Salve a tutti, spero di aver scelto la sezione giusta, in ogni caso vorrei realizzare un dispositivo che mi permetta di misurare la distanza di un ostacolo rispetto ad un dispositivo.
Da un punto di vista concettuale avevo pensato che se mando un'onda contro un oggetto, sapendo la sua velocità e il tempo che ci avrebbe messo per tornare (trasmettitore e ricevitore) avrei potuto calcolare lo spazio...
Il problema è che prima di tutto non saprei che tipo di onda usare, ho letto su internet diversi modi, ma non saprei quale sarebbe il migliore anche perché dovrei realizzarlo da solo...
Seconda cosa è che non capisco come dovrebbe comportarsi se il piano contro cui va a riflettersi fosse obliquo... cioè come faccio a tener conto del tempo che ci metterebbe in più?
Vi ringrazio per le risposte e spero di essere stato chiaro...
Misurare la distanza
Moderatore:
jordan20
4 messaggi
• Pagina 1 di 1
0
voti
Potresti intanto dare un'occhiata qua.
"The past is not really the past until it has been registered. Or put another way, the past has no meaning or existence unless it exists as a record in the present."
John Archibald Wheeler
John Archibald Wheeler
0
voti
Ti ringrazio per il link, diciamo che utilizzare la luce è uno dei tanti modi, in realtà avrei voluto avere delle opinioni sui vari metodi per capire meglio quale studiare e analizzare..
-

Bonobopower
0 2 - Messaggi: 20
- Iscritto il: 22 set 2013, 22:03
0
voti
Ciao
Bonobopower. I metodi di misurazione della distanza vanno scelti secondo il contesto, dove il contesto comprende varie componenti. Si può eseguire la misura su una mappa in scala, si può percorrere una strada in auto e guardare il contachilometri e così via.
Tu sembri interessato a un metodo in cui chi misura se ne sta fermo e un segnale adatto esegue l'operazione per lui. Il segnale può essere elettromagnetico o meccanico (impropriamente detto "acustico", aggettivo che dovrebbe essere riservato ai segnali udibili dagli animali, compreso l'uomo). Nel primo caso rientra il RADAR, nel secondo di SONAR.
Del primo caso fanno parte anche i sistemi che usano la luce, quella laser o quella usuale che viene dal sole. Una descrizione carina sull'uso della luce solare si trova qui http://spazioinwind.libero.it/palermo21/gruppo_pa_xxi/tecnica/topografia/distanza.htm mentre un'altra è qui http://www.melamorsicata.it/mela/2013/08/21/measure-map-unapp-per-misurare-la-distanza-o-laria-su-una-mappa/ .
Radar e sonar riconducono la misura dello spazio a quella del tempo, dato che la velocità di propagazione si suppone costante.
Poi tu dici
Anche se non ho fatto le valutazioni che chiedevi tu spero di averti dato qualche spunto di riflessione.
Tu sembri interessato a un metodo in cui chi misura se ne sta fermo e un segnale adatto esegue l'operazione per lui. Il segnale può essere elettromagnetico o meccanico (impropriamente detto "acustico", aggettivo che dovrebbe essere riservato ai segnali udibili dagli animali, compreso l'uomo). Nel primo caso rientra il RADAR, nel secondo di SONAR.
Del primo caso fanno parte anche i sistemi che usano la luce, quella laser o quella usuale che viene dal sole. Una descrizione carina sull'uso della luce solare si trova qui http://spazioinwind.libero.it/palermo21/gruppo_pa_xxi/tecnica/topografia/distanza.htm mentre un'altra è qui http://www.melamorsicata.it/mela/2013/08/21/measure-map-unapp-per-misurare-la-distanza-o-laria-su-una-mappa/ .
Radar e sonar riconducono la misura dello spazio a quella del tempo, dato che la velocità di propagazione si suppone costante.
Poi tu dici
. Cosa ti fa pensare che il fatto di essere obliquo provoca un ritardo? Dato che il mezzo è (almeno in prima approssimazione) omogeneo le onde si propagano in modo sferico, quindi il tempo di propagazione non varia. Semmai bisogna tenere conto della "direttività": il fascio di onde può essere più o meno direttivo secondo la forma dell'antenna trasmittente (un esempio è il faro dell'auto). Se il piano di riflessione (già supponi che l'oggetto sia un piano...) è un piano, rifletterà il segnale con un angolo uguale a quello di incidenza; quindi se il fascio di onde è "stretto", al ricevitore giungerà una parte di segnale tanto minore quanto maggiore è l'angolo di incidenza (che si misura rispetto alla perpendicolare al piano).non capisco come dovrebbe comportarsi se il piano contro cui va a riflettersi fosse obliquo... cioè come faccio a tener conto del tempo che ci metterebbe in più?
Anche se non ho fatto le valutazioni che chiedevi tu spero di averti dato qualche spunto di riflessione.
"Ogni cosa va resa il più possibile semplice, ma non ANCORA più semplice" (A. Einstein)
-

clavicordo
20,7k 6 11 12 - G.Master EY

- Messaggi: 1238
- Iscritto il: 4 mar 2011, 14:10
- Località: Siena
4 messaggi
• Pagina 1 di 1
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 10 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)
