Rimane complicato abbassare ancora la tensione?
Quanta corrente esce sui 12V?
[CDEY] - Come modifico il mio vecchio alimentatore?
Moderatore:
brabus
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Eccallà...
E' normale, devo rassegnarmi... ogni volta che si raggiunge qualcosa di concreto, ecco che l'asticella si sposta un po' più su.
Neanche un "grazie, almeno adesso ho uno schema valido"... subito a voler di più.
Vabbé è normale, mettiamola così. Non va bene, ma è la normalità.
OK, adesso ti mostro cosa succede.
Adesso aumentiamo le prestazioni mantenendo la topologia, adesso vedi che accrocchio della malora vien fuori.
Vogliamo scendere con la tensione? Bene, guarda qua:
Partiamo dal L200.
Assumendo di dissiparlo sullo stesso dissy del PNP, calcoliamo la potenza massima dissipabile in esso:
Dal datasheet abbiamo Rth,JC = 3 °C/W
Assumiamo di avere un accoppiamento sil-pad da 0,5 °C/W
Supponiamo di avere un dissipatore della madonna da 2,5 °C/W
Facciamo i bastardi e facciamo lavorare la giunzione a 100 °C
Facciamo finta che sia fresco e che fuori ci siano 25 gradi.
Otteniamo
Supponendo sempre il rail a 20V (siamo ottimisti), calcoliamo quanta corrente potrà erogare l'L200 alle varie tensioni prima di fottersi, e combiniamo il valore con quanto calcolato in precedenza per il PNP:
Nella prima colonna trovi le tensioni d'uscita da zero a 15V.
Nella seconda colonna, la corrente erogabile dal L200 secondo il dimensionamento termico.
Nella terza, la corrente massima ottenibile dal PNP.
Nella quarta, la corrente massima TEORICA ottenuta come somma delle due. Chiaro che dimensionando il circuito per erogare fino a 0V, dobbiamo limitare la corrente massima nel L200 a 640 mA, dunque la corrente massima REALE che puoi ottenere è nella quinta colonna.
Nella sesta colonna trovi invece le correnti massime che puoi ottenere mantenendo il dimensionamento originale.
Se vuoi scendere fino allo zero, come vedi perdi ALMENO 110 mA su tutto il resto del range di tensioni (dico ALMENO perché con le condizioni al contorno sono stato MOLTO buono, vedi i 2,5 °C/W e i 25 gradi di temperatura ambiente, e far lavorare il silicio a 100 gradi); se nonostante tutto per te è accettabile, la modifica si può fare, aggiungendo un po' di componenti come illustrato da Bruno qualche post fa.
E' normale, devo rassegnarmi... ogni volta che si raggiunge qualcosa di concreto, ecco che l'asticella si sposta un po' più su.
Neanche un "grazie, almeno adesso ho uno schema valido"... subito a voler di più.
Vabbé è normale, mettiamola così. Non va bene, ma è la normalità.
OK, adesso ti mostro cosa succede.
Adesso aumentiamo le prestazioni mantenendo la topologia, adesso vedi che accrocchio della malora vien fuori.
Vogliamo scendere con la tensione? Bene, guarda qua:
Partiamo dal L200.
Assumendo di dissiparlo sullo stesso dissy del PNP, calcoliamo la potenza massima dissipabile in esso:
Dal datasheet abbiamo Rth,JC = 3 °C/W
Assumiamo di avere un accoppiamento sil-pad da 0,5 °C/W
Supponiamo di avere un dissipatore della madonna da 2,5 °C/W
Facciamo i bastardi e facciamo lavorare la giunzione a 100 °C
Facciamo finta che sia fresco e che fuori ci siano 25 gradi.
Otteniamo

Supponendo sempre il rail a 20V (siamo ottimisti), calcoliamo quanta corrente potrà erogare l'L200 alle varie tensioni prima di fottersi, e combiniamo il valore con quanto calcolato in precedenza per il PNP:
Nella prima colonna trovi le tensioni d'uscita da zero a 15V.
Nella seconda colonna, la corrente erogabile dal L200 secondo il dimensionamento termico.
Nella terza, la corrente massima ottenibile dal PNP.
Nella quarta, la corrente massima TEORICA ottenuta come somma delle due. Chiaro che dimensionando il circuito per erogare fino a 0V, dobbiamo limitare la corrente massima nel L200 a 640 mA, dunque la corrente massima REALE che puoi ottenere è nella quinta colonna.
Nella sesta colonna trovi invece le correnti massime che puoi ottenere mantenendo il dimensionamento originale.
Se vuoi scendere fino allo zero, come vedi perdi ALMENO 110 mA su tutto il resto del range di tensioni (dico ALMENO perché con le condizioni al contorno sono stato MOLTO buono, vedi i 2,5 °C/W e i 25 gradi di temperatura ambiente, e far lavorare il silicio a 100 gradi); se nonostante tutto per te è accettabile, la modifica si può fare, aggiungendo un po' di componenti come illustrato da Bruno qualche post fa.
Alberto.
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brabus ha scritto:Neanche un "grazie, almeno adesso ho uno schema valido"... subito a voler di più.
Vabbé è normale, mettiamola così. Non va bene, ma è la normalità.
No, non va bene e non è la normalità, ecco perché dovete smetterla di fare i progetti cambiando le specifiche al volo...
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
instead of
(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.-

DirtyDeeds
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Perché usi la seconda persona plurale?
Prima di definire le specifiche era opportuno capire quanto si potesse effettivamente ottenere dall'alimentatore (l'OP partiva da un dato dichiarato di ben 7A a 12V, ora ne ottiene la metà); ora che lo sappiamo possiamo parlare con cognizione di causa e definire specifiche sensate.
Mi pare che non ci sia molto "gioco" sugli ultimi dati che abbiamo ottenuto.
Se vogliamo più corrente dobbiamo cambiare schema, o aggiungere un altro PNP come proposto in precedenza da
FedericoSibona. Certo, costa di più, dobbiamo montare un transistor in più e dissiparlo. Se poi vogliamo scendere fino a 0V dobbiamo cambiare ancora il circuito...
E se vogliamo 10A dobbiamo cambiare trasformatore...
E allora quasi quasi andiamo sullo switching...
Ma a questo punto facciamo un bell'alimentatore da 100W...
Anzi da 250...
E poi vogliamo 30V invece che 15...
E vogliamo le tensioni negative...
Raga, formalità a parte,
DirtyDeeds ha solamente ragione.
Congeliamo una volta per tutte le specifiche con i valori sopra esposti (ultima colonna della tabella)?
antonyb, cerca di capire una cosa: è meglio consolidare un disegno semplice e funzionante (che ancora non esiste!), e POI pensare a eventuali upgrade. Non abbiamo neppure idea delle prestazioni di quel dissipatore, stiamo lavorando solo con le supposizioni, figuriamoci se ci mettiamo a pompare il circuito adesso.
Fai così: monta l'alimentatore secondo lo schema proposto (DOPO che lo avremo prototipato), poi se vuoi si potrà far evolvere il progetto con tutti gli upgrade del caso.
...intanto mi sono arrivati gli L200
:
Stasera arrovento il saldatore, vediamo cosa riusciamo ad ottenere.
Prima di definire le specifiche era opportuno capire quanto si potesse effettivamente ottenere dall'alimentatore (l'OP partiva da un dato dichiarato di ben 7A a 12V, ora ne ottiene la metà); ora che lo sappiamo possiamo parlare con cognizione di causa e definire specifiche sensate.
Mi pare che non ci sia molto "gioco" sugli ultimi dati che abbiamo ottenuto.
Se vogliamo più corrente dobbiamo cambiare schema, o aggiungere un altro PNP come proposto in precedenza da
E se vogliamo 10A dobbiamo cambiare trasformatore...
E allora quasi quasi andiamo sullo switching...
Ma a questo punto facciamo un bell'alimentatore da 100W...
Anzi da 250...
E poi vogliamo 30V invece che 15...
E vogliamo le tensioni negative...
Raga, formalità a parte,
Congeliamo una volta per tutte le specifiche con i valori sopra esposti (ultima colonna della tabella)?
Fai così: monta l'alimentatore secondo lo schema proposto (DOPO che lo avremo prototipato), poi se vuoi si potrà far evolvere il progetto con tutti gli upgrade del caso.
...intanto mi sono arrivati gli L200
Stasera arrovento il saldatore, vediamo cosa riusciamo ad ottenere.

Alberto.
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Solo un'osservazione: il circuito proposto da me/
brabus, se elettricamente dimensionato per funzionare fino a 4.5A, li erogherà in tutte le condizioni e indipendentemente da quanto calore sia in grado di smaltire il dissipatore.
Lasciamo quindi che il dissipatore rimanga sottodimensionato: vorrà dire che per tensioni basse in uscita, l'alimentatore sarà comunque in grado di fornire la corrente massima per un certo tempo, cioè finquando non interverranno le protezioni termiche a spegnerlo. Se poi
antonyb successivamente vorrà migliorare il dissipatore sostituendolo o/e aggiungendo una ventola, potrà forse arrivare a farlo funzionare continuamente a quelle correnti in tutte le condizioni.
Lasciamo quindi che il dissipatore rimanga sottodimensionato: vorrà dire che per tensioni basse in uscita, l'alimentatore sarà comunque in grado di fornire la corrente massima per un certo tempo, cioè finquando non interverranno le protezioni termiche a spegnerlo. Se poi
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BrunoValente
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Io sono piu' che d'accordo con lo schema di
brabus e piu' volte mi pare di averlo ripetuto; se proprio devo fare un'osservazione, toglierei C2 (non mi piacciono gli accoppiamento tra elettrolitici e ceramici e se ne era parlato lungamente in passato) e sostituirei C3 con un piccolo elettrolitico.
Quindi, se ci troviamo tutti d'accordo, piu' tardi butto giu uno schemino pratico per aiutare
antonyb per quanto attiene il layout.
Quindi, se ci troviamo tutti d'accordo, piu' tardi butto giu uno schemino pratico per aiutare
marco
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Ritenete possa essere utile mettere un resistore da circa 1kohm (quand'è che qualcuno mi dice se ha trovato il sistema di scrivere l'omega maiuscolo senza ricorrere a Latex?
) tra i morsetti di uscita per dare un minimo di carico migliorando la stabilizzazione della tensione tra vuoto e carico?
Il C3 si può mettere anche neanche tanto piccolo, tanto c'è il diodo D3 a proteggere i semiconduttori da eventuali tensioni inverse.
Il 20V segnato in schema è solo teorico visto che potrà variare, presumibilmente tra 24 V e 18V a seconda del carico. A tal proposito c'è da dire che le correnti tabellate per basse tensioni di uscita forse dovrebbero essere riviste leggermente al ribasso in quanto a basse correnti corrisponde un aumento della tensione di ingresso al circuito, ma queste finezze sarà meglio considerarle a circuito funzionante.
Piuttosto c'è da dire che, siccome il trasformatore in prototipazione non potrà essere identico a quello dell'OP, gli eventuali rilievi/misure, dovranno essere considerati con una certa approssimazione
Il C3 si può mettere anche neanche tanto piccolo, tanto c'è il diodo D3 a proteggere i semiconduttori da eventuali tensioni inverse.
Il 20V segnato in schema è solo teorico visto che potrà variare, presumibilmente tra 24 V e 18V a seconda del carico. A tal proposito c'è da dire che le correnti tabellate per basse tensioni di uscita forse dovrebbero essere riviste leggermente al ribasso in quanto a basse correnti corrisponde un aumento della tensione di ingresso al circuito, ma queste finezze sarà meglio considerarle a circuito funzionante.
Piuttosto c'è da dire che, siccome il trasformatore in prototipazione non potrà essere identico a quello dell'OP, gli eventuali rilievi/misure, dovranno essere considerati con una certa approssimazione
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FedericoSibona
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FedericoSibona ha scritto: ...quand'è che qualcuno mi dice se ha trovato il sistema di scrivere l'omega maiuscolo senza ricorrere a Latex?...

"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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Sì, ma perdona la mia ignoranza informatica, devo andare in mappa caratteri tutte le volte che devo sciverlo o c'è il sistema di richiamarlo ?
Con il µF ormai sono in confidenza, ma l'omega maiuscolo mi resta ancora ostico
Con il µF ormai sono in confidenza, ma l'omega maiuscolo mi resta ancora ostico
Ultima modifica di
FedericoSibona il 8 ott 2013, 13:52, modificato 2 volte in totale.
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FedericoSibona
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claudiocedrone
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