Buonasera,
esiste una norma o una guida che regolamenti cosa va indicato sullo schema del quadro elettrico as built o no? Ad esempio, va disegnato il frontequadro? se si, va disegnato un topografico delle apparecchiature o no? Se si parla di quadro di distribuzione, va indicata la lunghezza delle linee di partenza?
Disegno quadro elettrico as built
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A prescindere dalla normativa lo schema di un quadro deve per forza avere il fronte quadro, direi che la disposizione logica dello schema sarà :
- Frontespizio – Foglio dati – Fronte quadro con eventuali sezioni interne significative – Schema unifilare di potenza – Inserzione multifilare delle apparecchiature che lo richiedono (ad esempio misure) –Schemi ausiliari- Morsettiere ausiliarie-
Le linee in partenza se sono conosciute come sezione è buona cosa riportarle
- Frontespizio – Foglio dati – Fronte quadro con eventuali sezioni interne significative – Schema unifilare di potenza – Inserzione multifilare delle apparecchiature che lo richiedono (ad esempio misure) –Schemi ausiliari- Morsettiere ausiliarie-
Le linee in partenza se sono conosciute come sezione è buona cosa riportarle
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Dipende. Non credo sia attività della norma regolamentare cosa si e cosa. anche se, volendo applicare ad esempio la norma ISO9001 ci si può inventare qualunque cosa.
Bisogna prima di tutto distinguere due macro famiglie: quadro di distribuzione e quadro di automazione. Hanno esigenze molto diverse tra loro. I primi sono solitamente pezzi unici, dove, più che un layout di montaggio è utile un layout delle morsettiere, ed i dati dei circuiti utili alla progettazione, presente o futura. Per i secondi invece, estranei al progetto di distribuzione, ma più sovente macchinari replicabili, i layout e le distinte commerciali facilitano la gestione degli acquisti, sia di primo impianto che di ricambistica, piuttosto che il montaggio.
Uno schema completo, dettagliato, è sempre un ottimo affare, indipendentemente dal costo preliminare.
Poi, andando avanti, c'è spazio per di tutto e di più: c'è chi costruisce pensando: "lo schema lo farò poi, in qualche modo" e non lo farà mai più, C'è chi è sottoposto a vincoli di capitolato di fornitura e c'è chi si è dato regole precise e severe per lavorare in modo decente.
Di schemi ne ho visti molti e fatti parecchi. I più sono sotto il minimo sindacale, da paese sottosviluppato, alcuni decenti, pochi ben fatti. Deve essere prima di tutto, più che un dettato normativo, una risposta alle esigenze.
Bisogna prima di tutto distinguere due macro famiglie: quadro di distribuzione e quadro di automazione. Hanno esigenze molto diverse tra loro. I primi sono solitamente pezzi unici, dove, più che un layout di montaggio è utile un layout delle morsettiere, ed i dati dei circuiti utili alla progettazione, presente o futura. Per i secondi invece, estranei al progetto di distribuzione, ma più sovente macchinari replicabili, i layout e le distinte commerciali facilitano la gestione degli acquisti, sia di primo impianto che di ricambistica, piuttosto che il montaggio.
Uno schema completo, dettagliato, è sempre un ottimo affare, indipendentemente dal costo preliminare.
Poi, andando avanti, c'è spazio per di tutto e di più: c'è chi costruisce pensando: "lo schema lo farò poi, in qualche modo" e non lo farà mai più, C'è chi è sottoposto a vincoli di capitolato di fornitura e c'è chi si è dato regole precise e severe per lavorare in modo decente.
Di schemi ne ho visti molti e fatti parecchi. I più sono sotto il minimo sindacale, da paese sottosviluppato, alcuni decenti, pochi ben fatti. Deve essere prima di tutto, più che un dettato normativo, una risposta alle esigenze.
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Candy
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Il concetto di "AS BUILT" non è sbagliato: si aggiorna la documentazione allo stato finale dell'eseguito, che poteva benissimo essere stata ben progettata in origine, e soggetta a variazioni, sempre progettate in via preventiva.
Faccio un esempio becero: l'ufficio tecnico progetta una piastra d'interfaccia con fori filettati M5. In officina non ci sono viti M5, prese tutte da una squadra di montatori partiti per una trasferta, quindi, il montatore ripassa i fori e monta viti M6. Nessuno aggiorna i disegni, perché perfetti in origine in fase progettuale. Durante il montaggio macchina la piastra viene rimossa per fare delle tarature, le viti si perdono e, siccome chi aveva preparato il materiale di trasferta aveva seguito i disegni perfetti, non ha con se viti M6. Impreca contro i disegnatori che non sanno fare il loro lavoro, e poi altro mezzo mondo.
E' un esempio banale, ma rende molto, spero, l'idea.
Faccio un esempio becero: l'ufficio tecnico progetta una piastra d'interfaccia con fori filettati M5. In officina non ci sono viti M5, prese tutte da una squadra di montatori partiti per una trasferta, quindi, il montatore ripassa i fori e monta viti M6. Nessuno aggiorna i disegni, perché perfetti in origine in fase progettuale. Durante il montaggio macchina la piastra viene rimossa per fare delle tarature, le viti si perdono e, siccome chi aveva preparato il materiale di trasferta aveva seguito i disegni perfetti, non ha con se viti M6. Impreca contro i disegnatori che non sanno fare il loro lavoro, e poi altro mezzo mondo.
E' un esempio banale, ma rende molto, spero, l'idea.
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Candy
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Credo che quello fosse solo un esempio.
Nelle mie poche esperienze a riguardo, la maggiorparte delle difformita` tra progetto esecutivo e installazione "as built" era dovuta a problemi di reperibilita` di componenti specifici e/o a impossibilita` di installazione secondo progetto per sopravvenute cause di... forza maggiore.
A volte pero` non si tratta di progetto corretto o sbagliato, ma di variante al progetto durante la realizzazione "in cantiere". Varianti che non compromettono il progetto in se ma che ne rendono doverosa una formale "correzione", giusto per essere coerenti con la realta` di quanto realizzato.
Nelle mie poche esperienze a riguardo, la maggiorparte delle difformita` tra progetto esecutivo e installazione "as built" era dovuta a problemi di reperibilita` di componenti specifici e/o a impossibilita` di installazione secondo progetto per sopravvenute cause di... forza maggiore.
A volte pero` non si tratta di progetto corretto o sbagliato, ma di variante al progetto durante la realizzazione "in cantiere". Varianti che non compromettono il progetto in se ma che ne rendono doverosa una formale "correzione", giusto per essere coerenti con la realta` di quanto realizzato.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Per un quadro di potenza definire in precedenza il fronte è essenziale, gli interruttori e le altre apparecchiature vanno posizionate in funzione delle esigenze delle linee in arrivo e del locale in cui il quadro verrà posizionato. Un quadro che è addossato al muro , costituito da interruttori con attacchi anteriori , sarà ben diverso da un quadro accessibile anche dal retro con interruttori ad attacchi posteriori. Se l’alimentazione del quadro si effettua in blindo è ovvio che il generale verra posizionato in alto , se viene fornita la testa del blindo questa verrà montata e connessa e si fornirà al costruttore della blindosbarra le quote esatte del suo posizionamento. Un fronte quadro , almeno indicativo è imprescindibile. Anche le linee in partenza sono importanti per il quadro di potenza perché definiscono quelli che sono gli allacci dei cavi in uscita. Sapendo la consistenza dei cavi in uscita si possono definire i codoli in rame e relativi fori piu opportuni per allacciarli, stessa cosa per il tipo di morsetto per gli interruttori piu piccoli, in alcuni tipi di quadri si potrà entrare direttamente anche nell’interruttore con i cavi se ci saranno opportuni serrafilo, se il cavo è troppo grande o non adatto si dovranno costruire i fazzoletti in rame. I circuiti ausiliari , assolutamente snobbati nel caso di quadri di potenza , sono vitali per il corretto funzionamento del quadro. Ormai i power center montano interruttori parecchio sofisticati (un singolo interruttore aperto costa magari piu di 50mila euri di listino) e hanno bisogno spesso di un adeguato cablaggio ausiliario. Al progettista si chiede solo di avere le idee chiare poi al resto pensa il quadrista, infatti nel 99% dei casi i disegni forniti dai progettisti sono molto approssimativi e del tutto inedeguati per essere definiti costruttivi, sono solo la trasposizione grafica delle esigenze a cui si deve rispondere nella costruzione.
Il quadro di automazione invece solitamente è molto povero dal punto di vista elettrotecnico (infatti spesso chi si occupa di automazione non sa nulla di elettrotecnica) ma molto ricco di cablaggio e spesso il fronte del quadro non riveste grande importanza al contrario del quadro di potenza
Il quadro di automazione invece solitamente è molto povero dal punto di vista elettrotecnico (infatti spesso chi si occupa di automazione non sa nulla di elettrotecnica) ma molto ricco di cablaggio e spesso il fronte del quadro non riveste grande importanza al contrario del quadro di potenza
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In automazione il frontequadro è sacro non meno del topografico!
Quando devi rispettare le quote di montaggio dei comandi, il metodo unico che riconosco come efficace è il frontequadro: ogni altro tentativo tipo note o robaccia del genere, il più delle volte non è buono.
Inoltre quel tipo che progetta potrebbe aver avuto qualche motivo per mettere il tal coso in basso a sinistra e non in alto a destra ma se non lo dice all'officina, le sue elucubrazioni mentali sono fatica sprecata. E non aggiungerò nulla circa i cablaggi, la necessità delle barre di terra, delle morsettiere di supporto, della suddivisione fra parte in SELV e parte non in SELV ecc.
La parte insignificante nota ai più come ERGONOMIA è uno dei maggiori produttori di non conformità rispetto alle 4 norme di settore, in aggiunta al fatto che qualche componente (dico a case PLC ed INVERTER) hanno una cosa che si chiama manuale e che prevede una cosa che si chiama AREA di INSTALLAZIONE che deve essere rispettata e che in fase progettuale DEVE essere prevista, altrimenti hai realizzato un manufatto prendipolvere.
Poi, in officina, ci stà che qualche modifica ci scappi, vuoi per la reperibilità dei materiali, vuoi per una certa facilità di montaggio, vuoi per un riesame della fase manutentiva ecc, ma non sono modifiche tali da richiedere una riprogettazione quanto piuttosto un aggiornamento di una parte del progetto.
Per tornare alla domanda iniziale quindi, la regola è banale: nel "as built" di devi mettere tutte le modifiche che hai fatto rispetto al progetto originale fermo restando che nessuna di queste modifiche sia causa di una ri-progettazione.
Quando devi rispettare le quote di montaggio dei comandi, il metodo unico che riconosco come efficace è il frontequadro: ogni altro tentativo tipo note o robaccia del genere, il più delle volte non è buono.
Inoltre quel tipo che progetta potrebbe aver avuto qualche motivo per mettere il tal coso in basso a sinistra e non in alto a destra ma se non lo dice all'officina, le sue elucubrazioni mentali sono fatica sprecata. E non aggiungerò nulla circa i cablaggi, la necessità delle barre di terra, delle morsettiere di supporto, della suddivisione fra parte in SELV e parte non in SELV ecc.
La parte insignificante nota ai più come ERGONOMIA è uno dei maggiori produttori di non conformità rispetto alle 4 norme di settore, in aggiunta al fatto che qualche componente (dico a case PLC ed INVERTER) hanno una cosa che si chiama manuale e che prevede una cosa che si chiama AREA di INSTALLAZIONE che deve essere rispettata e che in fase progettuale DEVE essere prevista, altrimenti hai realizzato un manufatto prendipolvere.
Poi, in officina, ci stà che qualche modifica ci scappi, vuoi per la reperibilità dei materiali, vuoi per una certa facilità di montaggio, vuoi per un riesame della fase manutentiva ecc, ma non sono modifiche tali da richiedere una riprogettazione quanto piuttosto un aggiornamento di una parte del progetto.
Per tornare alla domanda iniziale quindi, la regola è banale: nel "as built" di devi mettere tutte le modifiche che hai fatto rispetto al progetto originale fermo restando che nessuna di queste modifiche sia causa di una ri-progettazione.
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Riassumendo quindi non esiste una vera e propria norma o guida che esplicitamente indichi una linea da seguire nella realizzazione di uno schema di un quadro.
Nella 61439 nel punto 5.6 indica alcune caratteristiche che devono essere dichiarate nella documentazione allegata al quadro, nel più dei casi sullo schema elettrico, e non comprende frontequadro o topografico.
Certo, è buona norma e utile al manutentore di turno avere un frontequadro per il riconoscimento immediato del quadro all'interno di uno stabilimento con più quadri, e inserire (se confermate e veritiere) più informazioni possibili del progetto iniziale. Tutto rientra nell'insieme di "buone norme" di realizzazione di quadri elettrici.
Nella 61439 nel punto 5.6 indica alcune caratteristiche che devono essere dichiarate nella documentazione allegata al quadro, nel più dei casi sullo schema elettrico, e non comprende frontequadro o topografico.
Certo, è buona norma e utile al manutentore di turno avere un frontequadro per il riconoscimento immediato del quadro all'interno di uno stabilimento con più quadri, e inserire (se confermate e veritiere) più informazioni possibili del progetto iniziale. Tutto rientra nell'insieme di "buone norme" di realizzazione di quadri elettrici.
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Assolutamente sbagliato!
Nessuno ha detto che non ci sono norme per il progetto di un QE ma tutti hanno detto che non ci sono norme specifiche per l'as built, che se permetti è cosa ben diversa!
Nessuno ha detto che non ci sono norme per il progetto di un QE ma tutti hanno detto che non ci sono norme specifiche per l'as built, che se permetti è cosa ben diversa!
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