Sono arrivato al punto di avermi calcolato la costante di propagazione
per il mezzo conduttore e mi risulta
dove
è la celebre profondità di penetrazione. A questo punto come ogni buon corso di campi voglia, viene effettuata un'analisi quantitativa per verificare l'ordine di grandezza di questa profondità di penetrazione alle nostre frequenze di lavoro tipiche di TLC. A questo punto cito testualmente il libro da cui sto facendo riferimento per mettere in luce cosa non comprendo:... Nei metalli solamente la parte esterna viene interessata al fenomeno elettromagnetico. Questo da un lato giustifica la denominazione effetto pelle per l'insieme dei fenomeni associati ad un conduttore immerso in un campo elettromagnetico; dall'altro spiega come nel passaggio dal mezzo esterno al conduttore, all'andamento continuo della componente tangenziale del campo magnetico si possa sostituire un (approssimato) andamento discontinuo. Infatti la componente tangenziale del campo magnetico diventa trascurabile dopo pochi spessore di penetrazione; non si commette dunque un grande errore nel supporre che il campo magnetico tangente passi, in modo discontinuo, da un valore diverso da zero sulla superficie esterna a un valore nullo all'interno.
Per meglio chiarire questo concetto, calcoliamo il flussodella densità di corrente indotta nel conduttore per un tratto unitario lungo l'asse
:
Fissare le condizioni al contorno di tipo discontinuo per la componente tangenziale del campo magnetico equivale a sostituire al vettoredensità di corrente nel conduttore, la densità di corrente
flusso di J per unità di lunghezza y
E qui finisce l'argomento. Adesso ciò che non capisco è perché ci calcoliamo
? A cosa serve?
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densità di corrente nel conduttore, la densità di corrente 



