{D_{31}}}} D = \sqrt[3]{{{D_{12}}{D_{23}}{D_{31}}}}](/forum/latexrender/pictures/5465867c6b12b4d2bf640b4ba3b2b468.png)
La reattanza vale
dove
è il diametro del conduttore.La trasposizione degli schermi dei cavi in AT la si fa quando i tre schermi devono essere tra loro uniti. Gli schermi si mettono in cortocircuito per abbassare la reattanza d'esercizio del cavo. Contemporaneamente però si aumenta la resistenza apparente di fase, quindi le perdite di potenza a parità di corrente trasportata, a causa delle perdite dovute alle correnti indotte negli schermi. Per ridurre tali correnti in linee lunghe, indipendentemente dalla disposizione dei cavi, si tagliano gli schermi e si ricorre alla rotazione dei collegamenti, o trasposizione per ogni gruppo di tre tronconi in cui è suddivisa la linea. In ogni schermo in tal modo sono indotte correnti dalle correnti di tutte e tre le fasi e non di una sola, come con lo schermo integro, e poiché la somma delle correnti di fase è nulla, anche la totale corrente indotta in ciascuno schermo è nulla.
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Salve
orsoioghi48,
oltre alle corrette osservazioni di
Candy ed
admin ti segnalo che la cordatura ad elica ha il vantaggio di minimizzare l'induzione magnetica già a breve distanza dall'asse della linea: infatti dato che il passo dell'elica è relativamente piccolo (da uno a pochi metri) i campi di induzione prodotti dalle diverse fasi tendono a cancellarsi ad una certa distanza, in modo più marcato di quanto non avvenga in un elettrodotto posato a trifoglio. Nulla cambia riguardo all'induttanza di servizio della linea.
Oltre al punto di vista elettrotecnico c'è però anche una differenza formale e legislativa non trascurabile: secondo quanto previsto dal DM 29/5/08 il calcolo delle fasce di rispetto ai sensi del DPCM 8/7/03 si applica alle linee elettriche aeree ed interrate MT ed AT, ma ad esclusione delle linee MT in cavo cordato ad elica. Questo da un punto di vista pratico rende molto più semplice installare cavi cordati ad elica rispetto a cavi unipolari a trifoglio.
oltre alle corrette osservazioni di
Oltre al punto di vista elettrotecnico c'è però anche una differenza formale e legislativa non trascurabile: secondo quanto previsto dal DM 29/5/08 il calcolo delle fasce di rispetto ai sensi del DPCM 8/7/03 si applica alle linee elettriche aeree ed interrate MT ed AT, ma ad esclusione delle linee MT in cavo cordato ad elica. Questo da un punto di vista pratico rende molto più semplice installare cavi cordati ad elica rispetto a cavi unipolari a trifoglio.
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Grazie, molto esaustivo.
Molte volte le abitudini sono controproducenti.
Orsoioghi48
Molte volte le abitudini sono controproducenti.
Orsoioghi48

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orsoioghi48
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- Iscritto il: 21 apr 2012, 21:45
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L'espressione della induttanza di servizio ha la stessa espressione anche nel caso di cavi unipolari non schermati?
Lo stesso raginonamento che avete fatto può valere anche nel caso di cavi in bt non schermati?
Grazie.
Lo stesso raginonamento che avete fatto può valere anche nel caso di cavi in bt non schermati?
Grazie.
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Grazie!
P.s. il valore dell'induttanza di servizio quindi anche nel caso di cavi unipolari in BT non schermati, nasce dal considerare cavi con ritorno a grande distanza, valutando le fem dalle correnti indotte su ciascun conduttore di fse?
P.s. il valore dell'induttanza di servizio quindi anche nel caso di cavi unipolari in BT non schermati, nasce dal considerare cavi con ritorno a grande distanza, valutando le fem dalle correnti indotte su ciascun conduttore di fse?
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Per conduttori unipolari per un circuito trifase, con sezione di 400mmq, dispositi in parallelo, in BT, l'oridne di grandezza della induttanza di servizio nei cavi è di 0.1 milli H/km?
Grazie.
Grazie.
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